09 giu 2014

Intervista a Danilo Cataldi: "Lazio, voglio diventare grande con te".

Ha spiccato il volo, Danilo Cataldi. Un anno fa, sotto il cielo di Gubbio, si laureava campione d'Italia con la Primavera della Lazio. Trecentosessantacinque giorno dopo nel bagaglio calcistico del ragazzo classe '94 c'è un anno di Serie B vissuto da protagonista con la maglia del Crotone. All'ombra della Sila, Danilo ha totalizzato 38 presenze (tra Serie B, Coppa Italia e play off) e messo a segno 4 gol, mettendosi in mostra come uno dei talenti più puri dell'intera cadetteria. La redazione de Lalaziosiamonoi.it lo ha contattato per parlare dell'annata appena trascorsa, di futuro e molto altro.
Contro il Bari si è infranto il sogno della Serie A, cosa vi è mancato in quella partita?
“È stata una gara difficile, giocata contro il Bari, l'avversario più in forma che si poteva incontrare in questa fase della stagione. Abbiamo fatto la nostra partita, il gol subito è anche frutto di nostri errori. Da lì in poi la gara è scivolata via. Di occasioni ne abbiamo create tante, poi siamo crollati fisicamente. Il secondo e il terzo gol sono arrivati nel finale, ci potevano stare. Ma la stagione resta positiva”.
Il 7 agosto di un anno fa passavi al Crotone in prestito. Come sei stato accolto dal gruppo?
“Sono stato accolto benissimo, ho trovato un gruppo giovane, c'erano tanti ragazzi della mia età. Con i risultati che abbiamo ottenuto si è creata una grande famiglia, anche questo è stato fondamentale”.
Prima di partite per la Calabria, hai svolto il ritiro con la Lazio, in quel di Auronzo...
“È stata un'esperienza assolutamente positiva, anche perché ho vissuto il post-finale di Coppa Italia e Scudetto Primavera. C'erano tantissime persone ad Auronzo, avere il loro calore intorno è stato stupendo. Ho avuto la fortuna di allenarmi con giocatori come Klose, Ledesma e tanti altri”.
C'è un giocatore in particolare con il quale hai legato di più?
“Un po' tutti mi hanno aiutato, anche se io stavo spesso con Cristian (Ledesma, ndr); mi ha dato tanti consigli, sia dentro che fuori dal campo. Con lui ho creato un bel legame”.
Mister Petkovic che allenatore è?
“Secondo me è un grande allenatore, a livello tattico mi ha fatto crescere tanto. Durante la stagione poi è ovvio che alcune cose possono andare storte. Oltre che essere un bravo tecnico, è anche una grande persona, circondata da un ottimo staff”.
Lo scorso anno di questi tempi conquistavi lo Scudetto Primavera. Hai seguito quest'anno il cammino dei tuoi ex compagni?
“Ho seguito la partita con il Torino, siamo riusciti a rimontare due gol, l'impegno non è certo mancato. La gara con la Roma non l'ho vista perché ero in viaggio, mi sono tenuto aggiornato tramite internet. Anche quella è stata una grande gioia, una vittoria del genere nel derby è sempre bella, soprattutto per gli sfottò che ci sono dopo”.
Che sensanzione hai provato nel vedere le Final Eight? Forse un po' di nostalgia?
“Nostalgia no, ho fatto il mio percorso all'interno delle giovanili. Sarebbe stato bello se avessero vinto ancora, avevo voglia di rivederli gioire, avevano tutte le carte in regola per trionfare ancora”.
Hai avuto modo di sentire Luca Crecco?
“Sì, l'ho sentito. Non l'ho chiamato perché avevo paura che si affaticasse troppo; anche a Crotone un ragazzo si è inclinato una costola e faceva fatica a parlare. L'ho sentito per messaggio, per fortuna sta bene. È stato uno scontro piuttosto violento, ma lui è un ragazzo fantastico, tornerà più forte di prima”.
Che difficoltà hai trovato quando sei approdato in Serie B?
“Il ritmo è più alto, devi pensare più velocemente in mezzo al campo. In Serie B incontri giocatori di esperienza, di qualità, un po' di titubanza c'è. Col passare del tempo entri nell'ottica che devi dare una scossa alla stagione, così ho iniziato a carburare e le cose sono andate bene”.
Nel tuo percorso di crescita c'è una persona in particolare che ti senti di ringraziare?
“Mi hanno aiutato tutti per farmi capire dove sbagliavo, dove serviva migliorare. Inizialmente credo sia un discorso personale, io mi rendevo conto che non ero pronto quindi stavo zitto e lavoravo a testa bassa. Nella seconda parte di stagione ci sono stati momenti in cui l'attenzione è calata, ma ci può stare. È un campionato infinito”.
Contro il Pescara hai segnato il tuo primo gol in Serie B. Da lì ti sei sbloccato e sei andato in rete anche nel derby...
“Il primo gol lo aspettavo da tanto. Prima di sbloccarmi mi arrabbiavo molto con me stesso, quando la palla andava fuori o colpivo il palo. Poi ho smesso di pensarci, mi sono detto “quando arriva, arriva”. Ed è arrivato in una bellissima giornata, quando abbiamo sconfitto il Pescara per 3 a 0. Il gol nel derby contro la Reggina è stato fantastico, mi sono fatto 100 metri di campo per andare a esultare sotto la curva dei nostri tifosi”.
Dopo aver punito la Reggina, il prossimo anno tocca alla Roma?
“Mi metti in difficoltà (ride, ndr). Lo spero, non so ancora cosa farò l'anno prossimo, vediamo che succede da qui all'inizio del ritiro. Io spero di giocare con questa maglia”.
In casa Lazio ancora non si conosce il nome dell'allenatore. Chi ti aspetti di trovare?
“Non lo so, circolano tanti nomi. Posso dire che Reja e Bollini hanno fatto un ottimo lavoro. Bisognerà vedere se la società ha intenzione di cambiare”.
Ad Auronzo ci sarai?
“Credo che ci sarò, con la società si decierà il mio futuro. Il mio desiderio è quello di impormi con la Lazio, sono cresciuto qui, sarebbe il coronamento di tutte le fatiche fatte con questa maglia. Spero di realizzare questo sogno”. 

Nessun commento: