03 mar 2013

Milan 3 Lazio 0. Sconfitta con sorpasso.

Milan 3 Lazio 0
Brutta sconfitta. C'è poco da dire. E' un risultato pesante quello che viene fuori dallo scontro diretto di San Siro. Vince il Milan, 3 a 0, ridimensionando pesantemente i sogni Champions della Lazio. Eppure, come ha detto Petkovic nel post partita, chissà, in undici contro undici, come sarebbe finita. Perché il Milan è stato superiore, vero, ma giocare in superiorità numerica già dopo quindici minuti, è un vantaggio non da poco. 
E' stata la notte di Pazzini ma anche dell'arbitro Rizzoli. Quel rosso sventolato in faccia a Candreva è risultato, alla fine, decisivo. Decisione dubbia. Sia per l'entità del fallo che per il concetto di ultimo uomo. Vicino a Candreva, infatti, su El Sharaawy era pronto a chiudere Dias. 
Tutto storto, quindi. L'obiettivo, ora, è di ritrovare le forze, perché il campionato non è ancora finito, ci sono 33 punti disponibili e nonostante tutto il Milan è avanti solo di uno. 
La partita. Lazio fin dai primi minuti risulta viva e tonica. Il piano di gioco è: pressing alto e verticalizzazioni. Un tiro di Pazzini salvato da Biava sulla linea e un destro di Floccari a pochi passi da Abbiati, sono le occasioni più ghiotte fino all'espulsione incriminata.
In dieci contro undici il pallino del gioco passa in mano ai rossoneri. La Lazio arretra, si mette in campo con un 4-4-1 ordinato e aspetta. L'obiettivo è creare una ragnatela attorno ai centrocampisti rossoneri e non dare spazio a El Sharaawy, Pazzini e Boateng. 
Ma la realtà è un'altra. Pereirinha (partito dal 1' al posto di Konko) è un pesce fuor d'acqua. Soffre le accellerazioni di De Sciglio ed è sempre in ritardo sulle coperture. Ledesma, Hernanes, Gonzalez e Lulic tengono bene ma poi non hanno la forza di ripartire. Il risultato è un Floccari isolato tra Zapata (che in avvio di secondo tempo sarà sostituito da Zaccardo) e Yepes. Il Milan spinge e chiude la Lazio nella sua metà campo. Al 26' una parabola di De Sciglio sfiora il palo alla sinistra di Marchetti. Al 38' ancora il giovane terzino rossonero serve Pazzini che gira a lato. Il gol è nell'aria ed arriva puntuale per due volte in cinque minuti. Il primo, al 40', lo firma Pazzini che appoggia a porta vuota un pallone vagante generato da un contrasto tra il Faraone e Pereirinha dopo una corta respinta di Marchetti. Il secondo, invece, porta la firma di Boateng, lesto a ribadire dentro, una corta respinta del solito Marchetti. 
Sono due colpi che mettono la Lazio k.o. Come un pugile che all'improvviso si ritrova all'angolo e non può nulla sul doppio montante del suo avversario. Quando Rizzoli fischia la fine del primo tempo, la Lazio ritorna negli spogliatoi con tutti i suoi fantasmi, quelli che sembrava aver scacciato lunedì scorso. Solo un miracolo potrebbe ribaltare un destino già scritto. Ma di miracoli, dalle parti di Roma, con un Papa vacante, non se ne vedono e non se ne vedranno per un po'. 
E allora i secondi 45' minuti servono solo a fare statistica. Pazzini segna il terzo gol con un destro da fuori aria che sorprende Marchetti. Nella Lazio si vedono Saha, Cana ed Ederson per Floccari, Pereirinha ed Hernanes. Niang scheggia una traversa e i telecronisti, non avendo altro di cui parlare, elogiano il Milan, prendendo ad esempio la sfida di andata quando di fronte c'erano due squadre diverse. Dove sia finita quella Lazio è una domanda alla quale nessuno sa dare una risposta. Certo ci sono tanti alibi. Le assenze di Klose e Mauri. Il mercato fallimentare. Le decisioni arbitrali. La sfortuna. La speranza è di rivedere presto quella squadra. Già da giovedì, contro lo Stoccarda in Europa League, dove i ragazzi di Petkovic (numeri alla mano) sono la migliore formazione della competizione.

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