14 set 2015

Matrix Revolution, Lazio 2 Udinese 0


Lazio 2 Udinese 0

Forse - e il dubbio è legittimo - è tornata la Lazio dello scorso anno. Quella spettacolare, quella che - a detta dei critici - giocava il più bel calcio d'Italia. Forse, è il dubbio è legittimo perché siamo solo alla terza giornata di campionato, è tornata la Lazio di Felipe Anderson, giocatore incontenibile, capace, con un dribbling, un tiro, un assist, di vincere le partite da solo.

Con l'Udinese non era semplice, dopo le sberle prese da Leverkusen e Chievo, senza giocatori fondamentali come Biglia, De Vrij, Klose e un ambiente infastidito dalla mancata campagna acquisti della società e dall'eliminazione in Champions League.
E' arrivata la vittoria, tre punti, che dopo quelli presi alla prima contro il Bologna, fanno sei e portano i biancocelesti a ridosso dei primissimi posti della classifica. 
Siamo ancora all'inizio, è vero, ma è importante non perdere terreno, restare in scia delle squadre più blasonate, lavorare in silenzio e a testa bassa, sorprendere ancora. Inoltre, cosa da non sottovalutare, è arrivato un attaccante che sa fare gol. Alessandro Matri. Doppietta al debutto. Segnali positivi di una stagione iniziata con diverse delusioni dall coppa Italia alla Champions ma che potrebbe diventare importante. Anche perché, le cosidette grandi, non è che abbiano impressionato in questi primi 270 minuti di gioco.
La partita contro l'Udinese è stata difficile da portare a casa, dicevamo. C'è voluto un guizzo di Anderson prima, dribbling e cross rasoterra per Matri, e un errore di Kone dopo. La squadra friuliana è venuta a Roma per difendere il pareggio. Di Natale in panchina, nove giocatori a ridosso dell'area di rigore, qualche contropiede affidato a Zapata e Therau. Nient'altro. Come spesso succede in Serie A, quando si affrontano squadre così chiuse, trovare la rete assume i contorni di un'impresa titanica, c'è bisogno di una giocata di un singolo o di un errore avversario. La Lazio ha dominato la partita, ha tenuto palla, ci ha provato, con Candreva, Keita, Mauri a scardinare la retroguardia bianconera. Invano, però, nonostante le accelerazioni e i tiri da fuori dei suoi uomini di qualità.
La svolta è arrivata nel secondo tempo. Dentro Felipe Anderson e Matri. Fuori Candreva e Lulic.
Una decina di minuti ed ecco il vantaggio costruito dai nuovi entrati.
FA7, quanto erano mancate le sue giocate? Tanto, troppo. Non è ancora ai livelli dell'anno scorso, gli manca - come ha detto Pioli nel post partita - un po' di fiducia, ma alla terza è risultato decisivo. Un assist dei suoi. Accelerazioni, coperture difensive, passaggi precisi. E poi Matri. Cosa dire di più? Due gol al debutto come era avvenuto con la Fiorentina. Un fiuto del gol che è sempre stata la sua arma in più. Presenza fisica in area, apprensione per gli avversari. Era l'attaccante che serviva alla Lazio, il degno sostituto di un campione come Klose ormai a fine carriera. Se ha fame, voglia e ambizione, Matri potrebbe rivelarsi un grande acquisto. La sorpresa della stagione. Siamo ancora all'inizio. Il passato è andato - ha detto Pioli - bisogna guardare avanti. Come dargli torto. Domenica c'è il Napoli. 
Più spazi per gli attaccanti, paradossalmente una sfida meno complicata di quella contro l'Udinese. Arrivassero i tre punti anche al San Paolo, sì che inizieremmo a divertirci sul serio. 

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