26 feb 2008

Gabri è con noi..


Gli amici di piazza Vescovio, compagni di mille trasferte e di tante avventure ricordano il loro caro Gabbo..


"Un brano di una canzone di Celentano ci accompagnava spesso in auto,quando noi,imatti del drinking team di Piazza Vescovio,usavamo rendere onore ai ristorantipiù "ruvidi" di tutto il Lazio.E’ ancora sabato,questo è il titolo che ci dipingeva anche un po’…”si è fatto tardi ma,siamo rimasti qua,fermi sul cosa si fa…ed in attesa di ispirazione…è ancora sabato…”Già,ancora sabato!Quanto vorremmo che fosse ancora tutto lì,in quel sabato,quel fenomenale agriturismo di Vetralla,l gentilezza di Valentino,il padrone di casa,cibo e vino da impazzire.Oppure in ogni altro sabato,dal nostro Zapata a Tivoli,oppure da Andrea,proprio a due passi dalla “nostra” Piazza .Tutto questo perché Gabriele faceva parte dello zoccolo duro “mangereccio”,insieme ai Federici,a Robertone,a Ruggero,Maverick,Sandro e sempre qualche altro a giro,quasi sempre una decina di amici,qualche volta un po’ meno,come quel sabato.Aperitivo a via di Priscilla la sera prima,e un appuntamento:”Venite su domani,stasera suono a Vetralla,già tutto fatto.Ci penso io.Voi dovete solo mettervi in macchina e salire”.“Va bene Gabrie’,adesso vattene su,che altrimenti beviamo troppo e devi guidare fino a Vetralla e la Cassia dopo Monterosi è brutta.Ci vediamo domani con i Federici,come al solito”.Perché dire questo?Perchè i Pupaccioni erano questo:la Lazio nel cuore,l’interesse per le donne(tutte!!!),le panze xxl (in alcuni casi),goliardia,sorrisi,e le forchette e i bicchieri di vino a darsi il cambio sulle mani.C’era amicizia,aggregazione,condivisione e tutto quello che di bello si puo’ chiedere ad un rapporto esclusivo come il nostro.Eravamo diventati consapevoli del fatto che non era l’evento a vederci presenti,perché ogni nostra goliardata diventava l’evento;era come se lo creassimo noi quell’evento.Gabri poi,non come hanno detto molti:un ragazzo con la passione per la musica,era la musica.Gabriele era anche la Lazio,così come era la birra con cui brindavamo insieme,i sorrisi,gli ammiccamenti,e gli sguardi d’intesa al passaggio di una femminuccia interessante.Una persona positiva con il suo “mannaggia mannaggia”ad addolcire sempre tutti i bocconi,soprattutto i più amari,perché di delusioni in questa vita ce ne sono tante.Ma noi avevamo noi,e quando eravamo insieme era come se divenissimo intoccabili,immortali. Raccontare Gabriele è raccontare la vita,ecco perché ciò che è successo non c’entra nulla con Lui e nemmeno con noi. E c’entra ancor meno il folle gesto di un povero sciagurato che della vita,visto ciò che ha fatto,ha capito ben poco.Ed ora,tra pochi sprazzi di lucidità,cominciamo ad analizzare la fine di un percorso,nell’impossibilità eterna di accettarlo,constatando che rivolgere attenzione a quel piccolo uomo che ha sparato,sarebbe riconoscerne la grandezza del gesto,mentre è il caso di ignorarlo,di lasciarlo nell’oblio della sua posizione. Gabri ed il suo sole erano immensi,la sua voce come le sue immagini che non resteranno solo un ricordo.Gabri è…la Lazio che segna,la musica in macchina di Robertone,Gabri è…una Mini gialla che ci segue,è la via del sale,è una serata al pub…è Gianluca o Roberto che ci versano da bere,Gabri è Furio che organizza,è la Zanzara che manda a quel paese,Gabri è…nel cappello regalato a Paolo Ceres,è Max che si fa in quattro per venire a pranzo,ma che poi non viene mai;Gabri è la telefonata al Dandy post grappa,è negli occhiali di Pasolini,è la parrucca blu riccia,Gabri è…nell’anima di chi sta leggendo,Gabri è anche nelle lacrime che a qualcuno scenderanno dal viso,Gabri è Giorgio più Daniela…uguale Cristiano,uguale Gabriele.Gabriele oggi è soprattutto NOI. Quindi con tutta la forza del mondo che serve,e dovendo necessariamente ignorare ciò che è accaduto,Gabri è prenderci in giro da soli dicendo che c’è ancora,facendo finta di niente quando cerchiamo la sua sagoma al Pub.Siamo tutti aquile con le ali spezzate,e con le aquile spezzate non si puo’ cacciare per sopravvivere…quel gesto ci sta estinguendo. Ma se da una parte ci sentiamo deboli e persi,dall’altra vogliamo tornare a volare e visto che Gabriele non puo’ più volare con Noi,lo immagino come il vento vigoroso,che ci sostiene in volo nel cielo bianco e celeste,anche se non sarà mai più la stessa cosa.Questo era Gabri,questo è Gabri.Per sempre con noi."


I Pupaccioni di Piazza Vescovio

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao gabbo da tutti i tifosi juventini.

andre ha detto...

bellissima lettera..commovente!Grande Gabri sempre nel cuore di tutti glu ultrà del mondo

ciao

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Post struggente,una tragedia che rimarrà purtroppo indelebile nella mente e nel cuore, specie di chi ha conosciuto Gabriele...

davide ha detto...

avanti che dovete finire bene il campionato... a me la lazio sta simpatica