03 mag 2011

Come crollare sul rettilineo finale. Lazio 0 Juve 1.


Serata storta, incidente di percorso, fatalità, chiamatela come volete questa beffarda sconiftta casalinga contro la Juventus. Bestia nera, più che bianconera, fortunata e abile, come all'andata, a trovare la rete decisiva nei minuti finali, al termine di una partita, dove, tranne qualche raro sprazzo, a dominare è stata la Lazio. Che poi anche i biancocelesti abbiamo fatto pochi tiri in porta, è un altro discorso. Ma soprattutto nel primo tempo, è stata la squadra di Edy Reja a tenere la palla, a cercare di giocare e creare azioni da gol. Invano, perchè Floccari non si è mai trovato veramente in posizione ottimale per calciare e le uniche opportunità sono passate sui piedi e sulla testa di Brocchi, uno che più che finalizzare, è portato, per naturale propensione, a difendere e a spezzare il gioco avversario. Questione di motivazioni, dirà qualcuno, a proposito di una Lazio più propositiva - e scusate il gioco di parole - dei bianconeri. Che a giocare, invece, non hanno pensato affatto. Presi, più che altro a picchiare, o togliere la palla con le buone e con le mani (vedi intervento di Chiellini e sacrosanto rigore consequenziale). Con un Matri isolato in avanti, che ad un certo punto, al minuto 36, per un rinvio errato di Lichsteiner, per poco, non andava ad esultare.
Ha vinto la Juve. Con un tiro di Pepe (!) deviato da Scaloni nel finale. Precisamente all'86', sei minuti dopo un'ingenua espulsione di Ledesma - già ammonito atterra Felipe Melo a centrocampo - che ha costretto i suoi compagni a giocare in dieci, facendo perdere letteralmente la testa - e non nel senso di ira, ma di follia pura - a Edy Reja. L'allenatore friulano non ci ha capito più nulla. Bisogna dirlo. Prima ha tolto l'unico biancoceleste veramente in palla, Zarate, inserendo un initule Bresciano, degno di nota solo per quel calcio d'angolo spedito in fallo laterale nell'ultima azione della partita, talmente sconfortante che ha fatto venire da ridere, più che da piangere. Poi, non contento di ciò, Edy ha inserito Kozak al posto di Brocchi, sperando in un cross dal fondo o da corner (doveva avere una fiducia smisurata in Bresciano, però) che non sono mai arrivati. Hernanes si è fatto notare solo per un bolide parato da Buffon al 23' del secondo tempo e per qualche passaggio a due chilometri orari per il compagno più vicino. Nulla più.
Ha vinto la Juve, dunque e di conseguenza ha perso la Lazio. Ed è il secondo stop consecutivo. Questa è la nota negativa della serata. La Roma è a - 1, l'Udinese anche. Quella positiva è che nonostante da due settimane la squadra non coglie punti, in classifica è ancora al quarto posto.
Superfluo dire che domencia ad Udine ci si gioca la Champions League, considerando anche il fatto che la Roma ospita il Milan campione d'Italia (cosa sarà mai un solo punticino?).
Dopo la serata dell'Olimpico resta l'amaro in bocca, il sapore della beffa. Qualcosa che ha che fare più con il rammarico, rimorso che con la delusione. Contro questa Juventus bisognava vincere. Avere più cattiveria, forse, più determinazione. Vero che i bianconeri, tranne che nei primi minuti della ripresa, hanno giocato pensando solo a difendere lo 0 a 0, ma - proprio per questo loro status mentale - si poteva e si doveva osare di più. Certo, da qua è fin troppo facile parlare, ma la sensazione è che non si è fatto abbastanza per portare a casa i tre punti. Per esempio, perchè non inserire prima Kozak? Perchè continuare a far giocare un Brocchi palesemente incocludente da esterno sinistro, quando Gonzalez lo poteva sostituire egregiamente? (andrebbe aperta una parentesi su Gonzalez - e la apro -  uomo in più e poi ad un certo punto dimenticato in panchina dal suo tecnico, perchè?). Anche in inferiorità numerica  perchè arretrare la squadra in quel modo. Che differenza c'era tra 1 punto e 0 punti?
Peccato. Con la Juventus le cose non girano mai per il verso giusto. Sarà cabala o fatalità, quest'anno è andata così. Serve il pronto riscatto, sarebbe un delitto non arrivare quarti in classifica o peggio farsi superare dall'altra squadra di Roma, dopo una stagione del genere.
Come si fa a crollare proprio sul rettilineo finale?

2 commenti:

Entius ha detto...

Dovete subito rimettervi in careggiata. Non vorrete mica lasciare il quarto posto ai cugini?

Emanuele ha detto...

Ho visto l'intero incontro e ho mangiato rabbia come tutti voi, si è giocato a una porta sola, senza considerare l'arbitro (Chiellini su Floccari, rigore e rosso...), incredibile quella beffa finale.
Forza Lazio, il quarto posto è il minimo, l'unico dubbio è la Roma (nuova proprietà...la penso anch'io come Lotito...).
Un saluto.