25 ago 2009

Il buon giorno si vede dal mattino!!

Dopo la vittoria della Coppa Italia, la squadra non si è fermata più e questo avvio di stagione sembra presagire una Lazio protagonista sia in Campionato che in Europa. L'arrivo di Ballardini, il pugno duro di Lotito verso i tre dissidenti ( Pandev, Ledesma e De Silvestri, con quest'ultimo presto giocatore della Fiorentina) e gli acquisti estivi di Eliseu e Cruz, hanno dato via ad una piccola rivoluzione: le chiavi del centrocampo sono state date in mano a Baronio, definito dal nuovo tecnico come uno dei pochi registi ancora in circolazione, in coppia con Brocchi, davanti a lui tre mezze ale come Mauri, Zarate e Matuzalem a supporto dell'unica punta Rocchi o Cruz. Insomma, se Delio Rossi ci aveva abituato ad un centrocampo a tre, con la squadra sbilanciata in avanti, Ballardini ha decisamente dato vita ad una formazione che, oggettivamente, appare molto più equilibrata. Tre partite ufficiali, sei goal fatti ed uno solo subito ( per altro a causa di un errore difensivo) sono numeri che provano la bontà del nuovo progetto. In più, non va dimenticata la vittoria della Supercoppa Italiana contro una grande squadra come l'Inter, strafavorita alla vigilia da tutti. Certo è ancora presto, ma se il buon giorno si vede dal mattino, questo potrebbe essere davvero l'anno della rinascita definitiva. La squadra c'è, il gruppo sembra più unito che in passato, ma soprattutto la società ha le idee chiare e sa prendere decisioni anche forti, come quella di non cedere ai ricatti dei giocatori, neppure se hanno nomi importanti.

Supercoppa Italiana
V
ittoria magnifica. Vittoria incredibile per come è arrivata, perchè di fronte c'era la squadra più forte d'Italia, per quel goal meraviglioso di Tommaso Rocchi, per la personalità espressa da tutta la squadra. Il 2 a 1 di Pechino non è stato assolutamente frutto del caso, come molti, a partire da Mourinho, hanno voluto far credere. La Lazio ha fatto una grande partita, ordinata, ben messa in campo, ma soprattutto è stata cinica e spietata. Certo, pensare di dominare l'Inter in 90 minuti è assurdo, il loro tasso tecnico è tra i più alti a livello mondiale, solo con una partita attenta, giocata con grinta e cuore si poteva sperare di portare a casa la coppa. Così è stato. Dalla difesa, all'attacco, tutti hanno interpretato al meglio le disposizioni di Ballardini e così un ragazzo come Baronio, oggetto misterioso per tutti questi anni, ha dimostrato che con l'allenatore giusto, là, in mezzo al campo, può ancora essere un grande regista. Per non parlare di Zarate, capace di attirare su di più di due uomini, capace di mandare in affanno anche una difesa come quella nerazzura. Così, l'uno a a zero di Matuzalem, seppur fortunoso, è stato il giusto premio a quello che fino ad allora aveva fatto la Lazio, perchè non far segnare l'Inter, la squadra di Eto'o e Milito, per intenderci, gente che l'anno scorso ha superato quota 20 goal, è un merito. Perchè saper soffrire è un merito, così quando Rocchi trova quel gran pallonetto del due zero, la gioia diventa totale e la coppa, la Supercoppa, anzi, da che era un miraggio per molti alla vigilia, è diventata una magnifica realtà.
Due trofei in meno di tre mesi. L'unica squadra italiana a riuscirci quest'anno. Come partenza non è stata male.

Europa League, Lazio - Elfsborg 3-0
I
l secondo impegno ufficiale è in campo europeo. L'Elfsborg non è l'Inter, vero, ma comunque sia una buona squadra che lotta nelle posizioni di vertice in Svezia, avvantaggiata, per altro, dalla migliore condizione atletica. Risultato: 3 a 0 e Lazio per molti tratti spettacolare. L'Olimpico è una grande festa, la gente si diverte e ammira la creatura di Ballardini. Segnano Kolarov, con un bolide dei suoi, Zarate, con un goal da antologia : serpentina tra due uomini e piattone destro dal limite dell'area che va ad insaccarsi nell'angolino ed infine Mauri, dopo un grande assist dello stesso Maurito: cucchiaio a scavalcare la difesa. Insomma, la "prima" europea si rivela un trionfo. Tutti sapevano che Ballardini era un grande tecnico, ma nessuno si aspettava questi risultati già dalle primissime partite, senza gente come Ledesma o Pandev, fondamentali nell'era Delio Rossi. E' presto, vero, ma appare evidente che il grande merito del nuovo mister è quello di aver dimostrato che la sua squadra non dipende da nessuno, che c'è e ci sarà sempre spazio per tutti, che solo con questa mentalità del sacrificio e del lavoro si possono raggiungere grandi risultati.

Campionato, Lazio - Atalanta 1 -0
E'
di Tommaso Rocchi il primo goal della Lazio nel campionato di serie A. Goal che vale i tre punti contro la ben organizzata Atalanta. Ballardina si affida al turn over, rispetto a tre giorni prima contro l'Elfsborg tiene fuori Matuzalem e Cruz per dar spazio a Foggia e Rocchi. I due non potrebbero ripagarlo meglio: assist di Pasqualino per il capitano: 1 a 0 e grandi applausi. Il resto della partita è una Lazio stanca che però gestisce la gara e sfiora un goal da antologia con quel fenomeno di Zarate. L'argentino parte da centrocampo e in una mattonella fa fuori 4 difensori bergamaschi, ma dentro l'area il suo tiro viene bloccato da Manfredini. Peccato sarebbe stato un goal alla Maradona, alla Messi, tanto per intenderci. Geni del calcio. Così l'1 a 0 basta e avanza per mettere il primo tassello ad una stagione che potrebbe rivelarsi, alla fine, la migliore da circa dieci anni a questa parte. Anche perchè se Zarate continua di questo passo, come ha recentemente dichiarato Ballardini, sarà destinato a diventare uno dei 3 giocatori più forti del Mondo.

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