22 mar 2015

La Lazio siamo noi. Lazio 2 Verona 0.


Lazio 2 Verona 0

Se mi avessero detto il 1 settembre che la Lazio sarebbe arrivata a giocare un calcio di questo livello, forse, avrei risposto con un sorriso sarcastico. Oggi, 22 marzo la mia Lazio è la squadra più bella della serie A, ricorda le grandi di premier league e di liga. Calcio totale. 
Pressing inesauribile, classe da vendere in mezzo al campo e qualità che da tempo non si vedeva nella Capitale. Merito di Pioli, degli undici titolari, degli acquisti finalmente azzeccati dalla società e di un pubblico che non ha mai abbandonato la fede per i colori biancocelesti, e che quando lo ha fatto è stato solo per un atto d'amore. 
La Lazio è Pioli, grande allenatore. Umile lavoratore. E quando si è umili si va lontano. 
La Lazio è la curva Nord, sempre presente. Bandiere al vento e onore come vanto. 
La Lazio è Marchetti: il felino della nazionale. Poi Basta, De Vrij, Mauricio e Radu: se si cerca l'equilibrio tra agonismo ed eleganza, basta posare lo sguardo sulla retroguardia biancoceleste. 
La Lazio è Biglia, Mauri, Cataldi, Parolo e Lulic: uno dei centrocampi più forti d'Europa, polmoni, cuore e grinta sono le qualità che offrono in campo. E poi l'intramontabile Klose con la classe di Candreva, la velocità di Keita e la forza straripante e incontenibile di Felipe Anderson, il brasiliano seguito e agognato da mezza Europa. La Lazio siamo noi.
La Lazio centra la sesta vittoria consecutiva e prosegue la sua corsa per la Champion's league. Vincono Samp e Roma, frena ancora il Napoli.
La partita: la cornice di pubblico regala alla Lazio una carica in più, una sciarpata dalla Nord alla Sud accoglie i ragazzi in campo. 
Primo tempo fotocopia del match contro la Fiorentina, il Verona si difende con ordine ma la fantasia e l'agonismo biancoceleste è irrefrenabile. C’è subito la firma di Felipe Anderson sul match: dopo soli 4 minuti ecco il cross di Basta e l'incornata vincente del brasiliano: palla sul palo e poi in rete. Nono centro, il primo testa. L'urlo dell'Olimpico rimbomba in tutta Roma. Moras centra il palo, sarà uno dei pochi squilli del Verona di Mandorlini. Toni è isolato e discute con la panchina, Candreva ed FA7 fanno il bello e il cattivo tempo. 
La Lazio è effervescente, ma il Verona spera sempre in qualche ripartenza. Nel finale del primo tempo la prima squadra della Capitale concretizza gli assalti e raddoppia con un bolide dai 30 metri di Antonio Candreva. Olimpico in estasi, tutti battono le mani al talento romano. 
Nella ripresa i ritmi si abbassano ma la Lazio non smette di soffocare il gioco del Verona, è sempre in anticipo la squadra di Pioli, e proprio da un anticipo parte l'azione spettacolo del talento di Brasilia: 70 metri palla al piede, dribbling su tre giocatori e tiro potente che si stampa sulla traversa. Due minuti dopo, altra incursione del brasiliano: palla a lato. 
La Lazio produce azioni in serie. Il Verona tenta di difendere il 2-0. Girandola di cambi per Pioli: dentro Keita e Lulic (applaudito al suo ingresso) per Mauri e Klose. Keita sfiora  il gol a pochi passi dalla porta di Benussi. Il trionfo finale viene preceduto dalla standing ovation per Felipe Anderson, sostituito da Perea. Poi è festa allo stadio. La Lazio sorride ancora, l'Europa resta l'obiettivo primario.  

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