12 ott 2016

Lazio: Crespo e quei favolosi anni 2000 !

Conceiçao, Claudio López e… Hernan Crespo! Un altro tuffo nel passato, con una Lazio davvero a cinque stelle, ancora oggi rimasta indelebile nei ricordi di tutti. Anche ‘Valdanito’ ha raggiunto in serata lo Sheraton Parco de’ Medici di Roma, in vista della partita ‘Uniti per la pace’ di domani sera. Intercettato anche dai nostri microfoni, l’ex bomber laziale ci ha confidato le sue emozioni alla vigilia dell’evento: "Che effetto mi farà tornare all'Olimpico? Ve lo dico domani! (ride, ndr). Vengo spesso a Roma che ho la moglie romana. Rivedrò Veron, Maradona e tanti altri. Certo, andremo un po' più lenti rispetto agli anni scorsi, ma conta solo divertirci e contribuire a qualcosa di grande”. Poi subito uno sguardo in casa Lazio: Biglia? Lo conosco da tanto tempo e non mi sorprende quello che sta facendo. Purtroppo ha un problema complicato, perché è un infortunio fastidioso e dovrà stare attento a possibili ricadute. La Lazio con tutte le difficoltà ambientali sta facendo bene con Simone. Il materiale c'è, quindi dobbiamo solo aspettare”. Un confronto anche con i campioni del passato, molti dei quali diventati allenatori come lui: “La nostra è una generazione diversa da questa, abbiamo mangiato pane e pallone da piccoli, ci divertivamo a giocare a calcio per tutto il giorno e ci fermavamo solo quando bisognava studiare. Oggi invece i ragazzi hanno più distrazioni e questo per assurdo tende a diminuire la qualità dei singoli giocatori. Rammarico per non aver vinto di più? Probabilmente sì, potevamo ottenere qualcosina in più, anche se è difficile vincere a Roma. Quella Lazio però è durata poco per le difficoltà avute dalla famiglia Cragnotti. Io sono arrivato quasi alla fine di quel percorso. Poi se Dalmat non avesse messo la palla sotto l’incrocio sarebbe stata un’altra storia (riferimento a Lazio-Inter del 2001, giocata nel campo neutro di Bari, ndr), ma non lo sapremo mai. I problemi furono però nei primi mesi in cui abbiamo perso tanti punti con Eriksson. Forse la squadra era anche un po' appagata per lo scudetto dell'anno prima”. Da un bomber del passato, un pensiero anche su un potenziale cannoniere biancoceleste, Ciro Immobile: “Non voglio fare paragoni fra me e altri giocatori, ognuno ha avuto la propria storia. Dopo che sono andato via io dalla Lazio è però arrivato Klose, che ha dato tanto ai biancocelesti. Ora c’è Immobile che è forte. Paragoni non ne voglio fare, perché capite bene che sono nato in un paese in cui se eri mancino si pensava subito a Maradona". Infine, sui programmi futuri: "Sto valutando delle situazioni all'estero, ma più in là sarebbe bello sedere sulla panchina della Lazio, è uno degli obiettivi personali che ho. Fare l'allenatore in Serie A è il massimo".

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