12 mag 2014

"Di padre in figlio", omaggio al primo scudetto.

Festa all'Olimpico il 12 maggio: "Di padre in figlio", omaggio al primo scudetto. Ci sono giorni che restano nella memoria: ben arrivato 12 maggio, c'è da rendere omaggio alla Lazio. Ci sono giorni che non sono giorni, ma date. Eventi della nostra vita che rimangono scolpiti nel cuore, lo scaldano già al sorgere del sole e lo fanno pulsare a velocità doppia rispetto all'ordinario. L'attesa del giorno dei giorni ti ravviva, ti regala quell'adrenalina che il quotidiano non ti può dare, dilaga come il mare gonfiato dal vento e alimentato dalla tempesta. Ci sono giorni che sono date e il 12 maggio -stavolta- non è solo il ricordo del primo trionfo biancoceleste in campionato: è molto di più. E' la celebrazione della Lazialità, del sentimento più puro che un uomo possa immaginare. Amare la Lazio è diverso, è angelico movimento dell'animo, spinta verso l'eterno, è amore che non chiede nulla in cambio, è un dono disinteressato a colei che da bambino ti ha scelto, folle gesto di ribellione all'omologazione. Una fede incrollabile, sferzata dagli eventi e dalle intemperie della storia che, nonostante tutto, da 114 anni scorre tra i vicoli di Roma, attraversa le sue piazze e scalda la sua gente. Un popolo che si ritroverà all'Olimpico per rendere omaggio agli eroi che hanno scritto le pagine più belle e intense della vita della prima squadra della Capitale. 65 mila cuori, migliaia di bandiere e un solo grido che risuonerà: "Lazio!". Un canto che invaderà il cielo dell'Urbe Eterna, si spiegherà nell'aria dolce di maggio, mese magico, nel quale si rincorrono i ricordi di vittorie e coppe alzate al cielo. Ci sono giorni che sono date da scolpire a fuoco nel nostro immaginario, notti che racconteremo a chi verrà e crescerà sotto l'egida dell'aquila. Narreremo loro di Wilson e Nesta insieme sul prato dell'Olimpico, capitani tricolori, anime e scudieri di quelle squadre così uguali e così diverse, capaci di vincere in modo talmente romantico da poter essere solo Laziale. Scudetti costruiti dall'ingegno di presidenti innamorati, dalla sagacia di allenatori unici e dal carattere di squadre composte da uomini, prima che calciatori. Parleremo loro di Mancini e Signori di nuovo fianco a fianco, leader e bomber che non riuscirono a convivere con Eriksson in panchina e stasera regaleranno lampi di classe a chi li ha amati e acclamati per anni. Guarderemo negli occhi i nostri padri quando Pulici prenderà posto in porta con la sua casacca nera e li vedremo illuminarsi come le stelle in una notte d'estate. Per una qualche ora spazzeremo via il buio che pare esser calato sul presente e torneremo a rimirar le stelle: le più fulgide, le più abbaglianti che abbiano mai attraversato il firmamento biancoceleste. Allora alzeremo gli occhi al cielo e vedremo che lassù Piola, Long John, il Maestro, Cecco, Frustalupi, Fiorini, Vincenzo, Gabbo e tutti gli altri saranno stretti gli uni a gli altri e brinderanno alla Lazio, al 12 maggio, a quella tradizione che si tramanda di Padre in Figlio. Alla Lazio: amore eterno e imperituro.
Tutto pronto per l’evento «Di padre in figlio». Lunedì all’Olimpico sfileranno le Lazio di varie epoche per celebrare il 40° anniversario del primo scudetto biancoceleste. Gli organizzatori hanno confermato ieri la presenza di Mancini, Mihajlovic e Stankovic in rappresentanza della Lazio del 2000, quella del secondo scudetto. Ma i 60 mila dell’Olimpico potranno abbracciare anche i protagonisti della Lazio di oggi. Oltre a Ledesma, Radu e Keita, già annunciati da tempo, ci saranno altri 3-4 giocatori della squadra di Reja. Una decisione che è figlia dell’auspicio lanciato dagli organizzatori: «La serata del 12 maggio deve essere la festa di tutti i laziali. Quel giorno si festeggeranno i padri e i figli. I nostri figli sono i giocatori di oggi, nati dopo la crisi ed il salvataggio della società e della prima squadra della Capitale». - See more at: http://lnx.lazialita.com/2014/05/09/di-padre-in-figlio-allevento-saranno-presenti-anche-alcuni-giocatori-della-lazio-di-oggi/#sthash.QezP1swv.dpuf
Tutto pronto per l’evento «Di padre in figlio». Lunedì all’Olimpico sfileranno le Lazio di varie epoche per celebrare il 40° anniversario del primo scudetto biancoceleste. Gli organizzatori hanno confermato ieri la presenza di Mancini, Mihajlovic e Stankovic in rappresentanza della Lazio del 2000, quella del secondo scudetto. Ma i 60 mila dell’Olimpico potranno abbracciare anche i protagonisti della Lazio di oggi. Oltre a Ledesma, Radu e Keita, già annunciati da tempo, ci saranno altri 3-4 giocatori della squadra di Reja. Una decisione che è figlia dell’auspicio lanciato dagli organizzatori: «La serata del 12 maggio deve essere la festa di tutti i laziali. Quel giorno si festeggeranno i padri e i figli. I nostri figli sono i giocatori di oggi, nati dopo la crisi ed il salvataggio della società e della prima squadra della Capitale».

Tratto da: “La Gazzetta dello Sport”
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Tutto pronto per l’evento «Di padre in figlio». Lunedì all’Olimpico sfileranno le Lazio di varie epoche per celebrare il 40° anniversario del primo scudetto biancoceleste. Gli organizzatori hanno confermato ieri la presenza di Mancini, Mihajlovic e Stankovic in rappresentanza della Lazio del 2000, quella del secondo scudetto. Ma i 60 mila dell’Olimpico potranno abbracciare anche i protagonisti della Lazio di oggi. Oltre a Ledesma, Radu e Keita, già annunciati da tempo, ci saranno altri 3-4 giocatori della squadra di Reja. Una decisione che è figlia dell’auspicio lanciato dagli organizzatori: «La serata del 12 maggio deve essere la festa di tutti i laziali. Quel giorno si festeggeranno i padri e i figli. I nostri figli sono i giocatori di oggi, nati dopo la crisi ed il salvataggio della società e della prima squadra della Capitale».

Tratto da: “La Gazzetta dello Sport”
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