08 gen 2017

Alessandro Rossi: "L'esordio? Ancora non mi sembra vero".

La chiamata dalla panchina, le gambe che ti tremano, la mente che si offusca per due minuti. Sei all'esordio in Serie A, con i grandi. Ma la paura dura giusto il tempo di entrare in campo. L'esordio di Alessandro Rossi è andato più o meno in questo modo. Proprio Rossi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 dove ha descritto le sue emozioni: "L'esordio? Ancora non mi sembra vero. Mi sembra di vivere un sogno, sono felice perché sono entrato ed abbiamo vinto. Me lo aspettavo un po' di esordire, mancavano tanti giocatori davanti. Per me è un premio perché stavo facendo molto bene in Primavera. Ma l'importante è che oggi il gol sia arrivato, abbiamo ottenuto tre punti importanti dopo la sosta. E' arrivata la vittoria e va bene così. A chi dedico questo esordio? La dedica va a tutte le persone che mi vogliono bene e mi stanno vicino. Soprattutto a mia madre che mi ha sempre sostenuto e mi è stata  sempre vicino. Ad Inzaghi gli dico un gigantesco grazie, sono anni che mi conosce e mi insegna tanto. Quando mi è stato detto di entrare, per un minuto o due, era tutto offuscato. Poi ho riflettuto  e ho notato che dopo anni di fatiche alla fine ero lì ed ho realizzato un sogno che inseguivo da anni, che sembrava difficilissimo. Questo esordio rappresenta un obiettivo, ma è anche un punto di partenza: da qui si inizia a fare una grande carriera, spero di farla con questa maglia". 
Rossi è intervenuto anche in mixed zone dove ha risposto alle domande dei cronisti presenti: "Quando il mister mi ha chiamato, non mi sembrava vero, mi sentivo tutto offuscato. Trenta secondi prima di entrare, ho pensato a tutti i sacrifici che ho fatto per realizzare il sogno di una vita. La vita cambia in un attimo, non mi sembra vero. Provo a non pensarci, a tornare in campo lavorando più di prima. Chi mi è stato d'aiuto? Biglia è capitano proprio per questo, sa sempre cosa dirmi. Anche Cataldi e Murgia, ma in realtà tutti mi danno una mano. Sono in un gruppo affiatato. Il mister crede in noi giovani, e i fatti gli stanno dando ragione: Cataldi fa sempre bene, Strakosha anche, Lombardi e Murgia si sono fatti valere e anche io in quel poco tempo che ho avuto a disposizione. Sta cambiando qualcosa nel calcio, è giusto dare spazio ai giovani. Inzaghi mi ha detto di entrare e fare l'inferno. Mi dice di concentrarmi, di allenarmi e cerco di fare del mio meglio. La maglietta me la porto a casa, oggi la incornicio!"

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