27 mar 2013

Intervista a Matías Jesús Almeyda

Un grandissimo giocatore del passato della Lazio. Matìas Almeyda, ex centrocampista biancoceleste, analizza il mometno della squadra in vista dell'appuntamento contro il Catania previsto per sabato prossimo all'Olimpico. Almeyda è con la Lazio ma avverte sui pericoli che gli argentini catanesi possono procurare ai romani.

Come spiega il fenomeno, tutto argentino, del Catania?
«Sono calciatori, magari meno noti e meno pubblicizzati, ma di indubbie qualità tecniche. Inoltre giocano insieme da tempo, sono felici e hanno fame di arrivare e di stupire».

Da allenatore quale ritiene sia il più bravo?
«Difficile dirlo, per le caratteristiche si integrano molto bene. Li ho visti giocare in Argentina, ora sono migliorati e diventati più maturi. Potrei scegliere Bergessio e Barrientos ma anche Gomez possiede buoni colpi. Bravi i dirigenti del Catania a portarli in Italia, senza spendere tanto».

Il mercato argentino dimostra di essere sempre molto ricco.
«Di calciatori, giovani e promettenti, ne abbiamo tanti. L’importante è individuarli, seguirli e sceglierli con attenzione. Come ha fatto il Catania in questi anni e non è un caso che ogni tecnico che si è seduto su quella panchina abbia fatto bene. Invece, tanti club, vogliono subito il nome e, se un calciatore costa poco, non interessa».

Lei fu tra i pochi a credere ciecamente in Lamela, quando venne acquistato dalla Roma.
«Avevo giocato insieme a questo ragazzo, conoscevo il repertorio completo per emergere anche nel campionato italiano. Non mi ha stupito, sono convinto che migliorerà».

Zarate, però, si è perso...
«Mi dispiace che stia buttando via il suo immenso talento. A volte i giovani commettono degli errori dei quali poi dovranno pentirsi. Ha ancora tempo per riprendersi, spero ci riesca».

Le capita di seguire partite del campionato in tv?
«Guardo tutte quelle della Lazio».

Quale giudizio si è fatto della squadra biancoceleste?
«Ho apprezzato il modo di giocare offensivo, soprattutto quello di inizio campionato».

La situazione si è complicata.
«Può ancora vincere Europa League e Coppa Italia. Ha avuto qualche problema a causa di assenze importanti, come quella di Klose. Del resto non è semplice lottare su tutti i fronti quando vengono a mancare elementi insostituibili».

Sabato ci sarà Lazio-Catania?
«Una partita complicata, in quanto gli argentini del Catania hanno creato problemi anche alla Juve. Ma potrebbe essere l’occasione per ritrovare gioco, vittoria e fiducia».

Poi sarà la volta del derby.
«Le partite nelle quali mi esaltavo. Al primo anno di Lazio mi capitò di vincerne quattro su quattro, qualcosa di irripetibile, giornate e ricordi che porto nel mio cuore biancoceleste».

A quale sfida si può accostare il derby romano?
«A River-Boca, il massimo per l’Argentina. La sfida più calda in assoluto ma il derby dell’Olimpico lo ricorda tanto».

Cosa fa adesso Almeyda?
«Aspettando una panchina, gestisco una scuola calcio».

Quali sono i suoi programmi?
«Tornare ad allenare, magari in Italia, e salutare il Papa. C’è un mio amico di Buenos Aires che lo conosce da tempo, spero di venire a Roma a incontrarlo».

fonte ilmessaggero

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