20 gen 2011

Fattore C e tutti a casa, Roma-Lazio finisce 2 a 1.


Roma - 19/01/2011 - Stadio Olimpico - TIM CUP 2010/2011 - Ottavi di finale - Roma vs Lazio - nella foto: ph. Ricci@Fotonotizia

Se il calcio fosse uno sport giusto - stasera-  avrebbe vinto la Lazio. Senza discussioni. Nettamente. Quasi facile. Per la mole di gioco prodotta, per il possesso di palla avuto, per i tiri dentro e fuori lo specchio della porta. Ma il calcio, questo "maledetto e bellissimo passatempo", tutto è tranne che uno sport giusto. Ed allora - a gioire - alla fine del derby di Coppa tra Lazio e Roma - è la squadra che ha fatto di meno per portare a casa match e qualificazione. La Roma. I giallorossi. Dominati dalla Lazio per tutto il primo tempo. Passati in vantaggio su calcio di rigore per un fallo di mano - l'ennesimo! - di Lichsteiner e rimontati subito da un altro penalty sacrosanto procurato da Zarate e trasformato da Hernanes. Ha vinto la Roma. Lo ha fatto con il punteggio di 2 a 1, grazie alla miseria di due tiri nello specchio della porta. E tanti rimapalli e tante - ma si! diciamolo pure...colpi di c... quel fattore che nel calcio e soprattutto dall'altra parte della capitale, è sempre determinante quando si parla di derby. Basti pensare alla rete decisiva di Simplicio, nata da una palla persa di Menez... roba da non crederci. Da studiare quasi scientificamente all'università di fisica, questo tanto decisivo e puntuale fattore c dei giallorossi.
La Lazio esce a testa alta. Altissima. Per l'ennesima volta. Con lennesimo amaro in bocca. Dopo i tre punti rubati in campionato, almeno stasera - i cugini - vincono solo grazie a quello straordinario potere del fondo schiena. E immeritatamente. Che si sappia, almeno questo. Anche se alla fine, tra qualche giorno, tutti ricorderanno solo il risultato e il non il modo in cui questo è arrivato.
Si parlerà di una bella Roma (??), di una Lazio che esce dalla coppa. Qualcuno farà lo stesso i complimenti agli uomini di Reja. Qualcun'altro no. E' così, da sempre. E fa male, ma non si ci può far nulla.
Solo fare un applauso agli undici biancocelesti in campo. A cominciare da Kozak, forse - insieme ad Alvaro Gonzalez - il migliore dei suoi. Il giovane attaccante della provvidenza ha dato filo da torcere a Juan e Mexes. Si è procurato punizioni. Ha tenuto palla, fatto rifiatare al squadra e messo sempre in affanno la retorguardia giallorossa. Generosità, cuore e anche buona tecnica e velocità. Se Reja gli concederà più spazio il ragazzo è destinato ad un brillante futuro.
Come già detto bene anche Gonzalez. Ottimo primo tempo, tanta corsa, tanti palloni recuperati conditi da qualche scorribanda offensiva pericolosa.
Quelli che sono mancati sono stati Zarate - bravo comunque a procurarsi il rigore - ed Hernanes, che ancora si concede troppe pause tra una giocata e l'altra.
La Roma? Due, massimo tre azioni d'attacco e due gol. Cinismo e fortuna. Roba da averne la nausea, ormai...
Peccato, era una partita che si poteva vincere perchè fino all'ultimo - con quel gran tiro di Bresciano, per esempio - il pareggio sarebbe potuto arrivare. E quando segni sul finale, di solito, poi, ai supplementari vinci tu. Vantaggio psicologico, lo chiamano.
Peccato, il gol non è arrivato per questione davvero di centimetri, come la semi rovesciata di Floccari sull'1 a 2, alta davvero di pochissimo. Resta il rammarico e la delusione. Usciamo - ed è bene ripeterlo - a testa alta. Anche perchè contro il fattore c del Signor Ranieri non si ci può fare veramente nulla. Anche se prima o poi questa maledetta fortuna passerà, e a vincere, alla fine, sarà la squadra più forte...
Queste le parole di Reja nel post partita: "La buona sorte gira sempre dalla parte della Roma, noi avremmo meritato di più: ma ho ritrovato la brillantezza della mia Lazio. La Roma ha sempre episodi a favore - ha detto a Rai1 il tecnico biancoceleste - noi no. Sul nostro rigore, Juan era ultimo uomo e poteva essere espulso. Ma le cose vanno sempre in un senso". Reja ha poi parlato dei continui rimproveri a Zarate. "Ha doti tecniche enormi, ma se non gioca per la squadra alla lunga prenderò provvedimenti".
Due parole ancora sugli scontri del pre partita. Un tifoso biancoceleste accoltellato e il pullman biancocelste colpito da un sasso che ha rotto i vetri procurando un taglio vistoso sopra l'occhio al team manager  Maurizio Manzini. Roba da delinquenti. Da animali mascherati da tifosi.
Mondobiancoceleste manda solidarietà al tifoso e allo storico team manager Manzini. Con la speranza che questi episodi non si ripetano più e che sul campo - al prossimo derby - a vincere sia la squadra che lo abbia meritato e non chi con due mezzi tiri fa due gol. Come visto stasera.
Ora l'importante è pensare a domenica. C'è il Bologna. Una bella gatta da pelare, soprattutto al Dall'Ara, soprattutto dopo aver perso una partita come quella di stasera. Ci sono in palio tre punti importanti...

4 commenti:

Vincenzo ha detto...

Mi spiace che siete usciti, ora concentratevi sul campionato.

Ciao.

JUVE 90 ha detto...

come al solito i tifosi romanisti si distinguono per la loro inciviltà, tutto il mondo li conosce come "quelli delle lame".
massima solidarietà ai laziali attaccati

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Le tifoserie romane sono violenti e incivili da entrambe le parti purtroppo...
La partita l'ho vista a sprazzi quindi mi viene difficile dare un giudizio, certo che nel derby vi gira proprio male però Radu su quel pallone ci è andato troppo molle...
Comunque mi è piaciuto Kozak, davvero un bell'attaccante, l'ariete che cercate l'avete già a Formello...ciao!

Entius ha detto...

Purtroppo nel calcio non sempre vince chi lo meriterebbe. Spero che nel derby di ritorno in campionato riuscirete a vendicare il colpo di c... di ieri sera e le ingiustizie del derby d'andata.
Ciao