07 mar 2012

Fabio Capello: Edy puoi farcela.

Capello sta con Reja. La pazza idea, lanciata dall’allenatore biancoceleste, di poter competere per lo scudetto, ha trovato il primo sponsor importante nell’amico di sempre. «Edy fa bene a crederci, perché i sei punti di ritardo non sono tanti e assolutamente recuperabili nelle restanti giornate. Spesso sento dire che lottano anche squadre con distacchi di dieci lunghezze, perché sperano di colmare il divario a primavera, quando si decide il campionato. Quindi mi pare logico e giusto che ci punti pure la Lazio che vanta una classifica interessante. Lo scudetto non ha ancora un padrone e nessuno può escludere la sorpresa. Milan e Juventus sono ovviamente favorite, sia per gli organici, che per le posizioni che occupano attualmente, ma niente è definito. Non lo dico perché sono amico di Reja, ma perché i numeri parlano chiaro e danno credito alle sue speranze, a quello che potrebbe anche sembrare un sogno, un’illusione». Il secondo derby vinto, il terzo posto in solitudine, l’Udinese a meno due, la ritrovata compattezza dell’ambiente, hanno fatto lievitare l’euforia e le aspettative dei laziali. «Non ho visto il successo sulla Roma, però è stato sicuramente importante e non soltanto perché si è trattato del bis, ma perché ha confermato il valore della formazione biancoceleste, comunque evidenziato in tutto il torneo che l’ha vista costantemente nelle posizioni di testa. Edy dispone di una rosa di tutto rispetto, in grado di tenere fino in fondo e di fare risultato su ogni campo. Contro il Milan - a esempio - ha conquistato quattro punti: questo è il segno evidente di forza, affidabilità, determinazione, solidità d’impianto che autorizzano l’allenatore a pensare in grande. Bisognerà vedere la condizione fisica quando arriverà il caldo però, se ha fatto quell’affermazione, credo ne sia proprio convinto. Non è un pazzo, lo conosco molto bene, e lui conosce il calcio». I successi, la grande festa, l’entusiasmo ritrovato attorno alla squadra: Reja si sta prendendo delle rivincite importanti, dopo le critiche e le contestazioni che lo avevano portato alle prime dimissioni di settembre. Finalmente sta vivendo un periodo tranquillo e ricco di consensi. Capello aggiunge. «E’ un tecnico esperto e bravo, che ha allenato in tutta Italia con buoni risultati. E’ stato pochi anni in serie A, ma questo non intacca il suo valore professionale perché vincere i campionati è difficile in tutte le categorie. Lui ha sempre dimostrato qualità importanti e lo sta facendo soprattutto nella Lazio, vista che si trova al terzo posto e con forti ambizioni. Si sta prendendo delle belle soddisfazioni, quelle che avrebbe magari meritato prima. E’ un grande lavoratore, tutto quello che ha ottenuto è stato frutto dell’impegno, delle idee, dell’applicazione ed è sicuramente meritato. Sono proprio contento che stia vivendo un momento felice, che abbia ritrovato l’affetto del pubblico e la considerazione della critica, dopo i tanti problemi che ha passato, affrontato e superato ogni giorno». Fabio Capello ricorda i tempi della grande amicizia e delle frequentazioni giovanili con il collega corregionale. «Siamo friulani, ci conosciamo dall’età di sedici anni, eravamo proprio dei ragazzi, giocavamo insieme. Il rapporto è stato sempre bello e sentito, uscivamo a cena con le rispettive mogli, così abbiamo continuato a sentirci, a vederci, a coltivare l’amicizia, nonostante il lavoro ci abbia portato a vivere in città diverse, ad affrontare problemi differenti. Lui sarebbe pronto a dare tutto per me, io farei lo stesso per lui e questa è la sintesi della nostra stima e del nostro affetto che dura da mezzo secolo. Edy è una persona speciale alla quale auguro tutto il bene del mondo. In particolare spero che possa lottare fino in fondo per quello scudetto che è meno lontano rispetto a quello che qualcuno pensa e sostiene. Niente è precluso, sei punti si possono recuperare, magari con il supporto costante del pubblico e la volontà dei calciatori. Edy fa bene a lottare e inseguire, con tutta la determinazione che l’ha sempre contraddistinto, quel sogno che coronerebbe il suo enorme lavoro».
fonte ilmessaggero

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