01 mag 2015

T'ho alzato la coppa in faccia (parte II). Coppa Italia Primavera: Lazio 2 Roma 0.



Lazio 2 Roma 0
Che siano Primavera o meno, i derby di coppa Italia non riescono proprio ad allargare il sorriso della Roma. Chissà che sortilegio sarà mai questo. E così, in uno stadio Olimpico colorato da quasi 4.000 tifosi molto canterini, la Lazio di Simone Inzaghi ha piegato la Roma di Alberto De Rossi per 2-0, ha saputo ribaltare il punteggio della sfida di andata (0-1) e si è aggiudicata quindi la coppa Italia Primavera. Impossibile, a questo punto, non ricordare il derby del 26 maggio del 2013, un’altra finale di coppa Italia, un altro successo dei biancocelesti. È chiaro che l’incantesimo non si sia spezzato, almeno nella coppa nazionale, è ovvio: eppure stavolta i giallorossi hanno sfiorato davvero il trionfo. D’altronde, sarebbe bastato soltanto un gol, uno solo, per vendicare tutta la modestia mostrata dalla squadra dei «grandi» quasi due anni prima. E invece. Invece, anziché Lulic 71, è stato Oikonomidis ‘95, 20 anni per l’appunto, a fulminare il portiere rivale Marchegiani: un sigillo in avvio, il secondo al tramonto del primo tempo. È stato sufficiente. E i biancocelesti, già detentori, hanno potuto conquistare il trofeo per la terza volta nella storia.
Va sottolineato comunque che in avvio la Roma ha schierato addirittura due ragazzi nati nel 1997, mentre la Lazio era costituita soltanto da ‘95 e ‘96. Registrato questo, bisogna pure aggiungere che sono stati soprattutto i giallorossi a comandare le trame della manovra, spiccando perfino per fluidità in alcune finestre della gara. Ci si chiederà dove, o perché, abbiano perso. Perché sono sempre mancati nella rifinitura, nel passaggio determinante, nella precisione della conclusione. A dirla tutta, Capradossi ha anche indovinato la via del gol, ma l’inutilmente pignolo (e quindi protagonista) arbitro Rapuano di Rimini ha appassito la gioia sul nascere per un dubbio fuorigioco. Pescando tra le file romaniste, sono piaciuti Pellegrini e Calabresi per tutti. Quanto a Verde e a Sanabria, stasera sono scesi un poco sotto il rigo: e, come si diceva, la squadra ne ha risentito. In extremis, espulso Soleri.

Consapevole di dover compiere un’impresa storica, la Lazio ha calato invece la carta dell’umiltà e dell’aggressività atletica. Una mossa indovinata, non c’è dubbio. Se non altro perché ha sfarinato in un baleno le certezze psicologiche della Roma. Tounkara e Murgia hanno impressionato la pellicola fallendo un paio di opportunità d’oro, poi i biancocelesti si sono dedicati a conservare il risultato e a innescare la molla del contropiede. Bravi Tounkara, Oikonomidis e il portiere Guerrieri.

Da segnalare la presenza della gran parte dei giocatori delle rispettive prime squadre: tra gli altri, ecco Nainggolan, Pjanic, Paredes, Iturbe, Balzaretti, Ederson, de Vrij, Cana, Cataldi, Keita e Felipe Anderson. In tribuna pure il dg giallorosso Mauro Baldissoni, Bruno Conti, il ct dell’Italia Under 21, Luigi Di Biagio, il presidente biancoceleste Claudio Lotito e il ds Igli Tare. Non mancavano, naturalmente, i tecnici Stefano Pioli e Rudi Garcia, che ha perfino incoraggiato i ragazzi di De Rossi con una pacca sulle spalle prima della sfida. Infine è comparso anche Zdenek Zeman. L’ex.


fontemessaggero

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