08 nov 2011

La rivelazione biancoceleste: Senad Lulic.

L’esterno mancino bosniaco in un’intervista per il portale locale Sportsport e riportata dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato dell’importanza di mettere minuti nelle gambe: “Non è la prima volta che gioco a destra, mi è capitato spesso in Nazionale – ha dichiarato Lulic – . L’importante è scendere in campo il più possibile. Il momento della Lazio? In Europa la fortuna non ci sta aiutando. In campionato, invece, abbiamo fatto un bel balzo in avanti. Giocare ogni tre giorni non è facile, ma più si va avanti, più il nostro gioco migliora.”Lazio. “Ho ancora nella mente il derby. In quei novanta minuti la città è spaccata. Siamo riusciti a vincere, interrompendo una serie di cinque sconfitte consecutive. Non scorderò mai la felicità dei nostri tifosi, era senza limiti. Quando sono arrivato a Roma tutti mi parlavano del derby, di quanto fosse importante e mi raccontavano di partite memorabili contro i giallorossi. Credo sia il destino comune di chiunque venga a giocare a qui”. E’ arrivato dalla Svizzera, lo conoscevano in pochi. Ha firmato un contratto di cinque anni e si è ambientato subito. Vuole vincere in maglia biancoceleste, è questa la sua aspirazione. “A Roma sto bene, ho trovato una casa in affitto vicino allo stadio -ha dichiarato a Dnevni Avaz-, ho un contratto lungo ma è troppo presto per comprare casa. Il calcio è strano, non sai mai quello che ti aspetta. Io sono entusiasta di essere arrivato alla Lazio, tutti mi hanno accolto benissimo, i miei obiettivi sono gli stessi del club: vincere il prima possibile”. Nella Città Eterna è arrivato con la moglie, con cui condivide i pochi momenti di libertà dal calcio: “Lei mi dà un grande supporto, siamo sposati da un anno e prima eravamo fidanzati da sei.  Preferisco non dire altro, perché non mi piace parlare della mia vita privata. Certo è che il calcio ti toglie molto tempo, sei spesso in viaggio e non c’è spazio per le cose normali come dormire un po’ più a lungo o uscire con gli amici. Ma per queste cose ci sarà tempo più avanti, non ho fretta”. Da una Bosnia lacerata dalla guerra si è trasferito giovanissimo in Svizzera. Qui ha cominciato a vivere di calcio: Bellinzona, Grasshopper, Young Boys. La squadra di Berna è stato il trampolino verso il grande calcio. “Arrivare in Svizzera per me è stato un grande cambiamento. Ho fatto molti sacrifici per giocare a calcio e questi alla fine hanno pagato. La mia completa affermazione l’ho vissuto allo Young Boys sotto la guida di Petkovic. Lui mi ha dato la possibilità di tirare fuori tutte le mie qualità”. Proprio con lo Young Boys fu protagonista nel preliminare di Champions League, l’anno scorso, quando con una doppietta firmò la vittoria sul  Tottenham. “Quella partita mi aprì le porte della Nazionale e quindi posso dire che è stata una sorta di svolta nella mia carriera”.

1 commento:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Non lo conoscevo assolutamente, si sta rivelando un acquisto azzeccatissimo, non solo duttile ma bravo anche tecnicamente come dimostra il gol di Cagliari, la coppia Lotito-Tare ultimamente non sbaglia un colpo vero yashal?:-)))
Ciao!