12 apr 2012

Alla fine vince la Juventus. Juve 2 Lazio 1.

 Juventus 2 Lazio 1

Alla fine vince la Juventus. 2 a 1, trascinata dal suo capitano, Alessandro Del Piero, che a sette minuti dal termine si inventa una punizione di quelle che solo in pochi sanno trasformare in rete. E lui è uno di questi. Segna nel giorno della sua settecentesima presenza in maglia bianconera, roba d'altri tempi. Fa esplodere lo Juventus Stadium in un grido liberatorio, probabilmente è stato il gol che consegnerà lo scudetto agli uomini di Conte, la squadra più spettacolare del campionato, quella ancora imbattuta, quella che contro la Lazio, però, se non ci avesse pensato lui, sua maestà Alex, probabilmente avrebbe pareggiato. Contro la Lazio, contro questa Lazio a cui vanno fatti solo i complimenti. Sarà banale ma non è facile affrontare la Juve a Torino dove squadre più blasonate sono tornate a casa con le ossa rotte. Figuriamoci quando sei con gli uomini contati e cinque pedine fondamentali come Konko, Dias, Klose, Matuzalem e Radu fuori per infortunio.
La partita: Conte attende fino all'ultimissimo minuto e fa scaldare anche il dodicesimo uomo (De Ceglie) prima di comunicare ai suoi giocatori la formazione che scenderà in campo. Vuole vedere la Lazio con che modulo giocherà: se con la difesa a tre o a quattro. Reja opta per quest'ultima soluzione, davanti a Marchetti ci sono Scaloni, Biava, Diakitè e Garrido. Centrocampo rinforzato con Cana e Ledesma dietro il trio Candreva, Mauri, Gonzalez, Rocchi unica punta davanti. La Juve allora lascia il terzino sinistro in panchina e si schiera a tre con Chiellini, Barzagli e Bonucci sulla linea di difesa, Vidal, Pirlo, Marchisio a centrocampo, Pepe, Vucinic, Quagliarella davanti. Il primo tempo - bisogna essere onesti - è dominato dalla Juventus. La squadra sembra in trance agonistica. E schiaccia i biancocelesti nella propria metà campo. Il primo brivido lo provoca Quagliarella: botta violenta che Marchetti sventa con la faccia. Cinque minuti più tardi azione rugbistica sull'asse Pirlo - Vidal - Lichtsteiner - palla per Pepe che costringe Marchetti ad un'altra parata miracolosa. La Lazio non c'è, si difende ma lo fa con fatica, arretrando troppo e non riuscendo mai a ripartire. La Juve arriva prima su ogni pallone e sembra correre il doppio. La sensazione è che il vantaggio bianconero sia nell'area. Così nessuno si meraviglia quando Pirlo pesca Pepe in area di rigore, che controlla e con un bel gesto atletico batte il numero uno laziale, il migliore in campo fino a quel momento. E' l'1 a 0.
I padroni di casa continuano a non mollare un centimetro, ci mettono grinta e forza atletica ma la Lazio, pur soffrendo, tiene il colpo e gioca con il solito grande cuore. E' in svantaggio, a Torino, nella bolgia dello Juventus stadium, con una squadra decimata, qualsiasi altra formazione sarebbe crollata ma no i ragazzi di Reja, straordinari, che iniziano a barricare un muro davanti a Marchetti (guidato da un grandissimo Diakitè) e provano a fermare la Juventus con i muscoli.
Alla mezz'ora Vidal prova il gol dell'anno: siluro dalla propria metà campo che Marchetti salva con un colpo di reni. La Juventus si guarda allo specchio, continua a creare gioco ma invece di essere cinica fa l'errore di concedersi troppi virtuosismi e la Lazio la punisce. A pochi secondi dalla fine del primo tempo. Ledesma batte una punizione veloce, palla sulla destra per Scaloni che pesca con un cross perfetto la testa del solito, immenso, Stefano Mauri bravo a insaccare dove Buffon non può arrivare. Cala il gelo a Torino. E' 1 a 1.
Nella ripresa la Lazio gioca meglio del primo tempo e fa meno fatica a contenere l'avanzata della Juventus. Certo, Rocchi rimane sempre isolato là davanti ma pressa come un dannato.
I bianconeri tengono palla ma sono meno pericolosi dei primi 45' e non creano nessuna limpida occasione da gol. Reja sostituisce Mauri e Rocchi e inserisce Hernanes e Kozak, Conte si gioca la carta Del Piero. E' la mossa decisiva, quella che di fatto decide l'incontro. Il resto è già storia: punizione fischiata per un'ingenuità di Ledesma (tocco di mano), Del Piero alla battuta e palla in rete. Complimenti alla Juventus, ma complimenti anche alla Lazio.
La notizia positiva della serata sono le sconfitte di Napoli e Udinese. Il terzo posto è ancora salvo. Anche se là dietro la Roma si è portata a soli 4 punti. Ora bisogna ricaricare le batterie perché tra meno di quattro giorni si gioca di nuovo. A Novara, una sfida che semplice lo è solo sulla carta. Bisogna vincere. Bravi ragazzi, avete dimostrato di avere, ancora una volta, un cuore grande così. Attendiamo provvedimenti per i fischi e i vergognosi bu al nostrro difensore Diakitè. Come sono stati condannati quelli a Juan in Roma Lazio ci aspettiamo lo stesso trattamento per le frange estreme della tifoseria bianconera. Infine queste le parole di Reja al termine dell'incontro:" Peccato, non era per niente facile in un campo dove squadre più blasonate avevano perso malamente. L'avevamo preparata bene - continua il tecnico friuliano - nonostante le numerose assenze. Catenaccio? No, volevamo ripartire con Candreva e Mauri ma non l'abbiamo mai fatto bene. C'è il rammarico perché potevamo portare a casa un punto prezioso. La mia espulsione? Incredibile, non ho detto niente, non ho mancato di rispetto a nessuno, se non posso neanche protestare... c'era Conte che ha strillato per tutta la gara ma nessuno gli ha mai detto niente. Mi sono un pò stufato di questa situazione".

2 commenti:

Vincenzo ha detto...

Yashal con la ruben è sempre così, però voi uscite a testa alta!

Ciao!

yashal ha detto...

Lo penso anch'io