01 feb 2012

Cuore, orgoglio e polmoni. Lazio 2 Milan 0.

 Lazio 2 Milan 0
Una partita di calcio la si può vincere in tanti modi. All'ultimo minuto, dominando dall'inizio alla fine, con un calcio di rigore regalato, una magia del campione di turno o un regalo dell'avversario. Oggi la Lazio l'ha vinta con il cuore. Che non è una semplice parola per definire un atteggiamento tattico, fisico o mentale composto da sudore, fatica e corsa dietro agli avversari al di là delle proprie capacità. No, il cuore è qualcosa che ha a che fare con l'amore. Solo con questo. Amore  incondizionato verso una maglia, un lavoro, i compagni di squadra. Amore. Verso un progetto, un sogno, un obiettivo comune: quello di entrare nei prime tre, quattro top club del campionato e restare lassù il più a lungo possibile. La vittoria di oggi contro i campioni in carica del Milan non è arrivata per caso. Dopo la delusione del mercato, la polemica Candreva, la cessione di Cissè, le illusioni di una dirigenza che forse, data la sua incompetenza, neanche si meriterebbe un gruppo di giocatori così... come dire, così spettacolare. Guidato da un buono, ottimo allenatore di nome Edy Reja. Un guru per molti dei protagonisti della vittoria di oggi. Un allenatore che potrà anche continuare a non piacere a qualcuno ma a cui va dato il merito di aver costruito - da due anni a questa parte - una signora squadra di calcio. Un bambino, cresciuto piano piano, partita dopo partita e che oggi è diventato maturo. Bello. Forte. Sicuro di sè.
All'Olimpico, dunque, la Lazio ha battuto il Milan 2 a 0 e si è portata a ridosso proprio dei rossoneri. Senza Klose ma con un Rocchi genoroso ed un Hernanes immenso. Senza attaccanti in panchina ma con una difesa forte e capace di contenere con carattere lo strapotere fisico del Signor Zlatan Ibrahimovic. Senza rinforzi a centrocampo, senza Krasic, Honda o qualunque altro volete voi ma con gente - vedi Lulic, vedi Ledesma, vedi Matuzalem - che ha lottato su ogni piccolissimo centimetro dell'Olimpico. Con forza, tecnica e con il cuore. Sempre e ancora lui.
Eppure la partita non era iniziata sotto i migliori auspici. Possesso palla del Milan (sceso all'Olimpico con l'inedito tridente Ibra - Nocerino - El Sharawy) e Lazio tutta dietro la linea della palla. Al 6' minuto c'è subito un brivido. Ibra pesca Nocerino in area ma il colpo di testa del jolly rossonero viene sventato da Marchetti. Al 12' è la Lazio a farsi pericolosa con un bel tiro da fuori area di Matuzalem. Il match segue un copione ben preciso, inevitabile, viste le assenza in casa biancoceleste. Il Milan tiene palla ma la circolazione è lenta e sulle fasce Radu da una parte e Konko dall'altra sono sempre attenti contro Abate e Mesbah. C'è qualche azione personale di El Sharawy (che al 32' spreca il secondo assist di Ibra dopo aver superato anche Marchetti)  ma il giovane e promettente attaccante rossonero è sempre ben contrallato dai suoi marcatori. Rocchi in avanti corre tanto, pressa Nesta e Thiago Silva e permette alla squadra di rifiatare una volta recuperata palla. Hernanes si destregga tra Van Bommel ed Ambrosini ma il primo tempo del brasiliano si chiuderà senza nessun lampo. Il primo tempo con l'Olimpico che fischia, anche perchè si sparge la voce del primo gol di Cissè in maglia Qpr al Villa Park di Birmingham contro l'Aston Villa. (per la cronaca il match finirà 2 a 2). Strano, perchè Cissè, si sa, alla prima segna sempre. Sono le altre partite il problema.
La ripresa inizia con un episodio che farà discutere: Damato prima fischia il rigore per il Milan (fallo di mano di Dias) e poi, dopo essersi consultato con il guardalinee ritorna sui suoi passi e decreta il fallo d'attacco in favore della Lazio. Polemiche, girotondi attorno agli uomini in maglia gialla, minuti che passano via, gioco che riprende. I secondi quaratacinque minuti sembrano più vivi dei primi. Al 10' Konko si vede deviato in calcio d'angolo da Abbiati un tiro cross dalla fascia destra. Si assiste a continui capovolgimenti di fronti. La Lazio colleziona calci d'angolo, il Milan impatta contro il muro biancoceleste. Questo fino al gol. Fino al minuto numero 31: Gonzalez per Rocchi che con un velo serve Hernanes che di prima gira al volo sorprendendo Abbiati. E' la gioia. E' il sudore, la fatica, il cuore che si materializzano e diventano realtà, odore, abbracci, sorrisi e pacche sulle spalle. E grida di liberazione. In campo, nella Nord, attorno allo Stadio. Il Milan subisce il colpo e la Lazio due minuti dopo va vicina al raddoppio ancora con il brasiliano che getta all'aria un rigore in movimento calciano a lato da posizione favorevole. Ibra e compagni si gettano in avanti. Ma Marchetti e la grande prova dei mediani davanti alla difesa proteggono la rete di vantaggio. Poi al 40' arriva la parola fine. La mette Tommaso Rocchi, il capitano, uno che per questa maglia, per l'amore verso questa maglia, società, tifosi, ha passato mesi e mesi in panchina. Uno che non si è mai lamentato che non ha mai chiesto adeguamenti di stipendio o quant'altro. Un simbolo, un giorno dopo le polemiche legate a Candreva e la diatriba attorno alla questione morale sulla fede calcistica e sul fatto se sia giusto o no andare a giocare nell'eterna rivale della squadra per cui fai il tifo. I tifosi hanno espresso il loro parere e oggi, quando l'ex centrocampista del Cesena è entrato negli ultimi minuti, lo hanno sommerso di fischi. Messaggio esplicito, già espresso, ampiamente ieri su social network, radio e televisioni: noi qui non ti vogliamo. Ma ci sarà tempo anche per questo, ora è il tempo di gioire di una vittoria arrivata con il cuore. Perchè c'è modo e modo di vincere ma quando lo si fa così, il suo gusto, alla fine, è ancora più intenso.
Lazio-Milan 2-0 | L'aquila schiaffeggia il Diavolo: rossoneri ko


8 commenti:

Entius ha detto...

Sono felice per la vostra vittoria. Vedere i cuginastri perdere fa sempre piacere (anche se la nostra "avversaria" per il terzo posto è la Lazio e non il Milan).

Orgoglio Nerazzurro ha detto...

Grandissimi! Almeno una gioia in questa infausta serata.
Un saluto.

Euterpe ha detto...

Grande Lazio!Complimenti davvero!

LeNny ha detto...

Bravi! Facevo bene a guardare la vostra partita che quella di San Siro...

Un salutone. :)

Ciao.

yashal ha detto...

Vincere così fa sempre piacere. Però resta l'amaro di una società che con qualche innesto in più avrebbe fatto grande la squadra. grazie a tutti per i commenti <3

veleno ha detto...

Siete stati grandi!

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Gran bella vittoria, bravi davvero!
Leggo però della pessima accoglienza che avete riservato a Candreva: ora, a meno che questo ragazzo in passato non abbia dichiarato chissà quale odio verso la Lazio io lascerei perdere, non rovinate con polemiche inutili e infantili l'ottimo momento che state vivendo da più di un anno a questa parte...ciao!

yashal ha detto...

Sai che c'è Andrè? che un giocatore come Ibra che passa da una parte all'altra l'accetti perchè in fondo non se ne frega nè di una nè dell'altra ma Candreva ha da sempre dichiarato amore ala Roma. Vedi su internet ci sono tante interviste in cui dice che il suo idolo è De Rossi, che Totti è il giocatore più forte. Che il suo sogno è fare un gol alla Lazio con la maglia giallorossa. Non è carino adesso vederlo con la nostra di maglia. Poi potrà essereil calciatore e uomo migliore al mondo. Ma di tutte le squadre proprio la Lazio lo doveva scegliere? E poi ti ricordo che è arrivato solo lui, forse il colpo sarebbe stato attutito di più con Honda e Krasic in biancoceleste. saluti laziali