01 giu 2014

Reja saluta tutti: "Il progetto non era questo, me ne vado".




Il progetto non era questo, così non vado avanti. Basta, venerdì torno a Roma e saluto tutti”. Lo sfogo sulle strade del Giro d’Italia, cappellino in testa e giubbotto della Lazio addosso. Ancora, evidentemente, per pochissimo. Edy Reja è ad un passo dalla separazione, lo ha confessato durante la gita di ieri con gli amici sullo Zoncolan per la penultima tappa della rassegna rosa ciclistica. “Lascio la Lazio - ha rivelato clamorosamente il mister di Lucinico, secondo quanto riporta stamane Il Messaggero - Mi hanno detto di prendermi una settimana per rilassarmi e valutare la situazione… Mica sono stressato! Questa volta sono io che non ci sto, così non si può andare avanti. I soldi? Non saranno un problema, ci sono cose più importanti nella vita”. Il goriziano è deluso, si aspettava maggior considerazione dopo un ruolino di marcia - 36 punti in 21 partite, il bottino raccolto nella sua seconda era - da zona Europa League. Se non dalla tifoseria, con cui il rapporto è ai minimi storici, riteneva quantomeno scontato che il presidente seguisse le sue direttive in sede di mercato nel pianificare la nuova Lazio. Invece, da una parte, Lotito gli ha pubblicamente ribadito che le scelte vengono fatte dalla società, dall’altra Tare gli ha indicato persino il modulo che la squadra dovrà attuare. Troppo, anche per lui: “Abbiamo portato a termine una stagione molto pesante, ma i risultati sono comunque arrivati. La media punti resta importante e avrebbe garantito l’Europa. Per ricostruire la Lazio servirebbero quattro difensori e due centrocampisti di spessore…”. Non esattamente la rifondazione giovani prospettatagli dalla società. Questione di divergenze sul progetto, dunque, l’hanno allontanato da Formello. Sembrano lontane anni luce le ultime conferenze stampa stagionali in cui Reja, compiaciuto, si autoconfermava - evidentemente con le dovute garanzie alle spalle - per la prossima stagione. A distanza di qualche settimana è tutt'altra storia: senza rancore, ma ognuno per la sua strada. Possibilmente, per l'una e per l'altro, meno ripida dello Zoncolan.

fonte: lalaziosiamonoi

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