02 giu 2015

S.S. Lazio 1900: bilancio, statistiche, gol, assist & voti commentati di fine stagione.

Si è conclusa con il terzo posto in classifica e la conquista dei preliminari di Champion's league la stagione 2014-2015 della S.S. Lazio 1900. Andiamo a vedere nel dettaglio le prestazioni di squadra e giocatori.


Bilancio 
 Punti - 69: 37 casa, 32 trasferta 
Vittorie - 21: 12 casa, 9 traferta
Pareggi - 6: 1 casa, 5 trasferta
Sconfitte 11: 6 casa, 5 traferta 
Falli a favore - 651: 320 casa, 331 trasferta
Falli contro - 463: 221 casa, 243 trasferta 
Angoli a favore - 206: 118 casa, 88 trasferta
Angoli contro - 123: 58 casa, 65 trasferta
Media possesso palla - 53%

Gol & Tiri 
 Gol fatti - 71: 40 casa, 31 trasferta
Gol subiti - 38: 18 casa, 20 trasferta 
Rigori fatti - 3: 1 casa, 2 trasferta
Rigori subiti - 4: 2 casa, 2 trasferta 
Tiri fatti - 385: 216 casa, 169 trasferta 
Tiri subiti - 262: 114 casa, 148 trasferta 
Pali e traverse fatte - 6: 4 casa, 2 trasferta
Pali e traverse subiti - 2: 2 casa, 2 trasferta 


Statistiche Giocatori
Voti


Stefano Pioli - 8.5 - Il suo merito principale è di aver creato una grande famiglia. Una squadra solida, vivace e competitiva su ogni fronte. Capace di esprimere un calcio di qualità alla pari di Juventus, Napoli e Roma. Il terzo posto in classifica lo conferma. Avrebbe potuto alzare la sua prima Coppa in maglia biancoceleste, è pronto a confermarsi e migliorarsi nella prossima stagione. La squadra lo ama, il popolo pure. Leader.


Etrit Berisha - 6.5 - Il vice Marchetti si è sempre fatto trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa, confermando il suo enorme potenziale. Ha margini di miglioramento, sarebbe titolare nel 70% delle squadre di Serie A. Una certezza. 

Federico Marchetti - 7.5 - In Italia poche squadre possono vantare un portiere così affidabile. Probabilmente questa è stata una delle sue migliori stagioni. La partita perfetta al Franchi di Firenze. Senza i suoi miracoli la Lazio non avrebbe portato a casa la vittoria. Lo ha bloccato solo qualche problema fisico di troppo. Leader storico della squadra, punto di riferimento della retroguardia biancoceleste. Una sicurezza. 

Dusan Basta - 7.5 - E’ arrivato in estate dopo un’annata, a Udine, tormentata dagli infortuni. Si è preso il posto sulla fascia destra e non l’ha più lasciato. Corsa, sovrapposizioni, cross. L’aria di Roma l’ha fatto tornare ad altissimi livelli. Pedina imprescindibile. Rinato. 




Edson Braafheid - 6.5 - Preso a parametro zero, si è rivelato un acquisto affidabile. Complice l’assenza di Radu, ha giocato di più nella prima parte dell’anno. Riserva di lusso, solido e con un discreto piede sinistro. Piacevole sorpresa. 

Luis Cavanda - 6 - Chiuso da Basta, è quasi sempre subentrato dalla panchina. Pioli lo ha usato come jolly, piazzandolo, indistintamente, sulla fascia destra e sinistra di difesa. E’ ancora giovane, se riesce a rimanere concentrato per tutta la partita, l’anno prossimo, visti i molti impegni, potrebbe trovare più spazio. Incostante. 

Michael Ciani - 5.5 - Dato per sicuro partente quest’estate, alla fine è rimasto a Roma. Ha giocato poco. Non ha mai convinto in pieno. Probabilmente lascerà la Lazio. 

Stefan De Vrij - 8.5 - Il miglior colpo di mercato dell’estate biancoceleste insieme a Parolo. Ha confermato quanto di buono fatto vedere in Brasile. E’ destinato a diventare uno dei migliori centrali d’Europa. Non gli manca niente. Ha forza, tecnica, classe, velocità. Ci ha messo qualche settimana a prendere confidenza con la Serie A, poi è diventato un giocatore imprenscindibile. La sensazione è che se non si fosse infortunato nel finale di stagione, la Lazio avrebbe raggiunto il secondo posto prima del match contro la Roma. Un muro. 

Santiago Gentiletti - 7 - Ha giocato pochissimo, complice il grave infortunio di Marassi. E’ tornato dopo 8 mesi e ha deciso la delicata sfida contro la Sampdoria. Tanto basta per meritare un voto alto, anche perché, una volta rientrato, Pioli non l’ha più spostato dal centro della difesa. Dispiace non averlo avuto per tutto il campionato, con De Vrij forma una coppia perfetta. Rimpianto. 

Abdoulay Konko - s.v. - Non si è mai visto. Due presenze in campionato. Bloccato dai soliti problemi muscolari, ha vissuto la stagione da spettatore. Questo potrebbe essere stato il suo ultimo anno alla Lazio. Desaparecido. 

Mauricio - 6.5 - Tare l’ha preso in prestito dallo Sporting per sopperire al buco difensivo lasciato da Gentiletti prima e Cana poi. Il roccioso difensore brasiliano si è fatto trovare pronto. Non era facile adattarsi al campionato italiano, ma lui, guidato da De Vrij, c’è riuscito. Non è un fenomeno, spesso ha fatto intravedere limiti tecnici, ma non gli era stato richiesto di fare la differenza. Solo dare una mano alla squadra. E’ quello che ha fatto. Soldato. 

Diego Novaretti - 6- - Stesso discorso di Konko. Ha giocato 5 partite, Pioli non si è mai fidato di lui. Ha richieste dal sudamerica. Partirà. 

Lorik Cana - 6 - Diventato titolare dopo l’infortunio di Gentiletti, si è fatto male e non si è più visto. Generoso ma con molti limiti, a Roma non ha mai convinto in pieno. 

Stefan Radu - 7.5 - Eccolo un altro dei leader della squadra. Pioli si è fidato talmente tanto di lui che spesso lo ha proposto anche come centrale di difesa. E’ uno dei difensori più sottovalutati d’Europa. Pedina strategica nelle ultime partite, quando la Lazio ha provato la difesa a tre. La sua esperienza sarà fondamentale l’anno prossimo in Europa. Un leone. 


Lucas Biglia - 8.5 - Sarà stato il grande mondiale disputato con l’Argentina o la fiducia incondizionata dell’allenatore che gli ha consegnato le chiavi del centrocampo biancoceleste, fatto sta che un Lucas Biglia così forte non si era mai visto in Italia. Regista e incontrista. Centrocampista moderno. Se la Lazio ha giocato il miglior calcio d’Italia, molto del merito va al centrocampista argentino, a come ha guidato il centrocampo, chiamato il pressing alto, aiutato la difesa. I migliori club d’Europa hanno bussato alla porta di Lotito. Resterà a Roma, uno così non si trova facilmente. Leader silenzioso. 

 Antonio Candreva - 9 - 34 presenze, 10 gol, 15 assist (il migliore in Italia) ha confermato di essere un fenomeno. Diciamolo chiaramente. Ad un certo punto della stagione, quando il suo infortunio coincise con l’esplosione di Felipe Anderson, qualcuno osò anche metterlo in discussione. Non Pioli che lo ha sempre schierato titolare. Uno di quei giocatori capace di vincere le partite da solo. Cosa dire di più? Chapeau. 

Danilo Cataldi - 7 - Sono anni che la primavera della Lazio domina e da’ spettacolo in Italia, per questo ci si aspettava che qualcuno di quei ragazzi potesse arrivare e giocare in pianta stabile in prima squadra. Danilo Cataldi lo ha fatto. E’ dovuto passare per Crotone, ma alla fine è tornato alla casa madre e si è preso il centrocampo della squadra per cui fa il tifo, strappando applausi e complimenti agli addetti ai lavori. Centrocampista moderno, fiato, corsa e tecnica. Destinato a prendersi anche la nazionale e la fascia da capitano della Lazio. Pioli lo ha esaltato, con Parolo e Biglia, uno dei centrocampi più forti d’Italia. Predestinato. 

Ederson - s.v. - Ha passato più tempo in Padeia che sul campo da gioco. Anche quest’anno si sono perse le sue tracce. Fantasma. 

Felipe Anderson - 9 - Alzi la mano chi credeva, che Felipe, questo ragazzo di 22 anni prelevato dal Santos, fosse, dopo le poche apparizioni dell’anno passato, così forte. Anzi, fortissimo. A un certo punto, dicembre, precisamente, si è preso la Lazio sulle spalle e l’ha trascinata fino al vertice della classifica. Dribbling, accelerazioni, tiri da fuori. 10 gol segnati, 7 assist. Incontenibile. Ancora negli occhi di tutti i tifosi i due gol con i quali ha affondato il Torino, oppure quelli segnati all’Inter e nel derby d’andata. Klose, Mauri, Candreva, tutti hanno beneficiato dell’esplosione di Felipe Anderson. Ha chiuso in calo, visibilmente stanco, il suo errore contro il Napoli sarebbe potuto costare una stagione. Così non è stato. Soprannominato FA7, l’anno prossimo dovrà essere quello della consacrazione. Fenomeno vero. 

Christian Ledesma - 6 - L'ultima stagione in maglia biancoceleste. Uomo vero. Lucas Biglia gli ha chiuso ogni spazio ma quando è stato chiamato in campo, ci ha messo grinta e generosità. Uomo spogliatoio. 

Senad Lulic - 6+ - Partito come mezzala nel centrocampo a tre di Pioli, si è infortunato e ha saltato la maggior parte della stagione, per poi tornare ed essere schierato, alternativamente, sulla fascia sinistra di difesa o come tornante del 3-5-2. Rispetto agli anni passati è sembrato in calo. Solita corsa e sudore, quello che è mancato è stata la qualità. Stanco. 

Stefano Mauri - 8 - Forse ha scoperto l’elisir dell’eterna giovinezza. Ha disputato una grande stagione, condita da 9 gol. Il capitano biancoceleste, schierato da Pioli come trequartista nel 4-2-3-1 di metà campionato, si è dimostrato decisivo. Unica pecca: il finale di campionato, dove si è visto a sprazzi. Giustificato, stiamo pur sempre parlando di un ragazzo di 35 anni. Capitano. 

Ogenyi Onazi - 6 - Il voto è riferito solo al gol decisivo nella partita più importante dell’anno. Per il resto tanta panchina. Decisivo. 

Marco Parolo - 9- - Che acquisto! Quando giocava a Cesena veniva chiamato il “Gerrard italiano” per la sua capacità di segnare. Ha tenuto fede al suo soprannome anche quest’anno. 10 gol segnati. Un centrocampista così è il sogno di ogni allenatore. E infatti Pioli non ha mai fatto a meno di lui. Si è conquistato anche la Nazionale di Conte. Una certezza, una meravigliosa conferma. Cecchino. 



Pereirinha - s.v. - Un altro che ha visto il campo con il binocolo. Dovrebbe andare via in estate. Flop.  

Filip Djordjevic - 7 - Fino all’infortunio, aveva relegato Klose in panchina ed era diventato il miglior realizzatore della squadra. Un altro ottimo acquisto del mercato estivo, a testimonianza dell’ottimo lavoro fatto dalla società durante il pre-campionato. Djordjevic ha dimostrato di essere un bomber classico, grande forza fisica e senso del gol. Non segnerà 20 reti a stagione, ma è un attaccante di grande affidamento. Efficace. 

Baldé Diao Keita - 6+ - A inizio anno tutti si aspettavano che questa sarebbe stata la stagione di Keita. I tre gol rifilati al Bassano in Coppa Italia, facevano presagire altri scenari. Invece Keita, da titolare, piano piano è scivolato in panchina, diventando, dopo il k.o di Djordjevic, la riserva di Klose. L’uomo da mandare in campo in situazioni d’emergenza. Pioli l’ha usato così, non gli ha chiesto di più. Difficile capire le cause di questa mancata esplosione perché i numeri, Keita, lì ha tutto. E’ ancora giovanissimo, il tempo è dalla sua parte, la speranza è che l’anno prossimo, dopo Felipe Anderson, tocchi a lui. In attesa. 

Miroslav Klose - 8 - Cosa si può chiedere , a 37 anni, all’attaccante più prolifico nella storia dei mondiali, se non continuare a fare quello che ha sempre fatto: il gol. Stagione incredibile quella di Klose, partito dietro Djordjevic, dopo l’infortunio del serbo si è preso l’attacco della Lazio e non l’ha più mollato. I 13 gol segnati sono da record. Ha beneficiato della mentalità offensiva data alla squadra da Pioli. L’ha messa dentro, l’avesse fatto anche nel derby, in quella prima azione, con quel colpo di testa a pochi centimetri da De Sanctis, allora si che si sarebbe potuto parlare di perfezione. Non si sa se rimarrà oppure andrà a fare l’allenatore altrove. Per il popolo biancoceleste è stato un onore vedere giocare questo intramontabile campione. Leggenda.

Nessun commento: