30 nov 2011

Lo sfogo di un campione

Si sfoga, Djibril Cissè: «Non ho alcuna intenzione d’andar via, sono felice alla Lazio». Non scotta la panchina contro la Juve: «Ho giocato più degli altri,  assicura il francese a Lazio Style Radio, e con Reja c’è un ottimo rapporto. Il mister ha fatto solo una scelta». Domani sera toccherà al Leone Nero: «Bisogna vincere contro il Vaslui. L’Europa League è una competizione importante, arriveremo lontano. Cercherò di segnare per ripagare l’affetto dei laziali». Un gol per liberare l’aquila sulla pelle: «Ho un tatuatore personale, corre dalla Francia per me. Ho sistemato da poco il guerriero spartano sulla gamba destra, è in preallarme». Si cucirà la Lazio addosso, avrà cacciato la malinconia, chiuso quella sacca piena di scarpe “maledette”: «Se non segno nei primi 45 minuti, le cambio. Ne ho gettate diverse paia perché avevo fallito. Se vado bene invece, riutilizzo sempre gli stessi scarpini. Sono molto scaramantico, ho addirittura bruciato quelli dei due terribili infortuni». E’ sprofondato, s’è sempre rialzato. Ama le sfide, adora il pericolo. È un matto al volante, chiedete alla sua Bentley: è arrivata a Roma da Atene dopo un incidente a settembre 2010, 300mila euro di danni. Pezzi di cuore infranti. Perché Djibril le supercar (ben 18 in garage) le cura come fossero figli. Ha fatto le fortune di Elo, proprietario della TKO, società per la “personalizzazione” di auto di lusso a Nord di Londra: «Djibril, insieme a Eto’o, è il mio miglior cliente. Nove delle sue macchine sono passate dalla mia officina. Per ciascuna ha speso in media 45mila euro. Nell’Hummer bianca, rinominata “Angel Hummer” per le ali che riprendono il suo tattoo, ho istallato 9 schermi. Nel Dodge una poltrona massaggiante e una consolle da dj. In una ho disegnato sul cofano il volto di sua figlia». Llona-Celeste, 10 anni, nata da una precedente relazione. Con l’attuale moglie, la parrucchiera gallese Jude, ha altri tre figli, vivono a Liverpool. Djibril è spesso solo sulla Cassia. Un appartamento a Roma minimal style con il solito tocco d’eccentricità: i piatti da dj nel salone, una poltrona argentata, le stampe dei suoi film preferiti (Pulp Fiction, il Padrino, Scarface). Trenta paia di sneakers ai piedi del letto e i vestiti più curiosi sparsi qua e là. Perché Cisse è pure stilista — ha una linea personale, la “Klubb 9 Nine” — e rivela: «Non m’interessa la marca. Riutilizzo in controtendenza abiti di 4 o 5 anni prima». Ha sfoggiato un completo rosso brillante al suo primo matrimonio: «L’avevo promesso a mia madre, la mia guida. Ha cresciuto sette figli da sola dopo il divorzio, nella povertà, con una forza unica. E io ho senz’altro i suoi geni». I piedi di papà Mangue, ex calciatore scomparso due anni fa. Djibril il 2 novembre l’ha commemorato da Papa Ratzinger: «Ho partecipato alla messa e visto la Cappella Sistina». Cisse sacro e profano: dopo il video con Puff Duddy, reciterà nella clip della popstar greca Anna Vissi. S’intitola “Come la mia voce”, Cisse farà prima sentire il suo ruggito a Piatra Neamt al fianco di Klose, dietro Hernanes. Contro il Vaslui sarà 4-3-1-2 con Marchetti tra i pali; Konko, Diakité, Biava e Radu in difesa; Gonzalez, Cana e Lulic a centrocampo. Continua il calvario di Dias: uno scivolone lunedì gli è costato una distrazione del legamento collaterale interno del ginocchio destro. Tre settimane di stop, tornerà nel 2012. 
(la repubblica)

1 commento:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Personaggio decisamente eccentrico, ero curioso di vedere quale sarebbe stato il suo impatto sul calcio italiano, non capisco perchè dopo un buon inizio si sia eclissato così, comunque c'è tutto il tempo perchè il francese si riprenda e dia il suo contributo alla causa laziale...ciao!