05 gen 2015

Felipe Anderson incanta l'Olimpico. Lazio 3 Sampdoria 0.


 Lazio 3 Sampdoria 0
Alla viigilia dell'epifania, la Lazio è chiamata ad affrontare una delle squadre più ostiche di questa stagione: la Sampdoria dell'ex Mihajlovic. Record di punti (28) per la squadra blucerchiata e stagione da incorniciare, grazie ad un grande lavoro dell'allenatore serbo che ha dato al club una mentalità vincente che non si vedeva dai tempi di Vialli e Mancini. La Samp ha chiuso il 2014 restando imbattuta nelle ultime 8 gare ufficiali, in cui ha messo insieme 3 vittorie e 5 pareggi. Una sola sconfitta fin qui.
Il clima è freddo ma ci pensa il caloroso pubblico romano a riscaldare l'ambiente. 
In tribuna parte lo show di Ferrero, la Nord lo pizzica più volte... la partita ha inizio. 
Biglia, dato in panchina alla vigilia, è titolarissimo in mezzo al campo, Candreva invece resta a riposo. Felipe Anderson, reduce da una doppietta contro l'Inter a San Siro, prende ancora il suo posto. 
La Sampdoria parte subito forte ma la Lazio non sta a guardare, la fascia coperta da Basta e Felipe Anderson è quella che crea più grattacapi ai doriani, uno-due continuo e dribbling del brasiliano verso l'area. I commenti sono tutti per il talento ex Santos. E' una furia in mezzo al campo, corre come una gazzella, ubriaca i suoi avversari di giocate sensazionali e regala anche il primo assist per il gol di Parolo, che sblocca la partita al minuto 38. 
La Lazio merita ampiamente il vantaggio, lo dicono numeri come i 7 calci d'angolo a 0 battuti. Lo dicono le incursioni di Mauri, i tiri dalla distanza di Radu e le occasioni sprecate da Djordjevic. 
La Sampdoria prova a ripartire in contropiede ma ben due occasioni vengono fermate per fuorigioco. L'assenza di Gabbiadini si fa sentire, anche perchè Soriano e Rizzo, sulla trequarti, non riescono mai a servire palloni giocabili a Okaka ed Eder.
 Felipe Anderson è l'uomo in più della squadra di Pioli, accelerazioni incredibili e numeri da campione. Il pubblico gli vuole già bene da tempo e lui oggi li ripaga al meglio. Al 41° arriva il raddoppio, ci pensa ancora il numero 7 ad incantare: prende palla sulla trequarti, si sposta sul destro e fa partire un bolide che cambia traiettoria nel finale e beffa Viviano. Boato del pubblico, Felipe Anderson, ora, è il mattatore del match.
C'è solo una squadra in campo, la Sampdoria accusa la grande prestazione biancoceleste della prima frazione di gioco. 
Nella ripresa Mihajlovic cambia Rizzo con Wszolek, ma la Lazio è in pieno possesso della partita. 
Non commette gli errori del passato, quelli che permisero all'Inter di pareggiare una partita dominata dalla Lazio nel primo tempo, in vantaggio di due reti. E' lucida la prima squadra della Capitale. 
L'infortuinio di Candreva non è stato vano, la Lazio ha potuto conoscere una nuova stella che fin ora era nascosta e silenziosa. La stella è Anderson che fa sognare pubblico e amanti del pallone. 
Al 66° parte dalla sua metà campo, salta tre avversari in velocità e serve un assist facile, facile a Djordjevic che deve solo appoggiare la palla in porta. I compagni lo abbracciano e lo applaudono. 
Azione degna del miglior Messi, Ronaldo o Neymar, scegliete voi.  
Due gol contro l'Inter, un gol e due assist con la Sampdoria, ha solo 21 anni. 
Questo ragazzo ha tutta la carriera davanti per dimostrare quanto vale. Ed è un onore averlo in squadra. Il 2015 non poteva iniziare meglio di così. La Lazio batte l'invincibile squadra di Mihajlovic e si porta a quota 30 punti. Con un difensore centrale ed un attaccante di peso, la Lazio potrebbe concretamente candidarsi per il terzo posto in classifica.

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