06 giu 2012

Stefano Mauri ai domiciliari

Dopo otto giorni di carcere, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa sportiva, il capitano della Lazio torna a casa. Precisamente a Lesmo, una cittadina di ottomila abitanti alle porte di Monza. E' provato. E si sfoga con i suoi genitori, gli unici oltre agli avvocati con cui può avere contatti in regime di arresti domiciliari: «Sono preoccupato per i riflessi che tutta questa storia avrà sulla commissione disciplinare, ho paura di non poter più tornare a fare il calciatore». Purtroppo contro di lui ci sono ventotto messaggi che scambia con Alessandro Zamperini poco prima della partita incriminata Lazio-Genoa, e quella scheda «dedicata» che usa fra il 13 e il 28 maggio 2011, in un periodo «perfettamente sovrapponibile» - si legge nell’ordinanza del gip - con i giorni delle partite con i rossoblù e con il Lecce. Per gli inquirenti la passione per il basket e le scommesse sul campionato Nba non bastano a giustificare l’uso della carta sim, tanto più che «non risulta egli abbia coltivato un interesse del genere». Ribattono i suoi difensori: Mauri è un vero appassionato di pallacanestro, «tant’è che ha avuto contatti con altre agenzie di scommesse oltre a quelle di Luca Aureli». Buona fortuna Stefano, con la speranza che possa chiarire presto la tua posizione.

1 commento:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Le prove contro Mauri sembrano schiaccianti, mi sembra difficile che il vostro capitano possa in qualche modo essere stato oggetto di una congiura ai suoi danni...
Spero che ne possa uscire ma da sportivo la delusione per questi comportamenti incomprensibili da parte di chi ha avuto tutto dalla vita è enorme...ciao!