06 mar 2012

Stefano Mauri intervista post derby

Un gol atteso sei anni. Quasi una liberazione. Una rete che sicuramente proietta Stefano Mauri nella storia della Lazio. Da giocatore più fischiato e quasi ripudiato dell’era Lotito a nuovo simbolo. E’ senza dubbio il trequartista biancoceleste il nuovo eroe dei sostenitori laziali. E non poteva essere altrimenti dopo la bella spaccata in piena area al quarto d’ora della ripresa che ha sorpreso Lobont e soprattutto riportato in vantaggio la squadra di Reja. Un gol decisivo per la vittoria contro i giallorossi. «Finalmente, che gioia. E’ bellissimo segnare alla Roma e vincere un derby così importante con la fascia di capitano è ancora più bello», le parole del giocatore a fine partita. Che non stava nella pelle. Per lui tra il pesante infortunio e la vicenda del calcioscommesse (sulla quale si è sempre dichiarato «non tranquillo, di più») è stato un anno complicato. Ma quanto è accaduto nel derby lo ripaga di tante amarezze. Di sicuro una bella soddisfazione per questo ragazzo che, vicende stagionali a parte, da quando è alla Lazio non è stato mai realmente apprezzato fino in fondo. Su di lui c’è sempre stata un po’ di diffidenza. Troppa ed eccessiva. Nonostante abbia fatto quasi 200 partite con la maglia biancoceleste e segnato 26 reti, non tantissime ma la maggior parte di queste fondamentali, Mauri non è stato mai del tutto amato dalla tifoseria. Un po’, forse, per il suo atteggiamento e modo di fare che sembra quasi da menefreghista. Di chi fa il calciatore e dei tifosi non gli importa nulla. In realtà non è mai stato così perché a Formello è uno dei giocatori che più si intrattiene con la gente e soprattutto con i bambini a fare fotografie e firmare autografi. L’anno scorso, mentre era in nazionale, una sua frase sull’ambiente venne male interpretata e i tifosi, che già lo sopportavano, cominciarono a contestarlo di brutto. Poi ci fu il chiarimento e tutto iniziò a filare liscio. Da un po’ di tempo tra lui e la gente si sta instaurando un bel feeling e probabilmente da ieri pomeriggio è aumentato a dismisura. «A nome della squadra dedichiamo questo derby ai nostri tifosi che sono stati fantastici prima e durante la partita». E se la vittoria contro la Roma è per la gente, per il gol Stefano ha una dedica speciale da fare: «E’ per la mia mamma che è stata operata da poco e che mi sta guardando e sarà felice della nostra vittoria e del mio gol».
Dal punto di vista della classifica il successo nel derby aumenta ancor più di valore. La Lazio è terza in classifica e la Roma adesso è a dieci punti di differenza: «Ne abbiamo persi troppi e vincerne due nello stesso anno ci rende felici. Questo è l’anno della consacrazione, ovviamente l’uomo in più ci ha avvantaggiati. Abbiamo sofferto tanto e dobbiamo essere bravi a chiuderle prima. Abbiamo avuto tante occasioni ma siamo contenti così». Sul gruppo e sulle tante assenze Mauri spiega: «Io sono stato uno di quelli che non giocava da tanto e stare fuori non è stato facile. C’è una grande compattezza e una mentalità vincente. Per ora siamo terzi, ma mancano ancora 12 partite e non sarà semplice».
fonte ilMessaggero

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