19 set 2011

Reja sì, Reja no. Il tecnico si dimette ma...

 Reja ha dato le dimissioni? Si, no, forse, boh!
Si è tinto di giallo il pomeriggio a Formello, durante la seduta di allenamento diretta - tra la l'altro- da Lopez, vice di Edoardo Reja. Secondo alcuni organi di stampa l'allenatore biancoceleste, dopo lo sfogo di ieri ("Sono stanco dello scetticismo e delle critiche che ci sono attorno a questa squadra"), in serata avrebbe preso la decisione di mollare tutto. La comunicazione al Presidente sarebbe avvenuta durante un vertice nel centro di allenamento davanti alla squadra.
Lotito dopo aver ascoltato i malumori del suo tecnico, avrebbe respinto con forza le dimissioni. Confermando la fiducia insieme a tutto il gruppo di giocatori.
Sono voci che si sono diffuse in serata e sono state riportate dai più autorevoli siti di informazione sportiva. Anche se il patron biancoceleste - come si usa fare in questi casi - intercettato al telefono ha cercato di smentire tutto: "C'è chi mette in giro notizie false e destabilizzanti per arrecare danno alla squadra e alla società. Oggi sono tornato a Formello dopo la fine del mio periodo di inibizione di 44 giorni, che mi ha impedito di svolgere il mio ruolo di dirigente sportivo. Ho incontrato la squadra e il tecnico per fare il punto. Ci siamo chiariti sulla situazione, sul progetto e sulle prospettive, ma non c'è stato altro. Intendo quindi combattere questo sistema, che con voci e notizie artatamente false tenta di avviare un processo di destabilizzazione."
Sarà ma la situazione non è certo delle più serene. La sconfitta contro il Genoa ha fatto arrabbiare i tifosi e la stampa locale, che a Roma, si sa, non è mai equilibrata. O sei un fenomeno o non vali niente. Non ci sono mezze misure. Reja, arrivato in un freddo pomeriggio di Febbraio per scacciare il fantasma della retrocessione, è passato da padre spirituale, guru e uomo d'esperienza a brocco, vecchio, incopetente che non capisce di calcio. Colpa anche (soprattutto) degli ultimi derby persi. Poco importa che l'anno scorso sia arrivato a un passo dalla Champions, perchè la Lazio doveva arrivare in quella Champions. Ora, dopo aver detto in estate che questa squadra sarebbe stata capace di lottare per il titolo, dopo aver preso Klose e Cissè e mandato via Zarate, Reja si ritrova sull'orlo di un baratro. Il suo progetto, disegno tattico, idea, stenta a decollare. La piazza rimpiange Delio Rossi, si chiede perchè - una squadra che domina un tempo contro Milan e Genoa - poi, all'improvviso, crolla e diventa la brutta copia di se stessa. Ferma e impallata. Stanca, con il fiatone, già dopo quindici minuti del secondo tempo. La colpa forse è anche di Reja. Ma, come spesso succede in questi momenti di crisi, non è solo sua.
E' evidente che la squadra, schierandosi con il 4-2-3-1, risulta squilibrata. Cissè, sulla fascia, non torna mai ad aiutare il terzino sinistro, Hernanes, costretto a indietreggiare, perde smalto in avanti (infatti è irriconoscibile), Mauri copre, ma non basta. Non può correre solo Brocchi per tutta la partita dietro gli avversari. L'anno scorso avanti giocava Floccari e spesso partiva dall'esterno (come Cissè) lasciando a Zarate la posizione di centravanti. Lui, a differenza del francese, ripiegava sempre in difesa aiutando Radu in copertura.
In più, lo scorso anno, a destra c'era un terzino difensivo come Lichtsteiner che garantiva il giusto equilibrio. Il suo posto è stato preso da Konko, uno che a Genova faceva la fascia, si, ma con una difesa a tre e che a Siviglia era la riserva di Jesus Navas, ala d'attacco. Si vede che quello del terzino non è il suo ruolo. E Reja? La squadra, volendolo nello spogliatoio gli ha confermato fiducia e già dalla gara contro il Cesena giocherà per fargli un regalo, costi quel che costi. Aspettiamoci anche cambiamenti tattici, proprio a favore di un maggiore equilibrio. La sensazione è che uno tra Hernanes, Cissè e Klose ne farà le spese. Molti pensano - viste le ultime prestazioni - ad un'esclusione del brasiliano, vero, anche se non escluderei un'altra ipotesi: fuori Klose e Cissè centravanti con l'inserimento di un laterale come Gonzalez.
Tutti aspettavamo la coppia d'oro, la sensazione è che per il bene della squadra debba giocare o l'uno o l'altro, altrimenti sarà inevitabile subire due gol in ogni partita.

1 commento:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

No dai...sarebbe un delitto mandare in panchina uno tra Klose e Cissè, in un modo o nell'altro bisogna trovare il modo di farli coesistere, di trovare il giusto equilibrio...
Anche a me Reja non piace ma risultati alla mano cosa gli si può imputare?
Salvezza raggiunta il primo anno, Champions sfiorata il secondo, capisco qualche critica ma il modo in cui buona parte dell'ambiente biancoceleste lo sta trattando è assurdo oltrechè controproducente...ciao!