7 ott 2010

Dove osano le aquile...!?

Dicono che quando stai tanto in alto, prima o poi, ti vengono le vertigini e la testa può girare da far male. Dicono che a quelle altezze, proprio lassù, dove volano le aquile, non è facile restarci a lungo. Ci vogliono nervi saldi e grande forza mentale, soprattutto per chi non c'è più abituato, per chi è da un pò di anni che non guarda tutti dall'alto. Dicono, "gli esperti", che alla fine i veri valori del campionato verranno fuori e quel posto da capolista verrà occupato da una delle due squadre di Milano. Quelle abituate, se non altro, a convivere con tanta altezza. Quelle che non soffrono le vertigini e che anzi, stanno male, per davvero, se non raggiungono la vetta. Forse, sarà così, forse alla fine, tra più di trenta partite, lo scudetto sarà affare privato di Inter e Milan, ma questo è il futuro. Ipotesi concettuale basata su una realtà ancora inesistente. Quel che conta, ora, è che al primo posto della classifica di serie A 2010 - 2011 c'è la Lazio, la mia Lazio. Meritatamente. Da sola.
La squadra che ha totalizzato più punti in campionato. L'hanno paragonata alla favola Mainz in Germania, hanno detto che si tratta di un fuoco di paglia. Ma siamo sicuri sia veramente così? Siamo sicuri che questa squadra non sia attrezzata per competere fino in fondo per la vittoria del tricolore e per un posto in Champions? Eppure, disse un giorno Andreotti: "Io non sono alto, ma attorno a me non vedo giganti...". Esatto. L'Inter? E' uno squadrone, per carità, ma senza Mourinho ha perso molto. E' una squadra meno audace dell'anno scorso, forse gioca esteticamente meglio, ma fa più fatica a portare a casa il risultato contro squadre che si chiudono dietro. Detto ciò, è la favorita numero 1. Il Milan? Grandi nomi. Grande talento. Tecnica e classe con uno Zlatan in più, unico giocatore in Italia capace di farti vincere senza giocare bene (vedi Genoa). La Roma? Vabbè lasciamo stare, in pieno caos societario...La Juve? Piano piano migliorerà e troverà certamente anche la continuità, ma per il momento è ancora un cantiere aperto ed è inevitabile perdere punti. Il Napoli? Se non facesse l'Europa league - che toglie energie psico fisiche importanti - sarebbe davvero un avversario scomodo e difficile per tutti, cosa che comunque è lo stesso. E le altre? Altalenante il Palermo, smarrita la Fiorentina, poco concreto il Genoa. Insomma in questo immenso cantiere che è la serie A di quest'anno, con tante squadre e allenatori nuovi, sembra che la formula di successo sia il "vecchio", la continuità. Come quella della Lazio di Reja.
L'anno scorso, questi erano tempi duri per i biancocelesti. Segnavamo poco e c'era aria di crisi. Quest'anno l'esatto contrario. Perchè? Quali sono i motivi? Non basta rispondere l'avere un Reja ed un Hernanes in più, perchè, sotto questo successo, ci sono state delle scelte importanti della società e dell'allentatore. Ed allora ecco i 5 motivi che hanno fatto si che la Lazio si trovasse ad inizio ottobre in testa al campionato.
5 - La riconferma di Reja. Allenatore saggio e d'esperienza. Ha preso la squadra in piena bufera, ha capito quali erano i problemi dello spogliatoio, li ha risolti, ha ricompattato il gruppo e creato un modulo su misura. Fin dal suo arrivo non ha sbagliato nulla.
4 - Sfoltimento dello spogliatoio. Quest'estate c'è stata una mezza rivoluzione. Via i rami secchi, quelli che  creavano disturbo con il loro palmares all'interno del gruppo e dentro giovani e meno giovani motivati e disposti a mettersi al servizio della squadra. Allora, dato il benservito a Siviglia, Cruz, Baronio, Inzaghi, Cribari, Kolarov, Makinwa si è puntato su Bresciano, Kozak, Gonzalez e ovviamente Hernanes. Tutti ci hanno guadagnato.
3 - Il recupero di Stefano Mauri. Fondamentale. Già decisivo qualche anno fa quando trascinò la Lazio di Delio Rossi in Champions League. Particolare non da poco, visto che lui, in Italia è un giocatore che può risultare davvero decisivo.
2 - L'acquisto di Hernanes. Un fuoriclasse assoluto. Forse gli manca un pò di forza esplosiva, ma nei dribbling e negli assist è devastante. Come l'impatto sul campionato italiano. Lo voleva Leonardo al Milan, non glielo hanno preso. Si saranno pentiti...
1 - La compattezza del gruppo. La si nota da piccoli dettagi durante la partita. Piccoli gesti. Tutti per uno, uno per tutti. Non è una frase banale, ma è la verità. Questo è il grande merito di Eddy Reja e la squadra ne ha beneficiato. Gente come Foggia e Rocchi accettano, ora la panchina, e lo fanno per il bene della Lazio. Punto e basta. Se il tecnico friulano riuscirà a tenere unito lo spogliatoio fino alla fine, allora ne vedremo delle belle.
Dicono che stando per troppo tempo lassù, prima o poi, ti vengono le vertigini. Vero, l'unico modo per non averle è di non guardare mai in basso. La stagione del ritorno tra le grandi è appena iniziata e non è tempo per farsi venire stupidi mal di testa.

4 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Sono passate troppe poche giornate per poter avere un quadro più o meno preciso della situazione, è vero che almeno fino ad ora non sembrano esserci corazzate, neppure l'Inter sembra il solito schiaccia sassi...tuttavia non credo davvero che la Lazio potrà lottare fino all'ultimo per il tricolore, un posto nella Champions League invece mi sembra un traguardo ragionevolmente molto più alla vostra portata...ciao!

Danimanu1 ha detto...

Come dobbiamo fare lo scambio di link
sono Danimanu1

4EverInter ha detto...

Ottimo post e se penso che pochi mesi fa Mauri era bistrattato dai tifosi...per sbagliare gol incredibili.....come cambiano velocemente le cose nel calcio.
Comunque sognare non costa niente e fa sempre bene !

a'nigolè ha detto...

ciaooo yashal..
che bel post complimenti..
sempre forza lazio