11 set 2012

Aggiungi un posto a tavola

E' Vladimiro, il ristorante scelto dal patron per ospitare tutta la squadra a tavola, ad un passo da Via Veneto. Brindisi e patto per la Champions. Il patron ha voluto trasmettere stima e senso del gruppo: «E' la cena, poi ci aspetta un duro dopocena…» 
Appuntamento conviviale, invito aperto ai dirigenti, allo staff tecnico e ai giocatori, alle mogli e alle famiglie, circa settanta posti a sedere. C’erano tutti ieri sera, sono arrivati a bordo dei bolidi fiammeggianti. Mancavano all’appello solo i nazionali Klose, Lulic, Gonzalez, Alfaro e Cana e i fuori rosa, ahiloro. Floccari e signora sono stati i primi ad arrivare, la sfilata è partita intorno alle 21. Primo gruppo a braccetto: capitan Rocchi e Candreva, Biava e Bizzarri. Spunta un taxi lampeggiante, sbuca Ederson accompagnato dalla moglie, l’ex manager Patrizia Pighini. In lontananza s’intravede il diesse Tare, arriva di gran passo, vicino a lui Stankevicius, redivivo. E’ il momento di Vladimir Petkovic, eccolo insieme alla moglie Ljiljana. Si fermano davanti all’entrata, i flash scattano a raffica, Da Hernanes a Zarate, assenti solo i nazionali. E alla fine il taglio della torta laziale illuminano il cielo. La Dolce Vita la assapora il novello Vlado: «Mister di qua, mister si giri», se lo contendevano i fotografi, è il gusto del successo. E quei cinque chi sono? Schierati da destra a sinistra: Konko, Diakitè, Ciani, Cavanda e Onazi, un clan scanzonato e affiatato, s’imbucano nel ristorante dopo aver fatto la foto ricordo. E via via ecco tutti gli altri, da Carrizo e compagna a Scaloni e signora col figlioletto, da Radu e la moglie a Mauri e la fidanzata sino al solitario Kozak. Tutti a chiedersi dov’è Zarate? Attesa ripagata, Maurito c’è, s’è fatto desiderare, parcheggia la fuoriserie, è tiratissimo, sorride, è sereno, prende per mano Natalie, la sua sposa, si mettono in posa come due star. All’appello mancano Hernanes e Dias, sono stati gli ultimi a varcare la porta del ristorante.
IL MENU –  Cin-cin collettivo a fine serata, ma prima un menu prelibato da gustare. Cena romana? Non proprio. Lo chef s’è dato da fare per accontentare tutti i palati. La serata s’è aperta con un aperitivo di benvenuto: spiedini di pesce in composizione di frutta, mozzarella di bufala, insalatine di mare. I primi piatti: risotto alla pescatora oppure penne con asparagi e tartufo bianco. Avanzino i secondi: gamberoni alla brace e patate lunette di contorno. Scelta doppia, pronto in tavola dello stinco alla fiamma, tagliato in sala. Il gran finale: una mega torta biancoceleste, lo stemma laziale in bella vista, la scritta 1900 ornata con la crema. Per una volta si sono allenate le mandibole, s’è potuto ingurgitare un numero di calorie superiore alle rigide abitudini, i fisicacci non ne risentiranno. Prima di accomodarsi a tavola la Lazio aveva sudato in campo, l’allenamento era fissato alle 18, la cena dalle 20 in poi. Conto salato, l’ha pagato Lotito, lo ripaghi la Lazio. Così è la dolce vita da Champions. Cameriere, champagne.

rassegna stampa a cura di lazialità

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