23 mag 2011

Il poker più amaro mentre il Milan passeggiava. Lecce 2 Lazio 4

 Lecce 2 Lazio 4
Il Milan passeggia per 90 (vergognosi) minuti al Friuli. Bastava un pareggio per regalare l'Europa all'Udinese. Così è stato; uno squallido 0-0 per non rovinare la festa dei campioni d'Italia. Ai biancocelesti non resta che l'amaro in bocca. Non è servito battere (onestamente) 2-4 il Lecce di De Canio. Così dopo una stagione da incorniciare gli uomini di Reja dovranno accontentarsi dell'Europa league, magro bottinom se si pensa alle occasioni perdute. Prima di commentare Lecce-Lazio vorrei spendere giusto due parole per la partita vista ieri al "Friuli". Il Milan non si giocava nulla, cara yashal, penserete. Sì, ma vedere i campioni d'Italia camminare in mezzo al campo, ad ogni occasione buona per offendere, tornare indietro e palleggiare, non è stao un buon esempio di calcio. Nell'ultima mezz'ora quando ogni singolo giocatore e tifoso laziale aspettava solo la rete dei rossoneri, osservare come i 22 in campo se la ridevano e su ogni contrasto si abbracciavano, non è stato un buon esempio di calcio. Sì, la Lazio ha perso la sua occasione contro gli stessi avversari, contro Inter e poi Juventus ma ha vinto onestamente gli ultimi due match con un Lecce che si è arreso solo dopo l'espulsione nel secondo tempo del suo portiere per netto fallo su Tommaso Rocchi. Vedere a Udine gli applausi per i rossoneri, la passerella a fine partita delle due squadre, non è stato un buon esempio di calcio. Mi fermo qui perchè non avrebbe senso continuare. Torniamo indietro: A Lecce il clima è quello di festa. I salentini sono un popolo caloroso, e quando c'è da festeggiare diventano esplosivi. Così tra cori, striscioni e qualche fischio per gli avversari ha inizio l'ultimo atto di questo campionato 2010-2011.  La Lazio parte subito forte, rischiando di passare in vantaggio dopo pochi minuti con una spizzata di testa di Rocchi che si spegne sul fondo. E' lui l'uomo in più dei biancocelesti. Preferito anche questa domenica a Sergio Floccari. Al 7’ il capitano non sbaglia: riceve palla sul filo del fuorigioco e in volata infila Benassi (prima da titolare) con un preciso diagonale mancino. Come è ormai abitudine di questo campionato, la squadra di Reja una volta in vantaggio lascia clamorosi spazi agli avversari che riescono a schiacciarci per 10 minuti nella propria area di rigore. In difesa Biava e Dias hanno molto lavoro da svolgere: Dias sventa con mestiere un’azione in area al limite del calcio di rigore, mentre un minuto dopo si supera su una botta volante di Piatti da posizione ravvicinata respingendo quasi sulla linea di porta a Muslera battuto. Biava risponde facendo muro contro i giallorossi scatenati. Break Lazio: al 29’ Tommaso Rocchi, servito intelligentemente da Hernanes, ha una metà campo da percorrere da solo, ma dopo il dribbling su Benassi, sporca il sinistro permettendo a Giacomazzi di rientrare e spazzare al limite. Goal mangiato, goal subito: Pallonetto volante di Coppola su lancio da trequarti e Muslera scavalcato dopo un’uscita da dimenticare. La risposta dei biancocelesti non si fa attendere:  uno-due al limite tra Zarate e Rocchi con l’argentino preciso nel diagonale di destro a infilare l'estremo difensore. Aaaaah! se solo Rocchi fosse tornato in forma qualche domenica fa. Se solo non avessimo perso punti contro le così dette piccole. Basta! Non si piange sul latte versato. Il match: Le azioni sono continue, Lazio prima, Lecce poi. Non si ferma nessuno. Al 41’ è ancora Lecce: cross dalla destra che attraversa tutta l’area e permette dall’altra parte a Piatti di stoppare e infilare Muslera con un diagonale dalla precisione chirurgica. Finisce 2-2 il primo tempo. Qui Lecce, qui si gioca davvero. Qui Udine, qui si continua a palleggiare. Nel secondo tempo i giallorossi devono arrendersi di fronte ad una squadra che ci mette l'anima per non avere rimpianti. Nella prima azione biancoceleste esattamente dopo 10 minuti di gioco, i padroni di casa sono costretti all’inferiorità numerica per il fallo da rigore di Benassi sullo straripante capitan Rocchi. Zarate batte il penalty e insacca per il nuovo vantaggio. Il Lecce non si abbatte anzi continua a correre. Questo per dimostrare quanto si sia mertitata la permanenza in seria A. Ma questa volta non è un errore del portiere ma di un difensore a penalizzarlo di nuovo. Vives svirgola nella propria porta su corner di Zarate. La partita si attenua col passare dei minuti e l’inferiorità numerica del Lecce contribuisce ad addormentare una gara ad alta spettacolarità per un’ora abbondante. Non succede più nulla. La Lazio torna a casa ferita nel morale, il Lecce festeggia la meritata permanenza mentre le urla di gioia da Udine diventano assordanti per il popolo biancoceleste. Amaro poker, questa volta. Grazie ragazzi per averci regalato una stagione così piena di emozioni. Vorrei concludere questo campionato o meglio questo post con una frase che ho sempre amato recitare:
"Essere laziale è qualcosa di speciale, diverso dalla massa. E' stato l'istinto a spingermi verso i colori biancocelesti e la passione per l'aquila, un animale affascinante, regale, fiero." P. Di Canio.

3 commenti:

Vincenzo ha detto...

Beh peccato che abbiate fallito all'ultimo la Champions, ma comunque potete ripartire con l'Europa League, sicuramente una competizione più vicina al valore della vostra rosa, per cui potrete fare bene anche in europa l'anno prossimo.

Ciao!

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Bè cara yashal anche l'anno scorso Lazio-Inter non fu proprio una partita limpida: o gridiamo allo scandalo SEMPRE oppure quando tocca a noi accettiamolo, il calcio è,giusto o sbagliato che sia, anche questo...
Venendo alla Lazio comprendo il tuo rammarico, l'Europa League è una magrissima consolazione, una competizione che per come è attualmente strutturata è più dannosa che altro, cmq l'anno prossimo con un paio di ritocchi potrete riprovare a dare l'assalto alla Champions, magari con una nuova guida tecnica anche se leggo che Reja verrà confermato...ciao!
P.S: Rocchi alla fin fine l'ha butta dentro sempre, averlo spesso emarginato ( e con lui Kozak ) è stata una mossa alquanto discutibile, specie per avergli preferito un cadaverico Floccari...

yashal ha detto...

Si Andre prima di scrivere avevo pensato alla così detta partita: oh noooo! dello scorso campionato. Ma l' era una questione divera era la Roma nessuno al posto nostro avrebbe combattutto come dannati. Pensa se ci fosse stato il Genoa per far vincere lo scudetto alla Samp e viceversa. Roma Lazio è un campionato nel campionato MAI avremmo regalato punti ai cugini. Per il resto assolutamente d'accordo. Reja verrà quasi sicuramente confermato. Ho paura che a questo punto andrà via Zarate. ciaooo