06 nov 2013

La conferenza stampa di Vladimir Petkovic: "Voglio una squadra senza respiro affannato".

Chiede la reazione Petkovic, una qualificazione tranquilla ai sedicesimi di finale. Aria d'Europa, l'allenatore non vuole vedere una squadra col respiro affannato come in campionato.   

Quanto pesano le assenze?
"Non contano le assenze, ma chi è a disposizione. Quello che metterò in campo sarà il migliore undici possibile. Ho tutta la fiducia, voglio 18 guerrieri, è importante il sacrificio fisico per vincere queste partite".
La Lazio non può dare più di questo?
"Dobbiamo dare di più ma in molte circostanze non siamo stati ripagati. Spesso meritavamo di più di quello che abbiamo avuto".
La squadra mette in pratica quello che lei chiede?
"La maggior parte delle cose sì, nelle ultime settimane abbiamo anche giocato bene e creato tanto, ma la fortuna e altri fattori non ci hanno dato ragione, come contro Genoa, Fiorentina e Atalanta".
Qual è diventato l'obiettivo della Lazio?
"Non voglio fare previsioni a lungo termine, vogliamo vincere e portare i 3 punti a casa. Riagganciare le squadre anche in campionato".
Cosa manca alla squadra? 
"Se vediamo l'ultima partita è mancata la rete per sbloccare anche la nostra testa. Si deve rimanere positivi e lavorare sodo, dare il 20% in più, essere più concentrati per segnare o per non subire gol. Spesso con errori banali non abbiamo ottenuto quello che invece avremmo dovuto". 
La squadra sente molte pressioni?
"Non penso che ci siano tante preoccupazioni, anche quando si dominava abbiamo subito oltanto per un'ingenuità. Così è il calcio, dalle piccole cose si costruiscono le grandi cose. Ci mancano i dettagli per fare i 3 punti e fare il salto di qualità anche a livello mentale".
La sconfitta di Genoa può dare la scossa?
"Si deve prendere in modo positivo, come una sveglia o una doccia fredda che deve svegliarci. Dobbiamo fare come il primo tempo con il Genoa, fino al primo gol subito abbiamo dimostrato che possiamo giocare bene e che ci manca poco. Quel poco però spesso è decisivo". 
Keita?
"Quante partite ha fatto finora in Europa? Ha fatto bene per uno di 18 anni, pian pianino possiamo inserire i giovani. Abbiamo visto che ai giovani serve il supporto della squadra. Se domani avrà la possibilità dovrà mostrare il suo valore, se si fa un assist in più o in meno conta poco. Conta la prestazione".
Manca malizia alla squadra?
"Sicuramente dobbiamo essere più cattivi, ci manca un po' di furbizia, altre squadre spesso reagiscono in modo sproporzionato. Dobbiamo avere rispetto, ma a volte anche dare segnali all'arbitro per difendere i nostri interessi".
Perché così tanti infortuni?
"Non c'è un motivo in particolare, ci siamo tutti dentro, dobbiamo valutare tante cose. Questi infortuni banali o dovute a contusioni non si possono evitare, ma per quelli muscolari dobbiamo valutare meglio ed essere più precisi. Non abbiamo controprove che agendo in modo diverso sarebbe stato meglio".

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