06 set 2014

Nazionale, i senatori contro Lotito. Il presidente: "Io entro dove voglio".

Al termine della partita con l'Olanda, Claudio Lotito si aggirava nella pancia del San Nicola di Bari. Una presenza ingombrante quella del patron biancoceleste, che non è andata giù ai senatori azzurri. "E questo che cosa ci fa qui?". L'interrogativo, riportato dall'edizione odierna de Il Messaggero, è arrivato direttamente dallo spogliatoio della Nazionale. Daniele De Rossi, capitano nella sfida agli orange, si guarda attorno e vede più di un compagno perplesso. Il centrocampista della Roma è tra i più scocciati. Non capisce l’intrusione. Come gli altri big Buffon e Chiellini. A prendere le difese di Lotito, ci pensa il numero uno della Federcalcio, Carlo Tavecchio: "E' tutta invidia". Il presidente neo eletto, pochi giorni prima, si era fatto una passeggiata sul campo (durante la rifinitura) in compagnia dell'amico di merende Claudio Lotito, che risponde alle critiche: "Io non capisco che cosa vogliono e soprattutto che cosa dicono. Parlano senza sapere. Io posso entrare dove voglio. Me lo consente il mio ruolo di consigliere federale". Un privilegio che non è riservato esclusivamente a lui: "Posso accedere in tutte le zone dello stadio. Io come tutti gli altri consiglieri. Siamo in ventuno. Se vogliono venire, nessuno può impedire loro di entrare. Io, comunque, non sono andato nella stanza dell’Italia", spiega infastidito Lotito. Dopodiché, l'aneddoto in merito alla sua presenza negli spogliatoi del San Nicola"Io ero lì perché dovevo vedere De Vrij. Mio figlio gli aveva telefonato prima della partita perché voleva la maglia dell’Olanda. Sono andata a ritirarla nello spogliatoio. La volete vedere? Ce l’ho nel trolley". I club di Serie A non saranno contenti dell'intrusione e si faranno sentire, a cominciare da Juve, Torino Fiorentina e Roma: "Insomma non capisco dove sta il problema. Io sono pure nel comitato di presidenza. Siamo in cinque: Tavecchio e il vicario Beretta di diritto, gli altri tre eletti. Io, Mambelli e Ulivieri. Chi chiacchiera, farebbe bene a informarsi. Mi hanno votato all’unanimità, non mi ci sono messo da solo… Ma che vogliono da me? Parlano senza sapere. E quante ne dicono", incalza Lotito. E quando si ricorda il paragone con Moggi, rincara la dose: "Non sanno di che cosa parlano. Perché lui non aveva alcun incarico e quindi la sua presenza era fuori luogo. Lui era solo dirigente della Juve. Io invece posso. Da consigliere, appunto". In chiusura, il presidente della Lazio, tira in ballo l'allenatore della Nazionale: "Chiedete che cosa dice Conte di me. Lotito è una forza della natura. Lo ripete a tutti. Dai chiedete…".

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