25 mar 2014

Filip Djordjevic si racconta: io, la Francia e Roma.

Lo spavento, il déjà vu, poi il sospiro di sollievo. Filip Djordjevic come Felipe Anderson, anzi no. L'infortunio della punta serba è meno grave del previsto: nessun interessamento dei legamenti per l'avanti del Nantes, solo una semplice distorsione al ginocchio. Tempi di recupero? Dai 10 a 15 giorni. Splende nuovamente il sole sulle rive della Loira, Filip torna a sorridere e a parlare di Lazio, di Klose. Questa volta ai microfoni di rts.rs. Di seguito vi proponiamo l'intervista integrale.

Filip, quando hai deciso di lasciare il Nantes?
“Avevo bisogno di una nuova sfida dopo sei anni e mezzo con il Nantes. Abbiamo negoziato un’eventuale rinnovo del contratto, ma in inverno ho deciso di andarmene a fine stagione”.

I club si sentono traditi quando un giocatore si libera a parametro zero, pensi che valga lo stesso per il Nantes?
"I proprietari dei club sono imprenditori ed è normale che pensino a come guadagnare soldi. Tuttavia ho ottimi rapporti con il presidente del Nantes e con suo figlio. Con loro non ho mai avuto alcun problema. Alla fine mi hanno augurato buona fortuna, si sono congratulati e mi hanno detto che per loro sarà strano iniziare la nuova stagione senza di me”.

Perché la Lazio? Avevi offerte anche da Francia, Germania e Inghilterra…
“Ho scelto la Lazio perché ha dimostrato di volermi fortemente. Ho avuto offerte economiche migliori, ma volevo giocare in un campionato importante, in una grande squadra, per dimostrare il mio valore. Quindi, una società che mi garantisse di giocare con continuità, e questo è stato il caso della Lazio. Ho 26 anni e non volevo andare in un club con il rischio di stare in panchina. Poi la Lazio lotta ogni anno per un piazzamento europeo e ciò si sposa alla perfezione con le mie ambizioni”.

È vero che hai firmato un contratto di cinque anni?
“No, si tratta di un quadriennale”

Potresti giocare con Klose, uno dei migliori attaccanti degli ultimi vent’anni...
“Il suo contratto scade al termine della stagione. Vorrei davvero che lui rimanesse, potrei imparare i trucchi del mestiere da uno dei più grandi attaccanti di sempre”.

Lo sai che è molto importante imparare la lingua del Paese dove andrai a vivere. Stai già studiando l’italiano? “Sto prendono lezioni di italiano da quattro settimane. Cercherò di impararlo il prima possibile”.

Hai parlato con qualche giocatore serbo che milita in Serie A?
“Ho parlato molto con Nenad Tomovic della Fiorentina. Anche Kolarov mi ha spiegato cosa significhi giocare per la Lazio e Ljajic mi ha raccontato della vita di un calciatore a Roma”.

Quali sono state le difficoltà in Francia?
“Il periodo di adattamento è stato il più difficile, soprattutto per due motivi. Prima di tutto a livello fisico, e poi sono arrivato che ero ancora un adolescente, non conoscevo la lingua. È stato difficile perché proprio all’inizio della mia avventura in Francia sono stato messo ai margini per otto mesi a causa di un infortunio”.

Quale è stato invece il momento migliore?
“Sono quelli che sto vivendo in questo momento. Sono il capitano della squadra e ho aiutato il Nantes a tornare in Ligue1, la categoria giusta per questo club”.

La partita con il Psg è stata la più importante della tua carriera?
“Il Psg è una delle squadre più forti d’Europa. È stata una grande sfida giocare contro il migliore difensore del mondo, Thiago Silva. Sono felice, perché mi sono reso conto di poter affrontare alla pari giocatori del suo calibro. La Francia rimarrà una grande parte della mia carriera e della mia vita. Altrimenti non sarei rimasto per sei anni e mezzo”.

Cosa ti viene in mente quando si parla di Italia?
“Calcio, la bellezza di Roma, l’ottima pasta, il clima gradevole… Queste sono le prime cose che mi vengono in mente”.

Dove ti vedi tra un anno e dove tra cinque anni?
“Non mi dispiacerebbe se stessi ancora in Italia tra cinque anni”.

Se Italia e Francia si incontrassero durante la Coppa del Mondo, per chi tiferai?
“Voglio solo che sia una grande partite, con molti gol”.

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