11 nov 2010

Cotti, cottissimi. Addio primato!!!

 Cesena 1 Lazio 0
Va bene il turn over, va bene far riposare chi ha  giocato tanto, va bene dare spazio alle "seconde linee" e farle sentire parti integranti di un progetto, ma rivoluzionare completamente una squadra in vista della trasferta di Cesena è sembrato eccessivo. E il risultato nè è la prova. Anche perchè, quella del "Manuzzi", non era una trasferta come le altre. Ma la partita subito dopo un derby. La partita che avrebbe dovuto far rialzare i ragazzi dopo l'ingiustizia maturata tre giorni primi, in casa, contro la Roma. Era fondamentale ritrovare subito la vittoria e l'entusiasmo. Ed invece...
Fuori praticamente mezza squadra e dentro gente che non aveva mai giocato tra di loro. In un campo difficilie (dove, è bene ricordarlo, ci ha perso anche il Milan), contro una formazione assetata di punti. Fuori la qualità di Hernanes e Mauri, la forza atletica di Brocchi e  la spinta di Lichtstainer. Dentro Diakitè, Matuzalem, Bresciano e Foggia. Risultato? 1 a 0 per il Cesena. Tiro da fuori di Parolo (che se ci prova altre 100 volte spedisce la palla in curva, con tutto il rispetto), secondo ko di fila, vetta persa e morale sotto i tacchi. Per carità, non è colpa dei "nuovi entrati", ma questa sconfitta, piaccia o non piaccia, è frutto di quella di tre giorni fa. E' frutto ancora del derby.
Fatto sta che Edy Reja, impeccabile durante tutta la sua gestione, forse, ieri, ha commesso il primo grande errore della sua carriera, errore che aveva commesso anche nel derby.
Spieghiamo meglio.
Il turn over di Cesena non era dovuto tanto al bisogno di far riposare alcuni giocatori che avevano speso tanto, ma soprattutto ad un senso di "dovere" nei confronti del gruppo. Rendere tutti partecipi e pensare che cambiando i fattori il risultato sarebbe rimasto uguale. Anche nel derby la scelta di Rocchi per Zarate è stata spinta da questa "riconoscenza", come a dire: "Al momento sei una riserva ma il derby, che so che ci tieni, lo giochi...".
E' un errore, perchè la squadra e i suoi equilibri vengono al primo posto. Non si capisce perchè la formazione che ha vinto a Palermo non sia stata riconfermata nelle altre due partite successive, e il nervosismo di Zarate ieri alla sostituzione ne è un segnale.
Comunque sia, risultato a parte, è stata una Lazio meno brillante del solito. Stanca. Fiacca e spenta. Si sa, quando perdi un derby è davvero dura, poi, riuscire a rialzarti. Riprendere da dove avevi terminato.
Eppure se fosse entrato quel tiro di Foggia, invece di stamparsi sulla traversa, a quest'ora staremmo postando un commento totalmente diverso.
Ma questo è il calcio, ha volte va bene, a volte no. E' banale, ovvio, ma è così. Crudelmente. Colpa dei gufi, forse, a furia di parlare di Lazio fortunata, la sorte si sarà risentita e avrà già girato le spalle.
Non importa, perchè, nonostante tutto stiamo sempre parlando di una squadra SECONDA IN CLASSIFICA, DIETRO SOLO IL MILAN DI IBRA, PATO, NESTA, ROBINHO E CHI PIù NE HA PIù NE METTA, alzi la mano chi aveva previsto i biancocelesti così in alto dopo 11 giornate...
Ed allora il bicchiere è mezzo pieno.
Pensare di rimanere in testa fino alla fine forse era ed è un 'utopia, non tanto per la qualità degli undici titolari, per la bravura dell'allenatore, ma per un altro motivo.
Le grandi hanno quel qualcosa in più che fanno si che gli episodi decisivi, nei match equilibrati, vadano, quasi sempre, a loro favore. Alcuni, questo qualcosa, lo chiamano sudditanza psicologica, altri  potere politico.
Ecco, la Lazio, a differenza di Inter, Milan, Juve e Roma, non ha peso politico. Ed allora pensare di poter vincere un campionato diventa davvero utopico.
E non si azzardassero a dire che questa componente nel calcio non esiste, che gli errori alla fine si ricompensano, perchè non è vero.
Vedere il derby di tre giorni fa.
Vedere la sfida del Milan di ieri contro il Palermo.
Parliamo chiaro, non è un'accusa contro nessuno, anzi, è un peso politico che hanno i presidenti di quelle squadre che muovono più soldi. E' così in tutti i campi della vita. E anche nel calcio moderno.

Comunque sia, questo è un capitolo a parte.
Tornando a Cesena c'è da dire che forse, sotto sotto, Reja ha un pò sottovalutato gli avversari, ha pensato che avrebbe potuto vincere anche rivoluzionando la squadra. Così non è stato, lezione imparata.
La prova di maturità non è stata fallita, perchè non c'era nessuna prova. Qeusta squadra è forte e matura, altrimenti non ti ritrovi seconda in classifica dopo 11 partite.
Ora, l'importante è che lo capisca anche tutto l'ambiente. Bisogna che si tolga di testa il primo posto e affronti il resto del campionato con tranquilità e consapevolezza nei propri mezzi. Perchè la Champions è alla portata della Lazio e sarebbe un peccato, visto il potenziale della squadra e i punti e le imprese affrontate fino ad ora, buttare tutto all'aria per una sconfitta immeritata nel derby.
Ma in questo deve essere bravo l'allenatore. E' qui che dovrà risultare decisiva la sua esperienza. Perchè nulla è compromesso, e la stagione appena iniziata, dicono che sbagliando si impari, ecco è proprio questo che bisogna dimostrare.
Il destino domenica all'ora di pranzo mette di fronte ai biancocelesti l'avversario ideale per poter ripartire, per poter ritornare ad avere entusiasmo: il Napoli, quarto in classifica.
E considerando il fatto che c'è anche il derby di Milano...

Un'ultima battuta la vorrei spendere su alcuni "tifosi" sentiti ieri in tv (opinionisti e giornalisti) che dicevano: "lo sapevo che la Lazio sarebbe tornata giù, non sono sorpreso, anzi scendermo ancora più giù...." e così via con critiche e critiche.
Vorrei dire, a loro, che la Lazio ha fatto due mesi di grandissimo livello e ha perso il derby per delle ingiustizie e a Cesena per colpa di quelle stesse ingiustizie. Ci vuole rispetto, per Reja e per i giocatori che stanno facendo qualcosa di impensabile all'inizio della stagione. Conquistando prime pagine di giornali (da quando non succedeva?), apprezzamenti e risultati di prestigio.
Ci vuole rispetto e fiducia, solo questo.
Perchè poi, a fine stagione, sarebbe troppo facile salire tutti sul carro del vincitore, come se niente fosse.
Che l'aquila torni a volare, perchè, da quando non lo fa, ha smesso di farlo anche la squadra.

3 commenti:

Vincenzo ha detto...

Certo che Bartolo ha fatto un gol imprendibile per muslera.

Voi dovete fare il vostro campionato, senza porvi obiettivi e limiti.

E di quello che dicono i giornalistici, dovete sbattervene altamente, al più potete riderci su come ormai abbiamo imparato a fare noi.

Ciao yashal!

4EverInter ha detto...

Ciao yashall...
Forse mi sbaglio ma come giá fatto notare nei giorni scorsi la Lazio é troppo Hernanes dipendente !

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Non si avrà mai la controprova che non rivoluzionando la squadra non si sarebbe perso...quando si esce sconfitti per un gol del genere c'è poco da dire o da fare...
Su Reja devo dire che non mi è mai piaciuto, la sua duttilità tattica in questo inizio di stagione mi ha fatto però in parte ricredere ora spero che sia bravo a gestire questo piccolo momento di crisi...ciao!