31 mag 2015

Come un giro sulle montagne russe. Lazio in Champions. Napoli 2 Lazio 4.


Napoli 2 Lazio 4
Essere lucidi alla fine della partita del San Paolo è quasi impossibile. Ci proviamo. Siamo senza voce, il nostro cuore solo ora sta riprendendo a battere regolarmente e gli occhi sono bagnati di lacrime. La Lazio ce l'ha fatta. Ha battuto il Napoli e si è qualificata in Champions League. Neanche Stephen King avrebbe potuto immaginare una partita con così tanti colpi di scena. A tratti esaltante, a tratti drammatica. 
Farne un riassunto, elencare minuto per minuto quello che è successo, sarebbe da folli. Impossibile tenere a bada le emozioni. Tutto e niente in 90 minuti. Dalla gloria alla possibile beffa se Higuain, il giocatore simbolo di un intero popolo, non avesse calciato alle stelle il rigore del 3 a 2. In mezzo ci sono state le reti di Parolo - un bolide che ha piegato le mani ad Andujar - e Candreva - freddo a battere l'estremo difensore partenopeo dopo l'assist di Lulic; l'1 a 2 del Napoli, l'espulsione di Parolo, l'errore di Felipe Anderson che ha portato i padroni di casa a completare la rimonta con doppietta dell'attaccante argentino. 
Fino al rigore sbagliato dal "Pepita", al rosso sventolato in faccia a Ghoulam, l'ingresso in campo di Onazi, uomo decisivo, di fatto, del match. Ma andiamo con ordine:
Lazio, con la difesa a tre, padrona del campo, una sola occasione concessa al Napoli quella di Callejon che solo davanti a Marchetti sfiora il palo. I biancocelesti sono bravi a ripartire e colpire con Parolo prima e Candreva poi. 2 a 0 all'intervallo. Niente da dire. 
Sbagliato assaporare la vittoria, ricordando il derby di andata e la partita con l'Inter.
Il secondo tempo, per i primi 9 minuti, ha seguito la stessa logica del primo:
Lazio con il baricentro alto, Napoli in affanno, incapace di far male alla retroguardia biancoceleste. 
Questo fino al minuto numero 10. Fino alla prima rete di Higuain per una svista in difesa. Poi in campo è successo di tutto. La logica ha ceduto il passo alla follia, quello che era un film soporifero si è trasformato in un thriller ad alta tensione. Per 35 minuti non si è divertito nessuno. Higuain poi De Vrij salva sulla linea il tiro  a porta vuota di Mertens po ancora Higuain, poi ancora Higuain ma questa volta per sparare alto un rigore concesso per fallo di Lulic. Fine. 
Dopo ha goduto la Lazio. Onazi e Klose. 4 a 2. Che sofferenza. Che gioia. Che annata.
La Lazio torna nell'Europa dei grandi e lo fa, alla fine, coerente con se stessa e con il campionato disputato. Grande calcio nel primo tempo e calo nel secondo. Punti preziosi, per questa attitudine, persi contro Inter e Roma, tanto per citare due esempi. 
Pioli ha costruito una squadra quasi perfetta. Ha avuto il merito di puntare, proteggere e far crescere Felipe Anderson, devastante da gennaio in poi. Ha avuto audacia, ha sempre imposto alla sua squadra di giocare con aggressività, qualunque avversario avesse avuto davanti e il lavoro alla fine, anche se alcune partite (come è normale che sia) sono state perse per questo motivo, ha pagato. 
Per mesi, i media, hanno detto che la Lazio era la squadra che giocava il miglior calcio d'Italia. 
Eppure a Napoli, se la Dea bendata ci avesse messo lo zampino, tutto questo sarebbe potuto non bastare e trasformare i complimenti in pacche sulle spalle, lasciando un retrogusto amaro in bocca. 
Dopo la Coppa Italia, dopo il derby, un'altra sconfitta immeritata sarebbe stata durissima da digerire.
Così non è stato, anche perché la Lazio aveva un conto aperto con fortuna, il doppio palo di Djordjevic in finale contro la Juve, per esempio. 
La partita di stasera è stata come un giro sulle montagne russe, la lunga salita e poi l'urlo in discesa o un lancio con il bungee jumping, fate voi.
La Lazio chiude con 13 gol del panzer, 11 di Candreva assist-man d'Italia, 10 di Parolo miglior centrocampista del campionato e Felipe Anderson il fenomeno biancoceleste. 
9 di Mauri e 8 di Djordjevic. 71 gol fatti: secondo attacco del campionato, 38 subiti: terza difesa. 69 punti complessivi in classifica.
La Lazio chiude al meglio una stagione che avrebbe potuto regalarle un coppa e un secondo posto senza alcun dubbio sul merito. Pioli sorride, la squadra è felice così. E noi con loro.

1 commento:

Riva Emanuele ha detto...

Complimenti alla Lazio per la conquista del posto in Champions, seppure ai preliminari, completamente meritato, per me è stata la squadra rivelazione dell'anno. Complimenti ancora.
Un saluto.