13 mar 2012

Lotito: Condanna Confermata In Appello.

Lotito e Mezzaroma, condanna confermata in Appello per aggiotaggio con pena ridotta. Per il presidente della Lazio, accusato di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza per la vicenda del 2005 con al centro la compravendita dei titoli della società, la condanna passa dai due anni in primo grado a 18 mesi. Ridotta a 14 mesi pure la condanna per l’imprenditore, nonché suocero di Lotito, Roberto Mezzaroma. Il 3 marzo del 2009 i due imputati erano stati condannati in primo grado rispettivamente a due anni e a un anno e otto mesi e il tribunale aveva anche a loro inflitto multe di 65 mila euro per il patron della Lazio (ora passata a 40.000) e 55 mila euro per il costruttore (ora passata a 30.000). Ieri i giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello hanno parzialmente modificato la sentenza di primo grado. Il sostituto Pg di Milano, Felice Isnardi, aveva chiesto la conferma della condanna inflitta nel 2009. I fatti. Secondo la ricostruzione dell’accusa, tra Lotito e Roberto Mezzaroma ci sarebbe stato un accordo occulto per evitare il lancio dell’offerta pubblica d’acquisto sui titoli della società. I due, infatti, stando alla tesi dell’accusa sposata dai giudici, avrebbero messo in piedi un accordo interpositorio che il 30 giugno 2005 portò l’imprenditore Mezzaroma ad acquistare il 14,6% di azioni della Lazio, per conto di Lotito. In tal modo il patron biancoceleste non sarebbe figurato come reale titolare del pacchetto azionario, in base al quale avrebbe dovuto invece lanciare l’Opa (offerta pubblica d’acquisto) in quanto aveva sforato il 30% delle quote. In questo modo Lotito e Mezzaroma avrebbero fornito «una rappresentazione ingannevole al mercato, occultando un accordo e la vera identità del titolare delle azioni». Nella sua requisitoria Isnardi aveva spiegato che Lotito «era a conoscenza dell’obbligo di Opa ed era stato informato dal suo commercialista».

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