31 gen 2012

Mercato Lazio: alla fine arriva solo un romanista.

Alla fine è arrivato Antonio Candreva. Lo ha fatto alle 18 e 59 dell'ultimo giorno di mercato, un minuto, secondo, istante buono prima del gong. Del game over. L'ex giocatore del Cesena ha detto si alla Lazio mentre Del Nero diceva si proprio al Cesena. Uno scambio tra giocatori, un intuizione geniale della coppia prodigio Tare - Lotito. Fossero rimasti a casa a mangiarsi un panino, oggi, i due,  avrebbero commesso certamente meno danni. E sarebbe stato meglio per tutti.
Ovviamente nessuno ha qualcosa contro Antonio Candreva, l'uomo, il ragazzo, il calciatore che sognava una carriera in giallorosso con Totti e De Rossi. Nulla per davvero, ci mancherebbe altro. Ma c'è questo piccolo dettaglio che proprio non va giù, questa passione per la seconda squadra di Roma che proprio non si riesce ad accettare, ignorare, dimenticare. Ci si potrebbe anche ridere su, se solo l'incubo, lo scherzo, la presa per i fondelli non si fosse materializata. Come a un bambino a cui vengono promessi i più bei giocattoli del mondo e poi - dopo averlo fatto aspettare per giorni, settimane, mesi - ecco che gli viene consegnato un puzzle, una matita, un pallone bucato.
Così è successo a noi tifosi della Lazio: prima si era parlato di Podolski e tutti a dire: che coppia con Klose, poi di Krasic e tutti a dire: chissà come correrà là su quella fascia, poi di Honda: che duo con Hernanes, poi di Nilmar, di Kone e  infine di... Candreva e tutti a dire: E' uno scherzo, vero? Ma si che è uno scherzo...
Invece no. E' tutto vero. Da Podolski si è arrivati a Candreva, un salto che ha messo a dura prova il cuore di ognuno di noi.
E' solo un discorso da provinciali. Qualcuno potrebbe obiettare che parlare delle simpatie calcistiche di un professionista sia solo una chiacchiera da bar. Allora Ibra? Allora Peruzzi? Allora Mihjalovic? Sarà ma il discorso è che non c'era la necessità di fare un colpo del genere, la domanda è: serviva davvero Candreva a prescindere dal suo amore verso i cugini? La risposta è - molto probabilmente - no. E' allora perchè lo si è andato a prendere "sfidando" quella tifoseria che, caro Lotito, non so se te ne sei accorto, non è che ti ami alla follia, ecco. Che bisogno c'era di andare a "disturbare" un ambiente, una piazza, una squadra che sta facendo un ottimo campionato?
Somiglia tanto a qualcuno che si vuole fare del male per forza. E poi lo stesso Antonio Candreva, che sarà sicuramente un bravo ragazzo, ha pensato a quello a cui andrà incontro? Come risponderà alle tante domande della stampa biancoceleste? Quando gli chiederanno: "Ma il tuo sogno, come hai più volte dichiarato, non era quello di vestire la maglia della Roma?", lui cosa dirà. Forse a tutto questo non ha pensato, forse la panchina a Cesena era diventata più pesante di qualsiasi altro destino. Forse la sua voglia di cambiare aria l'ha portato a sottovalutare la cosa. O forse, più semplicemente, lo hanno incastrato - procuratori, assistenti e burattini - e lui, al momento della firma, proprio cinque minuti prima del gong finale, non aveva capito bene per quale squadra stesse andando a giocare. Gli avranno detto: vai a Roma. Roma? Si, esatto. Allora firmo subito. Solo dopo le diciannove gli avranno spiegato che si trattava della Lazio.
Comunque sia i tifosi sono infuriati. La maggior parte. La minoranza invece vuole dargli una possibilità dicendo che da contestare sono i dirigenti e il Presidentissimo, no il ragazzo. Fatto sta che Lotito e Tare ne hanno fatto un'altra delle loro. Reja avrà il complicatissimo compito già da domani di gestire al meglio la situazione e tenere la squadra tranquilla. Arriva il Milan di Ibrahimovic. Dopo questa delusione ora conta solo il campo.

2 commenti:

Vincenzo ha detto...

Candreva secondo me è un buonissimo acquisto per voi, certo non vale gli altri nomi che sono circolati ma può fare bene.

JUVE 90 ha detto...

lotito e tare in queste trattative hanno veramente perso la faccia