06 set 2011

Beppe Favalli da biancoceleste a rossonero.

In campo, da Carlo Ancelotti, venne ribattezzato “Il Professore” per la sua impeccabile precisione in qualsiasi situazione difensiva. Difficilmente infatti si poteva vedere Giuseppe Favalli sbagliare una diagonale o un movimento di copertura del compagno, e nell’occasione, non disdegnava nemmeno qualche discesa sulla fascia con tanto di cross perfetto per i compagni in area. Lazio e Milan sono le squadre che per forza di cose sono entrate nella sua storia di uomo e di calciatore e questo venerdì saranno proprio loro ad affrontarsi e a dare finalmente il via a questa nuova stagione. Ed è proprio Beppe Favalli a parlare di questa gara e del campionato in generale in un'intervista rilasciata al Messaggero riportata in un articolo a firma di Gabriele De Bari: «Un inizio con i botti. Davvero una bella sfida per cominciare, per tornare a giocare, dopo lo sciopero e le polemiche. Prevedo una gara molto particolare, sia per il valore dei protagonisti, sia perché è quella che apre la stagione e i valori sono ancora da decifrare».
Il Milan campione contro la Lazio sempre più ambiziosa. «Vedo ancora i rossoneri più forti, in virtù dell’organico di grande livello, dell’esperienza e della classe di alcuni campioni che possono far valere il loro peso nell’economia di un incontro. Però la Lazio rappresenta un avversario molto pericoloso per i rossoneri, in grado di fare anche il colpaccio».
La Lazio dovrà sfidare anche la tradizione negativa. «Partita aperta e pronostico in certo. La condizione atletica avrà un effetto decisivo. Mi piace molto la squadra di Reja perché è stata rinforzata in modo concreto, con elementi di spessore internazionale. Vedo una formazione con maggiore personalità, esperienza e forza offensiva, in grado di giocarsela anche a San Siro, pur con i rischi che questa trasferta comporta».
Quali sono i calciatori che possono mettere in difficoltà il Milan? «Sicuramente Klose e Cisse su tutti. Hanno qualità tecniche e senso del gol, attaccanti abituati a disputare sfide di alto livello in campo internazionale. Saranno all’esordio nel nostro campionato e vorranno dimostrare subito di essere personaggi di prima qualità, oltre che acquisti importanti».
Il popolo laziale sogna una grande notte a San Siro, dopo 22 anni di attesa. «Penso che ci siano le possibilità per spezzare il tabù».
Proprio gli innesti di Klose e Cisse hanno riportato entusiasmo nella tifoseria prima della dolorosa cessione di Zàrate. Ora si pensa a un campionato di vertice. «Magari non lotterà per lo scudetto, però si piazzerà nelle prime tre posizioni e andrà in Champions League».
Come valuta la partenza di Maurito? «A livello tecnico rappresenterà certamente una perdita importante, perché ci sono pochi calciatori del suo talento e delle sue caratteristiche. Ma forse si era rotto qualcosa nello spogliatoio, qualcosa che non conosco e che ha portato alla sua cessione».
Che stagione si aspetta dall’argentino? «All’Inter saprà riscattarsi. Troverà nuovo ambiente e nuovi stimoli per dimostrare che è sempre un calciatore di valore».
Che effetto le fa vedere ancora Nesta in campo, dopo averci giocato insieme per tanti anni. «Nella Lazio ho conosciuto un difensore inimitabile, uno dei migliori nella storia del calcio italiano, oltre che un ragazzo straordinario. Al Milan l’ho ritrovato migliorato sotto il profilo mentale, ancora più forte. Alessandro rappresenta un esempio che, nonostante i guai fisici che ha sempre dovuto sopportare negli ultimi anni, riesce sempre a essere competitivo ai massimi livelli. Per lui, laziale doc, sarà una partita del tutto speciale».
Quale è il ricordo più bello dei suoi 12 anni in biancoceleste? «Nella Lazio sono arrivato giovanissimo, nel 1992, sono diventato un calciatore importante, sono cresciuto, ho vinto. I ricordi sono tanti. L’esordio all’Olimpico, lo scudetto, la prima gara con la fascia da capitano. Però scelgo la giornata che sono tornato da ex con la maglia dell’Inter quanto tutto lo stadio mi ha regalato un applauso interminabile. Un’emozione unica, roba da brividi, momenti che non si dimenticano. Voglio ancora ringraziare tutti i tifosi laziali ai quali sono molto affezionato».
Dopo la lunghissima parentesi laziale, ha messo le radici in città. «Mi sono subito trovato bene e ho quindi scelto Roma come residenza. Pur essendo legato anche al Milan tifo Lazio e, quando posso, vado all’Olimpico».
Cosa c’è nel futuro di Favalli? «A ottobre comincerò il corso allenatori, perché mi piacerebbe restare nel mondo calcistico».

fonte laziosiamonoi

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