29 nov 2014

A vincere sono la noia e la stanchezza. Chievo 0 Lazio 0.

 Chievo 0 Lazio 0
Al Bentegodi arriva la Lazio di Pioli, due sconfitte nelle ultime uscite, amari i punti persi soprattutto ad Empoli. Ma i biancocelesti, non demordono, 19 punti sono abbastanza per sognare un terzo posto. Ma non è la posizione in classifica a preoccupare bensì l'atteggiamento della squadra: altalenante è la parola giusta per descrivere le prestazioni dei ragazzi di Pioli, 5 sconfitte, un pareggio, e sei vittorie. 
Sei i risultati utili consecutivi prima delle battute di arresto con Empoli e Juventus. 
La serata è quella giusta per fare punti, il Chievo Verona, a soli 9 punti, non è un muro invalicabile, manca soprattutto di cattiveria agonistica. Come ormai di norma, nei primi 15 minuti si vede la Lazio migliore, cross da destra e sinistra. Nei piedi di Braafheid e Candreva passano quasi tutte le azioni più importanti, Djordjevic è attento al centro dell'area di rigore avversaria ma la palla non entra. 
Con Mauri in campo il giro palla è decisamente migliore. La qualità non manca, ma i biancocelesti non trovano il guizzo giusto per portarsi in vantaggio. 
Poche azioni quelle del Chievo, molto difensivo, si affaccia poco dalle parti di Marchetti. Hetemaj è sicuramente il più propositivo.
Alla mezz'ora la Lazio prende fiato e il Chievo ne approfitta per alzare la testa. Prova qualche timida ripartenza che risulterà sterile. Il primo tempo, mediamente noioso termina a reti inviolate. 
Nella ripresa la Lazio appare stanca, sulle gambe, i gialloblu guadagnano metri ma non si rendono mai davvero pericolosi. Ma la squadra di Pioli sembra aver subito un'involuzione, poco lucida nel fraseggio e il possesso palla non ha ritmo. Pioli cambia tutto, prima sostituisce Candreva per Felipe Anderson pochi minuti dopo butta nella mischia anche Klose e Keita. Il fatto che abbia cambiato tridente offensivo la dice lunga sull'andamento del match. Lo stesso fa Maran con i suoi e allora ecco Pellissier e Maxi Lopez, ma il Chievo è davvero poca cosa, peccato che la Lazio lo intuisca solo nei dieci minuti finali: Keita e Felipe Anderson spezzano il ritmo blando visto fino ad ora, le due fasce tornano ad essere propositive e con Klose in mezzo, il Chievo è ancora più schiacciato nella propria metà campo, cross e dribbling di qualità, De Vrij ci prova di testa ma Bizzarri dice no. 
La Lazio non sfonda anche se meriterebbe ampiamente il gol del vantaggio, si sveglia troppo tardi. Tante azioni concentrate negli ultimi minuti di gioco. 
Ma l'arbitro fischia e la partita finisce. Un punto in tre partite non è ciò che serve per ambire a posizioni importanti.  

1 commento:

hamed mohammadi ha detto...

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