20 mar 2013

Intervista ai biancocelesti impegnati in Nazionale.

Federico Marchetti: “Ci speravo ancora, è passato un bel po’ di tempo, sono contento e mi godo la convocazione, consapevole che ci sono altri portieri forti in questo gruppo e ci sarà da fare bene per meritare un’altra convocazione”. Così Federico Marchetti commenta da Coverciano il suo ritorno in Nazionale, a quasi tre anni dalla sua ultima apparizione azzurra. Di seguito, tutte le dichiarazioni rilasciate dal portiere della Lazio, riportate dal sito de ‘Il Corriere dello Sport’.

Le classifiche di rendimento la indicano come il miglior portiere del campionato. Il suo obiettivo è la Confederations Cup?
«Vivo giorno per giorno. Sono due anni e mezzo che non faccio più parte del gruppo, ho perso la Nazionale in un modo assurdo. Finito il Mondiale, sono stato messo a fare il quarto portiere, sono stati momenti duri, ma ho capito che nella vita c’è anche di peggio».

Quali errori pensa di aver commesso? Il Sudafrica è stato un disastro per la Nazionale.
«Quando si perde qualcosina di meglio la possono fare tutti. Il passato e passato»

Come ha fatto a riconquistare questa maglia azzurra?
«A livello tecnico c’è sempre da migliorare, ma ora voglio raggiungere traguardi importanti. Vedo le cose con un’ottica diversa come persona, sono perfino contento di quello che ho passato, mi ha fortificato, mi ha fatto vedere tante cose in un modo diverso. Ringrazio il Signore che mi ha fatto reagire in modo positivo».

Il problema è che Buffon frena tutti…
«Il valore di Gigi lo conosciamo tutti. Sono qui, a disposizione, ma sono caricato».

Allora il suo obiettivo è diventare il vice-Buffon?
«Per ora mi gusto questa convocazione, poi l’obiettivo sarà tornare in Nazionale alla prossima gara. Da solo non si va da nessuna parte: se sono qui è grazie alla società che mi ha dato fiducia, ha fatto una scommessa su di me e non era da tutti. Qualcuno poteva avere della perplessità, venivo dal Mondiale disastrato ed ero stato emarginato dal club».

 
Antonio Candreva: "In Nazionale grazie alla Lazio."
Intervenuto in conferenza stampa, Antonio Candreva, centrocampista della Lazio, è felice di aver ritrovato la Nazionale: "Sono contentissimo di essere qui, è merito soprattutto del mister, che mi ha messo nelle condizioni di esprimermi al meglio per le mie qualità, e anche di tutti i miei compagni."




Libor Kozak: Si dice “sorpreso e contento allo stesso tempo” per la convocazione in Nazionale, Libor Kozak. Il giovane attaccante biancoceleste, intervenuto ai microfoni del portale sport.cz, ha rilasciato un lunga intervista. Tanti i temi affrontati: la convocazione in nazionale, la tripletta in Europa League contro lo Stoccarda, il suo rendimento con la maglia biancoceleste.

Nella pre-convocazione con Danimarca e Armenia eri assente. Dopo la tripletta di Europa League con lo Stoccarda, invece, l’allenatore Bilek l’ha presa in considerazione. E’ rimasto sorpreso dalla chiamata?
“La tripletta è stata un qualcosa in più, per la convocazione sono rimasto sorpreso e contento nello stesso tempo.”

Dopo i tre gol allo Stoccarda, ti senti al centro dell’attenzione?
“Sì, tre gol l’ultima volta li avevo segnati ai tempi dell’Opava. Ma farlo con la maglia della Lazio in Europa League, è stato davvero qualcosa di speciale.”

Devi aver provato un grande dispiacere a non aver realizzato la tripletta davanti ai tuoi  tifosi, visto che lo stadio era vuoto?
“Purtroppo l’ho siglata in quel momento, ma la mia gioia è stata ugualmente grande, anche se esultare davanti ai tifosi è diverso.”

Com’è stato giocare davanti ad uno stadio vuoto?
“Ho vissuto questa cosa per la prima volta: non è stato facile, ma ho cercato di ignorare il fatto che si giocasse senza pubblico.”

E’ interessate il fatto che in serie A non riesci a segnare, mentre in Europa League, con otto reti, sei capocannoniere.
“Non me lo spiego neanche io, gioco sempre allo stesso modo, sia in Italia che in Europa. A quanto pare devo migliorare anche in campionato”.

In Europa League stai trascinando la Lazio, non avete perso neanche una partita: state cominciando a pensare alla finale e a vincere la coppa?
“Naturalmente ci piacerebbe arrivare in finale, ma è ancora lontana. Ora dobbiamo gestire le prossime quattro partite per arrivare in finale, ma non sarà facile. Anche perché il Fenerbahce sarà un avversario molto difficile. Vedendo la gara contro il Vittoria Plzen ho capito la forza dei turchi.”

Prima della gara in Europa, ci sono i due match di qualificazioni ai mondiali contro Danimarca e l’Armenia. Nutri la speranza che Bilek la schieri titolare?
“Ho solo un desiderio: poter fare in Nazionale quello che ho fatto in Europa League.”
Per segnare con la Nazionale, però, dovrebbe giocare da titolare…
“Prima di tutto devo convincere l’allenatore a schierarmi titolare, in quel caso avrò l’occasione di segnare. In autunno ho esordito con la nazionale, ora il prossimo passo sarà fare un gol.”

Magari già da venerdì a Olomouc contro la Danimarca?
“Sono contento che giocheremo lì. Opava (cittadina in cui il giovane attaccante laziale è cresciuto calcisticamente, ndr) si trova vicino a Olomouc, così ho dovuto comprare qualche decina di biglietti per i miei amici e parenti.”

Hernanes: Il trequartista di Petkovic potrebbe esssere il fulcro della manovra verdeoro ai prossimi Mondiali, lui intanto pensa alla Confederations: "Spero di convincere Scolari". Giovedì andrà in scena la gara con più titoli mondiali sul piatto, i cinque del Brasile contro i quattro dell'Italia.

"Il loro punto di forza è la difesa, in quel reparto sono molto forti e da lì parte la loro manovra d'attacco. Per poter vincere contro l'Italia bisogna avere una buona difesa" le sue dichiarazioni in conferenza stampa.

"Spero di convincere il tecnico prima della Confederations, saranno importanti queste due partite. Mi auguro di partecipare alla competizione nel 2013".
Il Profeta ci scherza su: "Ho già detto ad un amico che non potrò partecipare al suo matrimonio perchè a giugno sarò col Brasile a giocare...".

Grazie alla posizione riconsegnata da Petkovic, Hernanes è tornato nel mirino della Nazionale. "Posso fare diversi ruoli, questa mia duttilità mi ha aiutato molto a inizio carriera. Adesso nella Lazio sto giocando proprio nel mio ruolo preferito". 

Per ora un ritorno imminente in Brasile è assoluta utopia: "Voglio vincere qualche trofeo in Europa, penso resterò altri cinque anni qui". “Voglio vincere a Roma e giocare i mondiali in Brasile".

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