11 nov 2012

La Capitale è biancoceleste. Lazio 3 Roma 2.


 Lazio 3 Roma 2
Avevamo chiesto a questa Lazio di rialzarsi. Avevamo chiesto cuore, orgoglio, polmoni, fede, grinta, foga agonistica. Avevamo chiesto una vittoria, la più importante. Una vittoria per il morale, per Gabbo, per la classifica, per la Nord, per il popolo biancoceleste. Ebbene questa Lazio, oggi, ci ha dato molto di più. Ci ha regalato un pomeriggio bellissimo, iniziato male e  terminato in trionfo, sotto il diluvio di Roma, lampi, tuoni e un boato immenso, il nostro.
 Il cielo di Roma è biancoceleste. 
Grazie ragazzi!
La coreografia era scontata e straordinariamente commovente: c'è Gabriele al centro della Nord, contornato da sciarpe e bandiere biancocelesti. Applausi a scena aperta per lui. 
Bello vedere due squadre in continua competizione, unirsi nel momento del ricordo.
La partita incomincia male per la squadra di Petko: si spengono le luci dopo soli 5 minuti di gioco, cori contro Lotito ed un brutto presentimento. Inzia così il derby capitolino, al buio. Dopo una breve sosta la partita può riprendere ma con le luci semi chiuse è la Roma a trovare il gol.  Sotto di una rete è difficile pensare a una rimonta, soprattutto se si volge il pensiero agli ultimi due derby, vinti ma soffrendo non poco. Ma questa Lazio ha cuore, personalità e una fame feroce. Tutti attributi che ha dimostrato di avere anche oggi.
Ha vinto un derby, il terzo di fila. Nella bufera, lottando e stringendo i denti. Ha vinto. Il derby è nostro. 
La partita. Non ci mette molto la Roma a carburare e il primo quarto d'ora è tutto giallorosso. Prima segna con Lamela, poi insiste con Totti e Osvaldo ma la difesa è ben schierata. Non è facile giocare a pallone questo pomeriggio, il campo è difficile e pesante ma la palla rimbalza, la visibilità è scarsa ma la palla rimbalza, sì, e anche bene, e allora nessuno pensa di fermare due popoli in "battaglia". Al 21' la Lazio si affaccia dalle parti di Goicoechea, è la prima occasione biancoceleste ma Klose colpisce di testa in fuorigioco. I minuti passano veloci quando sei in svantaggio e vorresti solo provare quella sensazione vissuta mille volte, sognata ancora di più; segnare, esultare, godere di un gol importante come nessuna rete mai segnata. Così torna in mente quel fantastico ed incredulo gol di Miro Klose nel derby di andata dell'anno scorso, quell'imbucata nei secondi finali che portò la vittoria e tre punti. Quell'urlo di De Angelis in radiocronaca, che mille volte in una stagione, anche se passata, vai ad ascoltare. E quando al minuto 35' l'arbitro fischia una punizione a favore dei biancocelesti, il tuo sguardo è rivolto al cielo, quasi volessi chiamare tutti a raccolta; da Chinaglia a Gabriele Sandri, tutti lì per esultare anche se virtulmente insieme a noi. Sulla punizione potente di Candreva il pallone diventa una saponetta per l'estremo difensore uruguaiano, che non trattiene: è 1-1. Alzi ancora lo sguardo ed urli di gioia. Insieme. Da questo momento in poi non c'è partita. Non c'è Totti o De Rossi che tenga, anche noi abbiamo i nostri guerrieri: Candreva, Klose, Mauri, Hernanes, Gonzalez, Dias, Biava, Konko e ancora Ledesma, Lulic e Marchetti; siamo una squadra, questa è la nostra forza più grande. La Roma di Zeman è stordita, e quando il Profeta porta a spasso tutto il centrocampo avversario, capisci che qualcosa sta per succedere: minuto 43 di gioco: Hernanes fa il fenomeno e propone un rasoterra per Klose che controlla nell'area piccola e buca la rete. Boato all'Olimpico, boato biancoceleste. Miro, il cecchino ha colpito ancora. E prima del riposo, la Roma resta in 10 uomini: De Rossi colpisce con un gancio sinistro Mauri e rimedia il rosso diretto. Timida protesta per un giocatore che sa di aver sbagliato.
Finisce tra l'incredulità della curva sud e la gioia della Nord il primo tempo di gioco. 
In avvio di ripresa il tecnico boemo sostituisce Lamela per Tachtsidis alla ricerca di un equilibrio tattico, ma la Lazio è viva, sveglia, aggressiva, amante della maglia che indossa; 
e allora Mauri affonda la lama: errore di Piris che respinge sul corpo del capitano una palla vagante, Mauri è freddo e batte Goicoechea per la terza volta. Estasi, non c'è un altro modo per descrivere il momento. La Roma sembra alla deriva ma la squadra di Petkovic non vuole rischiare e si copre più che attaccare per il poker. Così il quarto gol non arriva e la seconda squadra di Roma prende coraggio, attaccando in inferiorità numerica. Petkovic si copre con Radu per Lulic, Zeman cambia anche Florenzi e Totti, vuole tentare il tutto per tutto. Non ha torti il boemo che lascia qualche spazio alle giocate di Klose ed Hernanes ma riesce a mettere in difficoltà la difesa, e quando Mauri si fa espellere per doppia ammonizione, i giallorossi sfruttano la parità numerica e un errore di Marchetti. Così Pjanic all'84' può accorciare le distanze con una punizione dai 40 metri. Errore dell'estremo laziale, fuori dai pali. Finisce 3 a 2 Lazio-Roma. La Lazio conquista il terzo derby consecutivo, il primo sotto la guida di Petkovic. Adesso è il momento di gioire, di compiacersi di una vittoria importante, è il momento di sognare e volare. E' il momento di gustare tutto quello che una vittoria nel derby può dare. Adesso abbracciamoci tutti, gustiamoci questo sapore buono, questa immensa felicità che una partita di pallone, per noi innamorati del calcio, della prima squadra di Roma, proviamo. Domani ci sarà tempo per organizzare le idee in vista della Juventus.

2 commenti:

Euterpe ha detto...

complimenti vivissimi

Orgoglio Nerazzurro ha detto...

Grandissima Lazio, ho visto solo il secondo tempo, mah che goduria!!!
Un saluto.