01 apr 2014

Lazio: tra qualificazione, contestazione e futuro.

Una scalata all'Europa. Così l'alpinista Reja ora fissa solo il cielo: «Ci vuole un mezzo miracolo». Lo ha promesso a Lotito e Tare, in un vertice segreto martedì scorso: si sono visti di sera, a un tavolo hanno stilato acquisti e cessioni. Edy ha la fiducia anche per il prossimo anno, con e senza qualificazione, ma non ci pensa proprio a non centrarla. Aveva già dato una sbirciata al calendario, ieri saliva e scendeva coi polpastrelli sui prossimi avversari. Battaglie delle sette giornate. La vittoria all'ultimo respiro col Parma gli restituisce anni di salute, Edy ringiovanisce a una media di 1,8 punti a partita (su 14 sfide). Ne serviranno almeno quindici per abbracciare una volta per tutte quel benedetto sesto posto. Ma con il pareggio del'Inter, ora lontana quattro punti, torna in ballo anche il quinto posto. In quattro - sei con Verona e Torino - si contendono il gradino: il Parma, sarà pure in calo, ma con una partita in meno (contro la Roma), rimane sempre la favorita. E poi c'è il Milan, la big in declino con la strada più agevole verso il minimo obiettivo. La Lazio ha risucchiato nella corsa, con la caduta all'Olimpico, pure l'Atalanta: sei vittorie nelle ultime sei gare, un avversario in stato di grazia. E la Samp? A 41 punti, uno dietro il Diavolo di Seedorf, punta a inserirsi nel calderone, bussando domenica alla Lazio con una visita di scortesia.
OLIMPICO NEMICO?
L'artiglio di Candreva graffia l'Europa, la Lazio ci s'aggrappa come fosse una fune indistruttibile. E il salvagente Reja risale a bordo come si ritrovasse in acque calme. In realtà la qualificazione è ancora in alto mare. E non è porto sicuro nemmeno l'Olimpico: quattro dei prossimi sette match si giocheranno in casa, nel silenzio assordante della contestazione: «Non c'interessa nulla della qualificazione – urla ancora la voce della Nord – e Edy è un allenatore mediocre se s'accontenta del sesto posto». Dopo lo sfogo, anche il tecnico viene inghiottito dal dissenso verso Lotito: «Potrà continuare a censurare i nostri cartelli, ma poi le nostre domande rimbombano. Non può essere fatto un aumento di capitale per il fair play finanziario? La Roma ne ha appena deliberato uno da 100 milioni».

DANNO ECONOMICO
Autofinanziamento? Macché, la Lazio non può rinunciare agli “spiccioli” dell'Europa. La mancata qualificazione toglierebbe alle casse biancocelesti un tesoretto di circa 10 milioni: la sola partecipazione ne vale 1,3 di premi Uefa (diritti Tv e sponsorizzazioni), ogni vittoria nel gruppo 200 mila euro, il pari 100; l'accesso ai sedicesimi come prima del girone ne porta 400 mila, 200 come seconda. Da considerare anche gli introiti dello stadio. In molti però si domandano: perché far di tutto per raggiungere l'Europa League e poi ogni anno snobbarla? Questo quesito merita senz'altro una risposta. Anche perché la Lazio non è mai riuscita ad accaparrarsi il vero gruzzolo d'oro: l’accesso ai quarti vale 450 mila euro, quello alle semifinali un milione. Piatto grosso in finale: 2,5 milioni alla seconda, i campioni si beccano 5 milioni. Mica male.

PROSPETTIVE
Nessun out out al mercato? «Con o senza Europa, faremo 4-5 innesti importanti», ha assicurato il ds Tare, di ritorno dal blitz a Barcellona. Eppure qualcosa cambierebbe. Dopo il vertice della scorsa settimana, lo sa bene Reja. Per questo vuole acciuffare a tutti i costi la qualificazione. Non sente il suo futuro in bilico, ma con tre competizioni da giocare pretenderebbe l'intera lista acquisti stilata. Il goriziano teme soprattutto il Milan nella corsa, ieri sera si rilassava a Lucinico. Domani vuole ripartire e sbranarsi la tabella di marcia: Samp, Napoli, Torino, Livorno, Verona, Inter e Bologna. Reja punta la vetta: lassù c'è Quagliarella.


fonte sport il messaggero 

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