01 ott 2014

L'agente di Keita e Cavanda ai microfoni di radiosei 98.100.

Super Djordjevic, Lazio travolgente a Palermo. Una vittoria che assicura punti e morale. E vissero tutti felici e contenti. O quasi. Keita Balde Diao è un po' sparito dal radar di Pioli. E' stato uno dei capisaldi della Lazio del Reja bis, un'autentica sorpresa ed oggetto del desiderio di tanti top club. La Lazio lo ha blindato con un contratto importante, è al centro del progetto biancoceleste. Ma nelle ultime tre partite ha lasciato spazio a Felipe Anderson (per due volte) e a Mauri. Pioli è sempre stato chiaro, l'undici cambia di volta in volta a seconda delle caratteristiche dell'avversario e delle indicazioni fornite in settimana. E Keita Balde Diao è uscito dai riflettori. La pressione sul ragazzo è notevole, nonostante la giovane età. Vanta un talento pazzesco e le aspettative sul suo conto sono alte. C'è chi parla di uno scarso impegno in allenamento, chi di problemi contrattuali o della volontà di valorizzare un investimento economicamente importante come Felipe Anderson.  

L'agente di Keita, Ulisse Savini, è in intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei 98.100 per fare il punto della situazione, commentando anche l'ottima prova dell'altro suo assistito Luis Pedro Cavanda.

Terza gara consecutiva vissuta dalla panchina, cosa sta accadendo a Keita? "Stiamo un po' riflettendo, cerchiamo di capire la motivazione dell'esclusione. E' un ragazzo positivo che fa autocritica e sta cercando di impegnarsi al massimo per convincere il mister. E' ovvio che non fa i salti di gioia..."
Felipe Anderson gli viene preferito per ragioni tattiche? "Vado per esclusione. E' un ragazzo che si allena in maniera professionale, fa una vita sana, la Lazio è molto attenta a questi valori. Quando è in campo dà sempre il massimo, ma è evidente che non è una prima scelta. In queste partite hanno ruotato tutti davanti tranne Keita. L'allenatore fa le sue scelte, forse tecnicamente o tatticamente non lo ritiene un giocatore che lo soddisfa".
E' possibile che siano arrivati degli input esterni per valorizzare Felipe Anderson? "Keita è molto amico di Felipe Anderson, è il primo ad essere contento se riesce ad esprimere il suo potenziale. Il discorso di Keita è che si sono fatti dei programmi e oggi devo rendermi conto che c'è qualcosa che non equivale al progetto. Sono contento per gli altri, ma non per il mio giocatore".
Cambiano i progetti? "Con la Lazio il dialogo è sempre molto aperto sull'argomento Keita, il rinnovo è in linea con i parametri del club e con  le aspettative del giocatore. Si è deciso insieme di non ascoltare le sirene per valorizzare il giocatore, ma stando in panchina non è cosi. E' prematuro fare questi discorsi dopo tre partire, ma nel caso perdurasse nei mesi successivi faremo le opportune riflessioni".
Cosa gli manca a livello tecnico-tattico per convincere il mister? "Ho visto tutte le partite, non conosco Pioli e non mi permetto di giudicarlo. Mi sembra che giochi con due esterni che al contrario degli altri anni tagliano molto verso il centro e sono movimenti che fanno meglio altri giocatori per caratteristiche, mentre Keita salta l'uomo e attacca la profondità. Il ragazzo ne è consapevole".
Avete parlato con Tare a riguardo?  "Non ho sentito e cercato nessuno della società, credo sia giusto che questo percorso vada nel modo giusto e se l'allenatore ha fatto delle scelte e portano dei risultati non voglio che la mia telefonata crei malumori, il ragazzo stesso ha detto di non intervenire".
Cambia qualcosa nella vostra testa, anche nella logica mercato? "L'obiettivo nostro rimane quello di fare una grande stagione con la Lazio e capire quali saranno gli assetti futuri. Questa situazione ti porta a fare delle riflessioni del momento, ma sono dettate da stati d'animo e non sono da considerare. Ma se arriviamo a dicembre con una situazione simile e se ci saranno possibilità superiori alla Lazio - che consideriamo un punto di partenza e non di arrivo - faremo delle riflessioni condividendole con la società. Lui non pretende di giocare titolare, sa di avere delle qualità e si aspetta di giocare di più".
Cavanda invece ha sorpreso tutti. "Sono molto contento per lui, l'ultimo giorno di mercato ero molto dispiaciuto. Era rimasto alla Lazio con quattro terzini destri in rosa, si è allenato con grande professionalità, anche fisicamente sta bene. Mi fa molto piacere, gli ho fatto i complimenti, è la dimostrazione che quando è concentrato sul campo è un giocatore di grande livello. Nuovo vice Basta? In questo momento sì, è ovvio che deve impegnarsi per rendere a Basta la vita più difficile".

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