05 mar 2012

Intervista a Edoardo Reja (post-Derby)

«È una buona domenica grazie». Con questa frase il tecnico goriziano si è presentato ai microfoni di SkySport con sorriso a trentadue denti dopo il secondo derby vinto. Una partita che vale molto di più di tre punti anche per quello che era successo pochi giorni fa con le dimissioni poi rientrate: «Ci sono stati degli scambi di opinioni poi ci siamo chiariti. Stiamo facendo bene in campionato, questa era la nostra ambizione, volevamo migliorare la classifica dell’anno scorso. La società ha lavorato bene sul mercato e stiamo facendo quello che ci si aspettava. So che è difficile ripetersi, in modo particolare nel campionato italiano. Ci sono ancora tante partite da disputare e mi auguro che la Lazio possa mantenere questa condizione». La Lazio è stata indubbiamente favorita dall’episodio del rigore ed espulsione di Stekelenburg che comunque non ha cambiato i piani di Reja: «Noi avevamo preparato la gara in questa maniera, avevamo un equilibrio prima dell’espulsione e siamo rimasti così. Abbiamo avuto molte palle e non abbiamo concretizzato, poi sei sul 2 a 1 e arriva un po’ di apprensione perché la Roma ha buoni giocatori, invece siamo stati abbastanza sicuri in fase difensiva anche se abbiamo concesso un po’ troppo campo. Però abbiamo vinto, è quello che conta». L’attenzione dei cronisti di Sky però, torna ancora una volta sui fatti relativi alle dimissioni di giorni fa: «Ci sono state situazioni di cui abbiamo già parlato. Vedute diverse, non ho accettato questo modo di esternare anche forse a ragione da parte del presidente, del direttore sportivo e della dirigenza. Ero anche un po’ arrabbiato per la sconfitta di Palermo. Zola? Non ho nessun tipo di problema, le notizie girano e sapete bene quali sono i movimenti ma io sono di una serenità e di una fermezza che mi rende molto deciso. Sono anche capace di fare passi indietro, Gianfranco è un mio amico, ci siamo sentiti e sapevo benissimo che il Presidente dovesse prendere dei contatti qualora io me ne fossi andato. Sarei contento se lui venisse sulla panchina della Lazio, spero più tardi possibile. Lui è giovane, io sono vecchio ma posso ancora fare dieci anni da allenatore. Con Gianfranco abbiamo un ottimo rapporto. Se lascio la casa a Zola? No perché sono in albergo [ride]». C’è spazio solo per la felicità in questo momento nella mente di Edy Reja, che può gioire per l’ennesima soddisfazione che gli ha regalato un gruppo granitico, da troppo tempo in continua emergenza: «Da un po’ di tempo abbiamo questa emergenza, ma questo è un gruppo straordinario, più siamo in emergenza più le fatiche vengono raddoppiate. Un gruppo straordinario e sono orgoglioso di guidare questa compagine. I risultati non vengono mai per caso e ci sono delle componenti importanti all’interno di questo spogliatoio». Infine, il mister ha dato il suo parere sulla questione arbitrale se sia giusto o meno espellere il portiere: «La regola è questa, però secondo me sarebbe da dare rigore e solo ammonizione per il portiere. Penso sia troppo penalizzante per la squadra che subisce».
Nel dopo partita Reja è intervenuto anche ai microfoni di Mediaset Premium.Ho avuto una grandissima felicità ed esplosione di gioia finita la gara. Questa settimana ero preoccupato, le assenze non le sentiamo perché ogni volta che entra qualcuno la squadra segue costantemente un rendimento sotto questo punto di vista la squadra ha grandissimi valori, non solo dal punto di vista  qualitativo, anche dal punto di vista morale. merito ai ragazzi. mi sento orgoglioso di guidare questi ragazzi”. Ora la Lazio dovrà lottare con tutte le sue forze per mantenere il terzo posto. “Bisogna viaggiare a fari spenti, ora siamo terzi. Ci sarà sicuramente la caccia alla Lazio perché abbiamo dietro il Napoli l’Inter e l’Udinese, hanno mezzi e qualità. Dobbiamo andare avanti e cercare di vincere tutte le gare, abbiamo una rosa adeguata e ce la giocheremo fino in fondo“. Reja analizza meglio la questione turbolenta vissuta i giorni scorsi con la società. “Ci son stati dei chiarimenti, cosa che non era avvenuta qualche giorno prima. Al rientro dalla spagna mi sono incontrato con il presidente e con la squadra, abbiamo chiarito certe situazione. Abbiamo deciso di continuare da qui fino alla fine del campionato ed anche in futuro. per quanto riguarda il presidente, mi ha già dimostrato fiducia e mi ha detto ‘Mister lei è l’allenatore attuale e lo sarà anche dopo’. Ci sentiamo giornalmente sia con lui che con Tare il rapporto penso quindi che continui da qui alla fine del campionato e forse anche dopo”. Il rammarico per esser usciti dall’Europa League è l’unico cruccio del mister. “Siamo andati fuori dall’Europa, cosa che a me non piaceva molto perché volevo andare più avanti possibile, è una competizione difficile e dure. Mi mancavano 7-8 giocatori per poter fare i ricambi e fare bene anche in campionato”. Dopo esser rientrati negli spogliatoi a fine partita, Reja e i suoi uomini sono riusciti per andare a prendere gli altri applausi sotto la Curva Nord, quasi fossero attori che alla fine dello spettacolo vanno a cogliere gli applausi degli spettatori. “Eravamo tranquilli, poi è arrivato il capitano Rocchi che mi ha detto ‘bisogna ritornare sul palco’, si può dire che oggi siamo stati grandi attori. Bisognava uscire e prendere ancora gli applausi del pubblico. Penso che sia la prima volta che succeda, almeno per quanto mi riguarda, dopo più di 30 anni che faccio questo mestiere non mi era mai capitato: ma Roma è capace anche di questo, di avvolgerti di grande affetto. Devo ringraziarli perché è stata vicina a questa squadra ed anche a me”. Durante l’intervallo, Reja ha scosso i suoi uomini richiamandoli all’ordine. “Nell’intervallo ho detto che questo tipo di atteggiamento non andava. Per come ho preparato la gara, ho detto che bisognava cercare ad andare a pressare alti, soprattutto su De Rossi e Heinze. Le volte che abbiamo usato questo tipo di atteggiamento, abbiamo conquistato la palla e siamo ripartiti. Non abbiamo però giocatori particolarmente veloci che possono attaccare lo spazio, e allora bisogna andare dentro per manovre. Sul 2 a 1 dovevamo chiudere la partita, avevamo avuto 3 palle gol nel secondo tempo. Quando giochi poi in superiorità numerica un po’ di sufficienza viene”. Luis Enrique, a fine gara, ha esternato la voglia di voler giocare, per una volta, un derby senza dover competere con un uomo in meno. “Quando giochi in inferiorità numerica e vai sotto di un gol, è chiaro che non è facile. Comunque voglio fare i complimenti alla Roma perché, nonostante lo svantaggio, ci ha creato qualche difficoltà. Ha degli ottimi giocatori, è giovane ed ha un grandissimo futuro. Deve solo maturate. Faccio i complimenti anche agli arbitri, non perché ho vinto, ma perché hanno dimostrato polso e fermezza nelle decisioni”.
fonte skysport

2 commenti:

Euterpe ha detto...

sono molto contento per te.

yashal ha detto...

:**