26 gen 2013

Beffa all'Olimpico: Lazio 0 Chievo 1

 Lazio 0 Chievo 1

Allo stadio Olimpico di Roma va in scena la 22^ giornata di campionato. La Lazio ritrova il Chievo. 
Al Bentegodi finì 1-3 con i gol di Hernanes e una doppietta di Klose. Fu una delle più belle prestazioni stagionali, quella partita fece capire a tutti che la Lazio sarebbe stata una delle protagoniste del campionato. 
Il match: Petkovic schiera un 4-3-2-1 con la difesa con Konko-Biava-Dias-Radu ed il centrocampo inedito formato da Gonzalez-Ledesma-Brocchi e Candreva-Lulic dietro Floccari. Nel Chievo Corini propone la stessa formazione che ha pareggiato con il Parma, con Cesar al posto di Farkas. 5-3-2, dunque, con Thereau e Paloschi in attacco.
Mister Petko lascia in panchina Hernanes e Mauri. Il mancato acquisto di giocatori da parte del "duo delle meraviglie" non fa che creare problemi al mister che è costretto, per far rifiatare i suoi, a rischiare di uscire battuto da un match tutto sommato accessibile. Così la differenza si sente da subito. Le riserve non valgono i titolari e in serie A non è mai facile contro nessuno. 
La Lazio fa fatica a creare gioco, le idee scarseggiano e la squadra è lenta e prevedibile. Lulic e Candreva spingono sulle fasce ma gli uomini di Corini formano una ragnatela intorno a Puggioni. Bloccando sul nascere ogni potenziale occasione pericolosa. 
La prima occasione è al 6°: l'azione inizia dalla sinistra, palla in area per Floccari che apre a destra per Candreva che spara alto. La Lazio è fiacca, sente nelle gambe ancora la stanchezza della partita contro la Juventus. Il Chievo del primo tempo? Non pervenuto. Unico brivido per Marchetti è un pallonetto da 40 metri di Paloschi, visibilmente fuori traiettoria ma il portiere si lancia all'inseguimento e finisce con il portarsi, cadendo,  la rete di porta. Si perdono 5 minuti per aggiustare l'inconveniente. 
Al 27° contrasto tra Biava e Sardo quest'ultimo ha la peggio e lascia il campo per Vacek. La Lazio cerca insistentemente il gol del vantaggio ma le azioni si spengono nell'area gialloblu. Il primo tempo termina a reti inviolate e con una certezza: l'ingresso di Stefano Mauri. Già pronto ad entrare per la seconda parte di gara. 
Fischio d'inizio e si riparte. La Lazio con un centrocampo a 4 e 2 punte non riesce a sbloccare la partita. Si lotta in mezzo, il Chievo usa il fisico e le ripartenze, i biancocelesti sono visibilmente fuori fase, stanchi, senza grinta. Questo è il problema della Lazio da anni e anni, gioco delizioso, tanta voglia di fare e una panchina non all'altezza dei titolari, che di conseguenza, proprio sul più bello, rischia di spezzare sul nascere un progetto ambiziosi. Una contraddizione, a pensarci. D'altronde se l'uomo mercato Tare dorme in tribuna...  Comunque sia, onore ai ragazzi in campo ma sul mercato si doveva andare, quest'anno più di qualsiasi altro, si doveva rafforzare la squadra. Si doveva cercare un attaccante di supporto a Floccari e Klose, si poteva comprare un difensore e un centrcampista per dare ossigeno ai titolari. Petkovic ha fatto una scelta ben precisa: sacrificare il campionato per la semifinale di ritorno di coppa Italia ebbene questo è il risultato. Al 61° gol di Paloschi: Chievo in vantaggio. Cala il gelo all'Olimpico. Affondo travolgente di Thereau, conclusione a colpo sicuro di Paloschi. Petko chiama Hernanes fuori Gonzalez. La Lazio si affaccia molto di più nell'area di Puggioni ma le occasioni sfumano e il cronometro corre. Al 73° fuori Radu dentro Kozak, la Lazio a trazione interiore. Il Chievo è naturalmente schierato in difesa e non ha nessuna intenzione di muovere le punte in avanti. D'altronde è stata una partita brutta anche per merito di un avversario che ha giocato a fare catenaccio tutto il tempo. Un'occasione, un gol. Cinico Chievo. Al 76° Floccari può tirare a colpo sicuro, ma passa a Mauri che tira al volo: fuori. Occasionissima buttata via. All'85°  botta di Hernanes, fuori. La Lazio ci prova, ma non riesce a concretizzare. Finisce così. Prima sconfitta per i ragazzi di Petkovic in questo 2013. Perdiamo punti importanti, la Lazio è stanca e martedì arriva la Juventus. 
Cosa dire di più? Forse che il mercato di gennaio è ancora aperto, che questo schiaffo subito contro il Chievo può convincere la società a non gettare un anno come questo al vento. Ad intervenire. Bastano un paio di rinforzi. Un vice Hernanes e una punta. Da Roma dicono che il problema di questa immobilità sul mercato sia dovuta alla mancata cessione di Zarate. Ha rifiutato di tutto, l'argentino. Soldi freschi, per Tare e Lotito. Oppure, la verità, è che la grande coppia, come spesso succede, ha peccato di presunzione, pensando che in squadra avessero robot e non uomini. Che tanto si vinceva sempre e comunque. La realtà è ben diversa. Perché dal 1 febbraio le dirette concorrenti si saranno rafforzate. E sarà ancora più difficile reggere questi ritmi. Allora, la speranza è che la società si svegli (nel vero senso della parola, purtroppo) e che rafforzi questa squadra. Altrimenti riecco l'ennesima stagione sfumata sul più bello. No, non è pessisismo, è solo una conoscenza ormai consolidata nell'animo, di questa squadra, di questa società e di quei due ai vertici di essa.

1 commento:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Purtroppo come immaginavo la differenza l'ha fatta la condizione atletica, state disputando troppe partite praticamente sempre con gli stessi elementi e comunque stavolta una tiratina d'orecchie Petkovic se la merita, rinunciare contemporaneamente a Hernanes e Mauri non m è parsa una genialata...
Hai ragione sul mercato, servirebbero 2/3 elementi per rimpolpare l'organico specie in difesa e a centrocampo...ciao!