15 nov 2013

Intervista ad Alessandro Nesta: Il capitano sogna un ritorno in biancoceleste.

Girano voci di corridoio, sottovoce, a volte impercettibili. Alessandro Nesta potrebbe tornare alla 
 Lazio. L'eco di certe notizie è grande, immenso. A riportare la notizia è il Corriere della Sera nell'edizione locale di Roma, che parla di una chiamata del presidente Lotito all'ormai ex giocatore del Montreal. Rientrare nello staff tecnico, magari come allenatore in seconda, per crearsi quel giusto bagaglio ed emergere nel top del calcio anche come allenatore. Fantascienza? Nessuno può dirlo con certezza. Certo, i contro sono che il patron biancoceleste spesso ha sostenuto le sue scelte senza ascoltare la piazza, che invece richiede a grande voce il ritorno del figliol prodigo. Diciamo che i prossimi mesi sono decisivi: si parla di una presenza allo stadio il 9 febbraio 2014, giorno del derby di ritorno. Sarebbe un abbraccio immenso, ma per ora lontano e poco certo. Si vedrà. Intanto l'ex biancoceleste si è concesso in un'intervista al Corriere. Si parla del suo futuro, delle difficoltà del Milan, ma anche della Lazio e dell'ex presidente Cragnotti:

Cosa farà da grande?
“Proverò il percorso da allenatore. Ho già due patentini, mi manca il master. Mi preparo, poi si vedrà...”
Il tecnico a cui si ispira?
“Ancelotti è stato bravissimo: con lui abbiamo vinto senza stress. Ma poi non voglio dimenticare l’allenatore che mi ha lanciato”
Cioè?
“Zeman è stato fondamentale nella mia carriera perché ha creduto nelle mie capacità. È un genio incompreso: i risultati non gli hanno dato ragione ma lui è riuscito a migliorare tanti giovani, come Florenzi”
L’attaccante più forte che ha affrontato?
“Ronaldo, il brasiliano, il numero uno per distacco”
Rimpianti?
“Sarebbe stato meglio avere qualche infortunio di meno ai Mondiali”
La partita da rigiocare?
“La finale di Istanbul l’avrei ridi-sputata dopo un minuto. Ma anche la finale degli Europei con il golden gol di Trezeguet”
La gara da dimenticare?
“Il derby di Roma del 2002 quando fui sostituito dopo il primo tempo. Ma ero reduce da una settimana strana, il presidente Cragnotti voleva vendermi a tutti i costi. Arrivai al campo confuso, e mi ritrovai un rompiscatole come Montella come avversario”
I rapporti con i suoi presidenti?
“Ottimo con Berlusconi, con Cragnotti avevo un bel dialogo ma poi qualcosa si è rotto”
Non gli ha mai perdonato di averla venduta al Milan facendola passare per traditore?
“I fatti mi hanno dato ragione: la società svendette tutti i giocatori importanti, come Crespo e Veron”
Che effetto le fa vedere il Milan a 4 punti dalla zona retrocessione?
“Fa male al cuore. Le prime quattro-cinque della classifica si sono rinforzate molto. Mi auguro che si riprenda ma è difficile”
Balotelli come si sarebbe comportato nel vostro spogliatoio?
“Noi avevamo Maldini e Costacurta, fra noi vigeva il rispetto assoluto. Se ci fosse stato nei miei anni si sarebbe comportato bene. Ma siccome non lo conosco personalmente, non mi permetto di dare giudizi”
A questo Milan inesperto non manca la saggezza di qualche senatore congedato troppo in fretta?
“Non so se è stata una scelta giusta o sbagliata. Ma la società ha fatto i suoi conti”
Lei perché ha lasciato il Milan?
“Non avrei potuto giocare tutte le partite per problemi fisici. Io per carattere o sono al 100% o evito brutte figure”.

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