17 ott 2013

Lazio, torna la storica maglia del -9.

La maglia indossata trent’anni fa da Giordano, Manfredonia e D’Amico nella stagione della promozione in Serie A, la maglia con l’aquila stilizzata sul petto che ha caratterizzato la marcia della “Banda del meno 9” e che è stata resa immortale da Giuliano Fiorini in quel Lazio-Vicenza entrato nella storia. Quella maglia, forse la più amata dai tifosi della Lazio insieme a quella del primo scudetto e a quella del Centenario, sarà riproposta il prossimo anno dalla Macron.

Non è uno scherzo e non è neanche una taroccatura come quella che fece infuriare tutti a fine maggio, con quell’immagine della squadra irachena dell'Al-Jawiya che indossava quella maglia, leggermente modernizzata e per giunta marcata Macron. Si pensò ad una prova fatta dall’azienda emiliana in vista di un utilizzo futuro con la Lazio di quella maglia storica, ma da casa Macron arrivarono immediatamente le smentite su un legame tra l’azienda e la società irachena, anche se il nome dell'Al-Jawiya su alcuni siti internetfigurava tra quelli delle squadre che utilizzavano materiale Macron.

Si parlò di maglie taroccate e fatte in casa da parte degli iracheni apponendo finti marchi Macron per giunta andati fuori produzione, ma è storia vecchia oramai e che interessa poco. Quello che conta, è che dopo più di 26 anni finalmente è in dirittura d’arrivo un accordo per riportare quello storico marchio sulle maglie della Lazio, trasformando in realtà il sogno di tantissimi tifosi.
Si parla di accordo, perché quel marchio creato da Gian Chiarion Casoni negli anni Ottanta, appartiene da sempre alla famiglia dell’ex presidente della Lazio, uno dei più amati e stimati della storia, un gentiluomo d’altri tempi che rappresentava alla perfezione quello stile-Lazio dato a questa società dai padri fondatori. Gian Chiarion Casoni, cedette in uso alla Lazio di Calleri quel marchio nella stagione 1986-1987, come ringraziamento per aver salvato la società dal fallimento. E quella maglia con l’aquila stilizzata sul petto e lo sponsor Cassa di Risparmio di Roma, portò fortuna ma poi fu archiviata con l’arrivo dello sponsor Robe di Kappa. A più riprese, negli anni successivi, i tifosi chiesero alla società di riproporre quello storico marchio, ma non se ne fece mai nulla. Da più di un anno a questa parte, invece, è stata intavolata una trattativa per riportare l’aquila stilizzata sulle maglie della Lazio. La famiglia Casoni ha ceduto i diritti dell’utilizzo del marchio a Lazio Family e la trattativa con Lotito è stata lunga e laboriosa, come tutte le trattative (a qualsiasi livello) che vedono coinvolto il presidente della Lazio. Ma stavolta, siamo in dirittura d’arrivo. Le parti hanno trovato finalmente un accordo di massimo non per l’acquisto definitivo da parte della Lazio del marchio creato da Gian Chiarion Casoni, ma per l’utilizzo. E in cambio, Lotito non dovrà versare soldi né alla famiglia Casoni né a Lazio Family, ma solo garantire delle Borse di studio a studenti atleti di alcune sezioni della Polisportiva. Tutti stanno spingendo per stringere i tempi, in modo da dare alla Macron il tempo necessario per preparare con cura la nuova maglia.
A meno di colpi di scena dell’ultimo momento (che purtroppo non sono da escludere quando si parla di Lotito, come ci insegnano le esperienze legate al mercato…), quindi, la Lazio la prossima stagione giocherà nuovamente con quell’aquila stilizzata sul petto, con la maglia di Giordano, D’Amico e Manfredonia, con quell’aquila che fece volare oltre il baratro la Lazio di Fascetti grazie alle prodezze di Fiorini con il Vicenza e di Poli con il Campobasso. E se come sembra scontato succederà (visto che l’accordo c’è e manca veramente solo la firma), per una volta ci sarà solo da applaudire, senza SE e senza MA. Perché se Lotito fa qualcosa di buono per la Lazio e per i tifosi, nessuno si mette a cavillare. Si cavilla e si tirano fuori gli scheletri quando non si mantengono le promesse, quando si sparano cifre spese per acquistare la Lazio che sono magari 4 o 5 volte superiori alla realtà. Oppure quando si dice che la Lazio può comprare chiunque ma poi arrivano scommesse e parametri zero e si scopre dal bilancio che soldi per fare acquisti veri alla Yilmaz non c’erano, perché magari 5-6 milioni di euro erano finiti nelle casse di aziende controllate da Lotito. Oppure quando qualcuno si prende sempre i meriti delle vittorie e scarica regolarmente sugli altri il peso delle sconfitte, quando fa vetrina dopo un successo e non mette mai la faccia davanti alle telecamere quando c’è da commentare una sconfitta. Questo fa infuriare la gente. Ma se si fa qualcosa fatto come si deve e per il bene della Lazio, non c’è nessun problema nel battere le mani. E il recupero di quel marchio e di quella maglia storica, non cancellerebbe nulla del passato, ma farebbe scattare comunque un applauso. Almeno da parte mia…

fonte: sslaziofans 
di stefano greco 
 

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