02 mar 2011

Claudio Lotito ai microfoni di Lazio Style Radio:

Ecco quanto afferma il presidente Claudio Lotito, intervenuto direttamente ai microfoni di Lazio Style Radio  «Si tratta di un atteggiamento di analisi molto superficiale. Non si può parlare di squadra rinunciataria, quando questa ricopre la quarta posizione in classifica con ancora una parte di campionato da giocare», ha detto il patron biancoceleste che si è poi soffermato sulla partita del Sant’Elia: «La sconfitta di Cagliari è stata frutto di un episodio sfortunato. Lo stesso Donadoni ha confermato che la la Lazio è stata l’unica squadra a metterli veramente in difficoltà. Il Cagliari ha meritato di vincere perché ha fatto la sua partita ma è evidente che non sia riuscito a tirare mai in porta. C’è stato solo quell’incidente e per il resto si è vista solamente la Lazio. Purtroppo non siamo riusciti a concretizzare ma i gol a volte dipendono anche dall’occasione di buttarla dentro. Non ci siamo riusciti ma non perché manchino i campioni ed il fatto di avere giocatori che tutti ci chiedono e ci invidiano come Floccari, Zàrate, Rocchi, Kozak, Hernanes ci fa avere belle speranze per il futuro. Sicuramente ci saranno occasioni per potersi riscattare».
Dopo il match di Cagliari è sceso negli spogliatoi, come li ha trovati i ragazzi? «Li ho trovati bene, convinti, determinati. È un gruppo molto affiatato che ha bisogno del sostegno delle persone se non ci credono i tifosi nelle loro potenzialità perché dovrebbero crederci loro? Guardate il pubblico del Napoli, quello è un valore aggiunto ed un sostegno in più. Noi oggi invece abbiamo una squadra che gli stessi tifosi contestano anche immeritatamente visto che siamo quarti in classifica manifestando una buona qualità di gioco. C’è bisogno della gente per renderli più motivati, più volitivi anche se a volte non abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati a livelli di gara. Ritengo che la Lazio abbia tutte le potenzialità per confrontarsi con chiunque se sostenuta dalla sua gente».
La Primavera oggi è uscita con il Parma dal Torneo di Viareggio ma comunque ha dimostrato di avere una squadra in salute con elementi importanti. «Penso di aver allestito una squadra competitiva e lo dimostra la posizione in classifica che ricopre. La società sta investendo sul settore giovanile, anche a livello strutturale con la costruzione di altri campi di allenamento per poter far stare insieme tutte le squadre del settore giovanile che altrimenti adesso sono dislocate per il territorio. L’obiettivo è mettere i nostri gioielli nelle condizioni di poter crescere in sintonia con la prima squadra. Abbiamo tanti giocatori attualmente militanti nella Primavera che hanno delle potenzialità e che sicuramente saranno protagonisti in futuro nella prima squadra».
Vorremmo delle sue considerazioni sulle dichiarazioni fatte ieri da parte di Francesco Storace sul fatto che lei tifa Roma: «Rispondo che sicuramente alle invenzioni uno non deve rispondere. Capisco che è una provocazione ed essendo lui un tifoso della Roma vorrebbe che tutti fossero come lui. Non nascondo che la famiglia di mia moglie è romanista e che mio suocero e mio cognato siano stati azionisti della Roma. Additarmi fedi calcistiche che io non ho avuto è di cattivo gusto. Io ho sempre tifato Lazio da quando ho l’età di sei anni. Storace vorrebbe in qualche maniera strumentalizzare, anche perché all’epoca fu un sostenitore della mia candidatura a presidente della Lazio. Ed i fatti dicono che la scelta all’epoca non fu sbagliata visti i risultati. Dire che sono tifoso della Roma non è giusto, va ad enfatizzare con i colori giallorossi anziché biancocelesti il lavoro che ho fatto finora e che è stato riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale. Tra l’altro non è neanche la prima volta che escono cose del genere. Ho visto che girano delle foto con me in maglia giallorossa. Sono delle invenzioni totali. Chi mi conosce da quando sono bambino sa perfettamente quale è la mia fede. Non l’ho mai rinnegata e la rivendico con orgoglio assoluto - perché come sottolinea il presidente essere della Lazio significa anche mantenere un determinato stile di vita – Essere laziali significa credere in determinati valori, i colori biancocelesti che sono i colori delle Olimpiadi. Ciò significa gruppo, sacrificio, umiltà. Valori che non fanno parte di altre squadre che rappresentano arroganza e spocchiosità. Sono valori nei quali crediamo, che ci appartengono dal 1900, quando ancora la Roma non c’era, perché questo è il club che ha portato il calcio a Roma. Questo provoca un po’ di invidia».
Durante le riunioni nei mesi scorsi, lei infatti ha voluto enfatizzare che la Lazio è uno stile di vita. Ed è per questo che è stato scelto il nome Lazio Style. «A differenza di altre persone io faccio il presidente di una squadra di cui sono tifoso. Ed è la cosa più bella, perché quando c’è una passione autentica questa implica anche una grande responsabilità, ossia preservare questi valori per tramandarli ai giovani. Noi vogliamo che questi valori vengano assimilati nella vita quotidiani attraverso comportamenti che sono tipicamente laziali».
Nell’editoriale che ha scritto sulla rivista lei sottolinea una parola “Libertà”. Sono arrivate tantissime mail di tifosi della Lazio riguardo a parole di un ex giocatore della Lazio come Paolo Di Canio che ha detto che il Napoli è una società strutturata e che invece la Lazio è un corpo estraneo a questo campionato: «Avrei voluto vedere se lui queste parole le avesse detto quando indossava la maglia biancoceleste. Forse in questo momento è rappresentato da persone che gli hanno consentito di interpretare in modo diverso quella che è la lazialità. Queste cose dovrebbero far riflettere i tifosi per fargli capire che c’è chi si professa laziale solo per poterne trarre dei benefici. Queste stesse persone quando poi non sono più messe nelle condizioni di poterlo fare sono diventate nemici della Lazio. Io vorrei che la gente riuscisse a capire. Dire che la Lazio non merita questa posizione in classifica significa rinnegare i sacrifici e la propria lazialità». Infine il presidente chiude con un appello alla radio: «Diffondete a tutti, non per motivi commerciali, ma per mettere nella condizione a tutti quanti di conoscere l’unico mezzo di comunicazione che dà la comunicazione vera e reale, senza mistificazioni ed in totale libertà. Per mettere tutti nelle condizioni di conoscere quello che accade nel club ma anche quello che dovrebbero fare i tifosi per sostenerlo ed anche criticarlo ma costruttivamente e non a fini strumentali».

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