16 set 2011

...quella semplice regola non scritta.

Lazio 2 Vaslui 2
Mai sottovalutare l'avversario. Soprattutto in Europa. E' una delle leggi non scritte del calcio. Il rispetto o no di questo semplice comando è ciò che fa la differenza tra una squadra vincente e una che lo vuole diventare. Come la Lazio di Reja, che debutta pareggiando 2 a 2 contro i rumeni del Vaslui. Squadra tecnicamente inferiore e data per spacciata alla vigilia. Eppure, questi "sconosciuti", tornano dall'Olimpico con un punto, dopo essere stati in vantaggio fino a venti minuti dalla fine. Questione di concentrazione.
Si, perché i biancocelesti, dopo essere andati in vantaggio con un penalty di Cissè - quarto gol stagionale per lui - hanno avuto un calo di tensione, convinti, inconsciamente, che il più era stato fatto. Banale errore di calcolo. Perchè il Vaslui (terza nel campionato di Romania) non solo trova la rete del pareggio ma anche quella del provvisiorio 2 a 1 (doppietta di Wesley). In mezzo alcune occasioni sprecate da Rocchi e compagni e l'espulsione di Zauri (sul punteggio di parità che ha causato il calcio di rigore del vantaggio ospite). Poco importa se nel finale Kozak ha stampato sulla traversa la rete del possibile sorpasso, perché contro un avversario sulla carta abbordabile, in casa, davanti ai propri tifosi, i biancocelesti avrebbero dovuto mettere in cascina i tre punti. Invece, dopo il gol di Cissè c'è stato un calo generale e il Vaslui - venuto all'Olimpico solo per difendersi - minuto dopo minuto ha preso fiducia e creato non poche difficoltà ai Reja's boys, sfiorando di un soffio una clamorosa impresa.
Qualcuno potrebbe pensare che sul risultato negativo abbia anche influito il turnover: fuori Klose, Hernanes, Mauri (infortunato), Konko, Biava, Brocchi e dentro Rocchi, Diakitè, Gonzalez, Matuzalem, Sculli e Lulic per un propedeutico 4-4-2. Non è così, perchè le "riserve" non erano certo inferiori alla miglior formazione dei rumeni. A pesare è stata un'altra prova negativa della difesa e un centrocampo lento e previdibile, incapaca di servire con continuità le due punte. Sono mancati gli inserimenti di Mauri e le accellerazioni di Hernanes. Zauri è stato il peggiore in campo (non solo per il rosso), così e così Rocchi che ha rimandato l'appuntamento con il 100° gol in maglia biancoceleste. Bene Cissè, Sculli e Ledesma.
Abbiamo fatto quei10-15 minuti del secondo tempo in cui non eravamo sicuramente pimpanti come nel primo - ha spiegato Reja a fine gara - siamo andati sotto, poi devo dire che c’è stata una grande reazione e per come si erano messe le cose ritengo il risultato importante. Peccato per l’espulsione, in inferiorità abbiamo fatto fatica: ci aspettavamo di fare bottino pieno, anche se loro sono avanti di condizione la nostra qualità è superiore. Dobbiamo capire che in Europa nessuna partita è scontata, ci servirà di esperienza: dobbiamo avere più intensità, più concentrazione e buttare dentro le occasioni che creiamo”. Sarebbe bastato seguire quella semplice regola non scritta che nel calcio fa la differenza tra una squadra vincente e una che sta cercando di diventarlo.

2 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Non c'è niente da fare, questa Europa League non riesce a scaldare nè i tifosi ( ho letto di soli 15 mila presenti all'Olimpico ) nè tantomeno i giocatori che l'affrontano con lo stesso impegno della classica amichevole infrasettimanale!
Peccato perchè una vittoria vi avrebbe già lanciato, ora bisognerà non commettere più passi falsi se si vuole passare il turno...ciao!

Reyjam ha detto...

Sembra un dejavù. Come tutti gli anni le italiene in Europa partono male. 1 vittoria, 2 pareggi e 1 sconfitta non sono motivanti. Oltrettutto l'Europa League è una coppa poco sentita in Italia e non ne comprendo il motivo. Abbiamo già perso un posto in Europa. Spero che non ne perderemo altri.

Reyjam.