12 mar 2014

Hernanes: " A Milano posso lottare per lo scudetto, in altre squadre non era possibile sognare".

Hernanes ha rilasciato una lunga intervista di cui vi proponiamo un estratto. Di seguito, solo le domande riguardanti la Lazio, a cui l'ex profeta biancoceleste ha risposto.
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Prima di abbandonare la Lazio per l’Inter, era mai stato vicino a trasferirsi in qualche altra squadra?
«Avevo sentito delle voci, ma il mio procuratore (Joseph Lee, ndi) non è mai arrivato in Italia per parlare come successo a gennaio».
C’erano state voci anche sul suo passaggio al Milan...
«Solo voci».
Ha mai pensato di essere arrivato all’Inter in ritardo? Se fosse sbarcato a Milano nel 2010 la sua carriera avrebbe potuto prendere una piega diversa...
«Nel 2010 avevo una decina di procuratori e ognuno mi portava delle offerte. Firmai un pre contratto con l’Inter, ma poi la trattativa non fu chiusa (improvvisa riduzione da due a uno del numero degli extracomunitari, con l‘Inter che aveva già tesserato Coutinho, ndi) e andai alla Lazio».
Cosa può darle l'Inter in più rispetto alla Lazio?
«A Milano posso lottare per lo scudetto. In Italia la storia è diversa rispetto al Brasile dove anche una neopromossa può ambire a vincere il campionato: qua da voi possono puntare al titolo solo la Juve, il Milan e l’Inter. Alle altre quasi non è permesso di sognare e questa cosa quando ero alla Lazio mi disturbava. All’Inter non ci sono catene o freni».
Pensa che tutti i tifosi biancocelesti abbiano capito il perché della sua decisione di lasciare Roma?
«Tutti sicuramente no, ma la maggior parte sì. Conquistare lo scudetto a Roma sarebbe stato difficile e ho sentito la necessità di cambiare per giocarmi tutte le mie possibilità».
Quanto è rimasto legato alla Lazio?
«Molto. Se non gioca contro di noi, tifo sempre per la Lazio. L’ho vista in Europa League e mi è dispiaciuto molto che sia stata eliminata».
Ha rivisto le immagini del suo addio a Formello? Quel filmato spopola su Youtube...
«In quelle lacrime non c’era niente di calcolato. Semplicemente io mi lego molto alle persone perché credo che i rapporti umani siano importantissimi».
Cosa proverà a maggio quando sfiderà la Lazio?
«Vediamo... Di certo sarò contento di rincontrare tanti ex compagni e amici. Nel calcio le cose cambiano così velocemente che non ho avuto l’occasione di salutare per bene tutti a Formello».
Ha già iniziando a preparare le maglie da regalare?
(Sorride) «Ce ne vorranno un bel po’...».
Con chi è rimasto in contatto tra i suoi ex compagni?
«Soprattutto con Dias, Ledesma ed Ederson».
Parlando con loro che idea si è fatto della frattura tra i tifosi e Lotito?
«E’ una situazione dura per la squadra e mi aspetto che si risolva presto. La Lazio è una grande società, in Italia e nel mondo, e vorrei che la sua gente fosse felice».
Che tipo di presidente è stato per lei Lotito?
«Con Lotito ho avuto un buon rapporto perché con il sottoscritto ha sempre mantenuto la sua parola. E' stato corretto e lo ringrazio per quello che ha fatto per me».
E’ stato Lotito a spingerla a dire che era lei a voler lasciare la Lazio?
«Assolutamente no. La gente pensava che fosse il presidente a volermi vendere, ma non era vero e ho deciso liberamente di fare certe dichiarazioni. Lotito mi ha dato la possibilità di scegliere cosa volevo per il mio futuro e lo ringrazio di questa opportunità».
Qual è il gol indimenticabile che ha firmato con la Lazio?
«Quello nel derby contro la Roma dello scorso 8 aprile».
E il ricordo più bello degli anni in biancoceleste?
«La vittoria della Coppa Italia 2012-13».
Che rapporto ha avuto con i tifosi della Roma?
«Di stima. Per strada ogni tanto qualcuno mi fermava per chiedermi una foto e mi faceva i complimenti, ma poi mi confidava che era della Roma. Che ridere...».
Cosa pensa di Totti?
«Per lui le parole contano poco. Sono i numeri e quello che a fatto in carriera a certificare il suo valore. Totti è uno dei top player del calcio mondiale». [...]

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