30 gen 2017

Lazio Story: 30 gennaio 2000: quando la Lazio sconfisse il Bari di Fascetti.

La Lazio si lecca le ferite dopo l’imprevisto stop interno contro il Chievo. Eppure i risultati delle altre in lotta per la zona Europa non penalizzano più di tanto la squadra capitolina che conserva il quinto posto in una classifica che vede sempre più in testa la Juventus. Esattamente 17 anni fa i torinesi erano sempre capolista, ma i biancocelesti, dopo la vittoria all’Olimpico sul Bari e il pareggio del Cagliari al Delle Alpi, seguivano ad un solo punto.
LAZIO-BARI – Eriksson privo di Veron sceglie un 4-4-2 con Salas-Ravanelli davanti mentre a centrocampo le chiavi della manovra sono affidate a Stankovic. Fascetti risponde con un 4-4-2 a specchio, portando in panchina il gioiellino Cassano. L’avvio della Lazio è stupefacente: cross di Sergio Conceicao per Salas che in area viene agganciato da Perrotta. Per il direttore di gara Serena non ci sono dubbi e decreta il rigore che Mihajlovic realizza regalando il vantaggio. La squadra di casa domina in lungo e in largo la partita e spesso va vicina al raddoppio. Soltanto la traversa ferma Sensini e Ravanelli sugli sviluppi di corner battuti dal solito Mihajlovic. Il gol è nell’aria e al 39’ Ravanelli viene involato verso Mancini che riesce a respingere la prima conclusione, ma nulla può sulla respinta di Salas. Il Bari prova a riaprirla con Spinesi che al 42’ anticipa Marchegiani e dimezza lo svantaggio. L’illusione dura soltanto un giro d’orologio: discesa di Favalli che mette al centro e Nedved con un esterno destro sul secondo palo firma il 3-1. La ripresa è tenuta in controllo dai romani che intanto si concedono la terza traversa direttamente da un calcio d’angolo di Mihajlovic. Il pari del Cagliari contro la Juventus a Torino permette di rosicchiare due punti e di avvicinare così il primato.

15 gen 2017

S.S. Lazio: il comunicato della Curva Nord !

COMUNICATO CURVA NORD

La Curva Nord Lazio rilancia la sua sfida alle stelle contro l’appiattimento e l’imborghesimento dei tempi moderni. La decadenza di questa epoca basata sul virtuale e l’apparenza ha generato persone di plastica che vanno dietro a personaggi di cartone.
Tifosi imborghesiti,ingrassati dalla noia, che pensano di poter cambiare le cose stando fermi, schierandosi sul fronte dell’apparire e non dell’essere, magari davanti alla tv o su un social network.
Pseudo tifosi, alla disperata ricerca di pubblicità, hanno trascurato e mistificato un concetto per noi sacro: IL TIFOSO SEGUE LA SQUADRA DA VICINO. NEL BENE, E SOPRATTUTTO NEL MALE, AD OGNI COSTO!
Per tanto tempo, toppo amore, abbiamo lasciato sola la nostra Lazio, in preda a personaggi a cui, in passato, è stato dato ossigeno e che oggi, hanno solo contribuito a contaminare questo ambiente.
E’ tempo di rinfrescarlo.
Chiunque, crede, di avere in fondo al cuore, quello che per noi, vale come un ideale, è invitato ad alzare il culo e passare all’azione.
La Curva Nord è un ideale, la S.S. Lazio 1900 una fede, lo stadio il tempio per professarla.
A chi si preoccupa del futuro, suggeriamo di vivere il presente.
Al pessimismo, rispondiamo con il dinamismo, con la positività della bellezza nell’agire, tifando Lazio.
Ai tristi comunicatori dell’etere, diciamo che la loro era è finita. La meritocrazia è un diritto che va conquistato stando in “trincea” sugli spalti, ovunque giochi la nostra Lazio.
La Curva Nord, è la nostra casa, esserci per onorare il blasone che porta e difenderla da chi lo vorrebbe morta, è la nostra missione. Colorarla con sciarpe e bandiere, il nostro dovere.
Per sfuggire alla lobotomia e non morire di noia…
Per chi, più grande di noi, ci ha segnato la via…
Per chi è costretto a stare casa…
Per chi ha incontrato la morte seguendo la Lazio, canteremo più forte, sventolando le nostre bandiere in piedi sulle rovine, ridendo in faccia a chi ci vorrebbe morti. 

Curva Nord Lazio
 

fonteredazionecittaceleste

10 gen 2017

Calciomercato Lazio: il punto è che non c'è un punto.

E' caccia al centravanti: prima, però, la Lazio deve muoversi sul campo delle cessioni. Uno spartito noto già da tempo, ribadito da Igli Tare anche a pochi minuti dal match casalingo contro il Crotone. Il profilo è quello della punta di stazza, giovane, in arrivo dall'estero. Difficile sia il Sebastien Haller, a cui la Lazio era stata affiancata. Al di là delle smentite del direttore sportivo, a sconfessare l'interesse biancoceleste sono le cifre intorno alle quali ruoterebbe l'affare: 10-12 milioni, troppo per la finestra di gennaio, in cui il club capitolino non potrà fare cassa con cessioni di un certo rilievo. Mariano Diaz è il nome suggerito da AS: terzo centravanti del Real Madrid, seguitissimo da altri club. Difficile che si muova, oltretutto l'alta concorrenza complica questa ipotesi. Più plausibile, invece, Jurgen Locadia: proposto dalla scuderia olandese Seg, il classe '93 non sta trovando spazio al PSV, la Lazio potrebbe essere la piazza giusta per riscattarsi. Poi le occasioni low coast in B: da Felipe Avenatti, in forza allka Ternana, a Kevin Lasagna del Carpi - sulle cui orme si muove anche la Sampdoria. Infine c'è Paloschi: le sue caratteristiche sono diverse rispetto a quelle delineate dall'identikit di Tare, ma l'affare potrebbe essere agevolato, dopo il prestito di Berisha all'Atalanta stabilito a giugno. 
CESSIONI - Ma per qualsiasi mossa, la Lazio dovrà liberarsi degli esuberi. Il maggior indiziato per la partenza, è Filip Djordjevic. Stando a quanto riporta la rassegna stampa a cura di Radiosei, il centravanti serbo si sposterebbe solo in un club equivalente: il Lione è una soluzione approvata, diversamente il prestito a Crotone o Pescara. D'altro canto, però, tra il Lione e il giocatore non si sarebbero registrati contatti: a confemarlo, dopo le parole del presidente del club francese - "Non ho mai avuto un solo contatto con la Lazio per questo giocatore. Non c'è nessun interesse per lui" - anche l'entourage dell'ex Nantes. Con una cessione di rilievo, per il momento non prevedibile, potrebbero arrivare El Ghazi o Depay. Di offerte ne sono arrivate per Stefan de Vrij: il Manchester United gli fa la corte da tempo, così come il Chelsea, che già si era fatto avanti in estate. A giugno sarà il momento di prendere una decisione: il rinnovo è una faccenda complicata, la Lazio sta lavorando sulla clausola rescissoria - sembrerebbe fissata sui 60 milioni. Al termine della stagione, sarà difficile trattenere il centrale olandese nella Capitale. La Lazio sta lavorando già oggi per trarre il più possibile dalla sua cessione. 

fonte lalaziosiamonoi

08 gen 2017

Alessandro Rossi: "L'esordio? Ancora non mi sembra vero".

La chiamata dalla panchina, le gambe che ti tremano, la mente che si offusca per due minuti. Sei all'esordio in Serie A, con i grandi. Ma la paura dura giusto il tempo di entrare in campo. L'esordio di Alessandro Rossi è andato più o meno in questo modo. Proprio Rossi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 dove ha descritto le sue emozioni: "L'esordio? Ancora non mi sembra vero. Mi sembra di vivere un sogno, sono felice perché sono entrato ed abbiamo vinto. Me lo aspettavo un po' di esordire, mancavano tanti giocatori davanti. Per me è un premio perché stavo facendo molto bene in Primavera. Ma l'importante è che oggi il gol sia arrivato, abbiamo ottenuto tre punti importanti dopo la sosta. E' arrivata la vittoria e va bene così. A chi dedico questo esordio? La dedica va a tutte le persone che mi vogliono bene e mi stanno vicino. Soprattutto a mia madre che mi ha sempre sostenuto e mi è stata  sempre vicino. Ad Inzaghi gli dico un gigantesco grazie, sono anni che mi conosce e mi insegna tanto. Quando mi è stato detto di entrare, per un minuto o due, era tutto offuscato. Poi ho riflettuto  e ho notato che dopo anni di fatiche alla fine ero lì ed ho realizzato un sogno che inseguivo da anni, che sembrava difficilissimo. Questo esordio rappresenta un obiettivo, ma è anche un punto di partenza: da qui si inizia a fare una grande carriera, spero di farla con questa maglia". 
Rossi è intervenuto anche in mixed zone dove ha risposto alle domande dei cronisti presenti: "Quando il mister mi ha chiamato, non mi sembrava vero, mi sentivo tutto offuscato. Trenta secondi prima di entrare, ho pensato a tutti i sacrifici che ho fatto per realizzare il sogno di una vita. La vita cambia in un attimo, non mi sembra vero. Provo a non pensarci, a tornare in campo lavorando più di prima. Chi mi è stato d'aiuto? Biglia è capitano proprio per questo, sa sempre cosa dirmi. Anche Cataldi e Murgia, ma in realtà tutti mi danno una mano. Sono in un gruppo affiatato. Il mister crede in noi giovani, e i fatti gli stanno dando ragione: Cataldi fa sempre bene, Strakosha anche, Lombardi e Murgia si sono fatti valere e anche io in quel poco tempo che ho avuto a disposizione. Sta cambiando qualcosa nel calcio, è giusto dare spazio ai giovani. Inzaghi mi ha detto di entrare e fare l'inferno. Mi dice di concentrarmi, di allenarmi e cerco di fare del mio meglio. La maglietta me la porto a casa, oggi la incornicio!"

17 dic 2016

Immobile: "Voglio diventare l'idolo della Nord".

Come prendersi la Lazio in 16 presenze. Chiedere a Ciro Immobile, 9 gol e 1 assist fin qui. L’attaccante che mancava ai biancocelesti c’è, ha dato le sue risposte in campo e non solo. Ai taccuini di Sportweek, Ciro si è confessato: "Mister Inzaghi mi ha coccolato fin dal primo momento, ha detto che mi voleva a tutti i costi, mi ha messo al centro del progetto”. Bello rilanciarsi dopo due non ottime avventure all’estero, ma non sono tutti brutti ricordi: "Ho rivisto alcuni ex compagni e sono stati affettuosi con me. Di nuovo lontano? Un giorno magari ma ora ho la Lazio, sto bene e non cambierò. Non sono buono solo per la Serie A. Se fosse così allora non dovrei far bene in Nazionale. A 26 anni per me è un momento decisivo, ho deciso di abbassare la testa e lavorare duro”. Poi chiosa finale su Lotito e i tifosi: "Col presidente si parla bene, dispiace per la contestazione. Spero di poter essere diventato l’idolo della Curva, non era facile sostituire uno come Miro Klose”.

08 nov 2016

La patria chiama, i lazionali rispondono.

"Nazionali, andiamo. È tempo di migrare". Ci perdonerà D'Annunzio se abusiamo di una sua celebre introduzione. Formello si svuota, i suoi top player hanno già fatto le valigie: il volo per tornare in Patria è tra pochissime ore. Le varie selezioni chiamano, sono undici i giocatori biancocelesti già in partenza. Tra qualificazioni al Mondiale 2018 o agli Europei 2017 e amichevoli varie, Inzaghi si ritroverà a lavorare con un gruppo limitatissimo. Ecco il resoconto dei loro impegni:

VENERDÌ 11
MILINKOVIC: Serbia - Norvegia (Qualificazione Europei 2017 - Playoff), ore 18:00, Partizan Stadium, Belgrado
BIGLIA: Brasile - Argentina (Qualificazione Mondiale 2018), ore 00:45, Estádio Mineirão, Belo Horizonte
SABATO 12
KEITASudafrica - Senegal (Qualificazione Mondiale 2018), ore 14:00, Peter Mokaba Stadium, Polokwane
VARGIC: Croazia - Islanda (Qualificazione Mondiale 2018), ore 18:00, Maksimir Stadium, Zagabria


CATALDI, IMMOBILE, PAROLO: Liechtenstein - Italia (Qualificazione Mondiale 2018) ore 20:45, Stadio Rheinpark, Vaduz
STRAKOSHAAlbania - Israele (Qualificazione Mondiale 2018), ore 20:45, Stadio Loro-Boriçi, Shkodër




  DOMENICA 13
LULIC: Grecia-Bosnia-Erzegovina (Qualificazione Mondiale 2018) ore 20:45, Stadio Geōrgios Karaiskakīs, Pireo

MARTEDÌ 15
HOEDT-KISHNA: Olanda U21 - Portogallo U21 (Amichevole), ore 18:30, Stadion De Vijverberg, Doetinchem
MILINKOVIC: Norvegia - Serbia (Qualificazione Europei 2017 - Playoff), ore 19:00, Marienlyst Stadion, Drammen



CATALDI, IMMOBILE, PAROLO: Italia - Germania (Amichevole) ore 20:45, Stadio San Siro, Milano
VARGICIrlanda del Nord - Croazia (Amichevole), ore 20:45, Windsor Park, Belfast
MERCOLEDÌ 16
BIGLIA: Argentina - Colombia (Qualificazione Mondiale 2018) ore 00:30, Estadio del Bicentenario, San Juan

01 nov 2016

La Lazio non arresta il volo, Inzaghi parla dei suoi ragazzi.

La Lazio vince, ancora. Dopo il Cagliari gli uomini guidati da Simone Inzaghi conquistano altri tre punti contro il Sassuolo. Una vittoria importante, anche in vista del big match che vedrà i capitolini in trasferta a Napoli. Un 2-1 frutto delle reti di Lulic ed Immobile a cui ha risposto Defrel. Ora i biancocelesti salgono a quota 21 punti e si trovano a sole due lungheze dalla Roma e ad un passo dal Milan terzo in classifica. Al termine della partita proprio il tecnico laziale è intervenuto nella consueta conferenza stampa.
Una buona partita: adesso con queste due vittorie la squadra può volare in alto?
"Sono due ottime vittorie, penso che oggi abbiamo subito inizialmente il cambio del modulo del Sassuolo, che si è presentato mettendo cinque difensori. Dopo il tiro di Defrel non abbiamo subito nulla, abbiamo fatto tanti traversoni senza mettere uomini in area. C'era un rigore per noi netto, che avrebbe cambiato la sfida. Poi nel secondo tempo loro sono tornati con il 4-3-3 e dovevamo contenerli meglio. Chiudiamo una settimana piena di problemi con un buon rendimento".
Un giudizio sullo spirito dei ragazzi?
"Grandissimo lo spirito dei ragazzi: c'era soffrire. Siamo stati bravi a soffrire gli ultimi venti minuti: chi era allo stadio oggi ci ha aiutato. Ci godiamo fino a domani questa vittoria, poi martedì penseremo al Napoli".
Questa squadra può crescere ancora?
"Può crescere ancora: abbiamo giocato senza de Vrij, Bastos e Lukaku che sono giocatori importanti e che mi avrebbero fatto comodo per un turn over. Bravi i ragazzi che hanno giocato queste tre partite. Patric è stato il migliore in campo la volta scorsa, ma oggi l'ho alternato con Basta perché aveva giocato sei partite. Sono felice di avere degli elementi che ti mettono in dubbio e ti mettono in imbarazzo nel fare le scelte. Accadrà così anche contro il Napoli".
Il suo parere sul possibile rigore?
"Il rigore oggi era netto: ma può capitare. Nell'occasione c'erano Banti e Calvarese che sono due ottimi arbitri, a volte si sbaglia. Spiace che capiti contro di noi".
Come mai è entrato Murgia e non Cataldi?
"Cataldi ha giocato due partite da 90' minuti e mi è sembrato meglio mettere Murgia. E infatti è entrato benissimo in campo, ma sono stati bravi anche gli altri".
Ci sono certezze in più per la sfida contro il Napoli?
"Senz'altro, l'unica cosa di cui sono sicuro è che faremo la nostra partita. Con Milan e Juventus non dovevamo perderla. Il Napoli è costruito per vincere il titolo, ora siamo sopra di loro perché abbiamo vinto queste gare. Non ricordo chi ha vinto l'ultima sfida al S.Paolo. Ma noi dobbiamo fare la nostra gara".
Un giudizio su Immobile e Biglia?
"Immobile sta facendo bene, oggi gli sono state date poche palle, ma è stato bravissimo a fare gol ugualmente. Biglia è entrato bene, ma probabilmente il suo minutaggio era quello. Appena entrato ha fatto un errore su un passaggio, cosa non da lui. Insieme allo staff medico abbiamo decisio di non rischiarlo dall'inizio. Lucas è un giocatore troppo importante, non possiamo farne a meno". 
Abbiamo visto un po' scintille a bordo campo fra le due panchine...
"Loro protestavano sul gol di Lulic, noi sul rigore non dato. Di Francesco è un amico, è tutto risolto".

27 ott 2016

La Lazio cala il poker, i sardi soccombono.

Lazio esagerata, quella vista ieri sera all’Olimpico contro il Cagliari. I biancocelesti rifilano un rotondo 4-1 ai sardi e salgono a -2 dal terzo posto. Superba nella prestazione, superba nei numeri: gol e non solo, la Lazio viaggia su alte medie. Sono 20 le reti segnate dai biancocelesti in dieci giornate di Campionato: è il record nell’era Lotito, insieme alla prima Lazio di Pioli. Per trovare un risultato migliore (24) bisogna tornare all’anno dello Scudetto (1999-2000). La squadra di Inzaghi è ora al terzo posto tra i migliori attacchi della Serie A, dietro a Juve (21) e Roma (26). Insieme ai bianconeri, il club biancoceleste è anche l’unica squadra ad aver segnato per ben due volte 3 gol solo nel primo tempo, prima di ieri sera era accaduto nella prima di Campionato, a Bergamo contro l’Atalanta. Con Felipe Anderson, sono 11 i calciatori biancocelesti andati in rete in questo inizio di stagione: un record nell’attuale Serie A. Il brasiliano non segnava dal 10 aprile contro il Palermo, mentre l’ultimo gol all’Olimpico risale addirittura all’11 febbraio contro il Verona. Chi segna e lo fa sempre invece è Ciro Immobile: sono 8 i centri dell’attaccante napoletano dopo 10 giornate, è la miglior partenza della sua carriera. Inoltre quella di ieri sera è la quarta partita consecutiva in cui ha trovato la rete, eguagliando quanto fatto al Torino. Sono 3 invece i gol di Keita Balde, che è sulla giusta via per superare il suo record di 5 segnature nella stagione 2013-14. Il dato che potrebbe preoccupare Inzaghi invece sono i rigori fischiati contro la Lazio: 4 come Cagliari e Udinese, è il record del Campionato. Per ora però il tecnico ex Primavera può sorridere: non perde da 5 gare, è la miglior serie in corso, insieme a quella dell’Atalanta.

19 ott 2016

Le ultime sui biancocelesti fermi ai box.

"Lo staff medico della S.S. Lazio comunica che i recenti esami strumentali effettuati da 
Biglia e Bastos hanno evidenziato la progressiva evoluzione riparativa delle lesioni. Prosegue l’intenso programma riabilitativo e di recupero secondo il protocollo stabilito. I calciatori sono monitorati quotidianamente da un punto di vista clinico e settimanalmente da un punto di vista strumentale con nuovi esami per seguire la progressione del recupero.
Stefan de Vrij, a seguito del trauma cranico con amnesia retrograda temporanea occorso durante l’incontro Lazio-Bologna, è stato sottoposto ad immediati esami strumentali e clinici che hanno escluso ogni complicanza. Il calciatore si allenerà regolarmente nel gruppo.
Lukaku è monitorato con controlli clinici quotidiani. Continua il programma terapeutico e riabilitativo programmato con doppia seduta giornaliera.
Per Milinkovic gli esami strumentali eseguiti hanno evidenziato il buon andamento riparativo della frattura-lussazione a carico della mano sinistra.
Gli accertamenti clinici eseguiti da Radu hanno evidenziato postumi di trauma contusivo della caviglia sinistra che viene trattato con protocollo terapeutico e riabilitativo dedicato.
Kishna continua il trattamento terapeutico per la rinofaringite febbrile contratta in Olanda. Nella settimana è previsto il pieno recupero con reinserimento nel gruppo".

12 ott 2016

Lazio: Crespo e quei favolosi anni 2000 !

Conceiçao, Claudio López e… Hernan Crespo! Un altro tuffo nel passato, con una Lazio davvero a cinque stelle, ancora oggi rimasta indelebile nei ricordi di tutti. Anche ‘Valdanito’ ha raggiunto in serata lo Sheraton Parco de’ Medici di Roma, in vista della partita ‘Uniti per la pace’ di domani sera. Intercettato anche dai nostri microfoni, l’ex bomber laziale ci ha confidato le sue emozioni alla vigilia dell’evento: "Che effetto mi farà tornare all'Olimpico? Ve lo dico domani! (ride, ndr). Vengo spesso a Roma che ho la moglie romana. Rivedrò Veron, Maradona e tanti altri. Certo, andremo un po' più lenti rispetto agli anni scorsi, ma conta solo divertirci e contribuire a qualcosa di grande”. Poi subito uno sguardo in casa Lazio: Biglia? Lo conosco da tanto tempo e non mi sorprende quello che sta facendo. Purtroppo ha un problema complicato, perché è un infortunio fastidioso e dovrà stare attento a possibili ricadute. La Lazio con tutte le difficoltà ambientali sta facendo bene con Simone. Il materiale c'è, quindi dobbiamo solo aspettare”. Un confronto anche con i campioni del passato, molti dei quali diventati allenatori come lui: “La nostra è una generazione diversa da questa, abbiamo mangiato pane e pallone da piccoli, ci divertivamo a giocare a calcio per tutto il giorno e ci fermavamo solo quando bisognava studiare. Oggi invece i ragazzi hanno più distrazioni e questo per assurdo tende a diminuire la qualità dei singoli giocatori. Rammarico per non aver vinto di più? Probabilmente sì, potevamo ottenere qualcosina in più, anche se è difficile vincere a Roma. Quella Lazio però è durata poco per le difficoltà avute dalla famiglia Cragnotti. Io sono arrivato quasi alla fine di quel percorso. Poi se Dalmat non avesse messo la palla sotto l’incrocio sarebbe stata un’altra storia (riferimento a Lazio-Inter del 2001, giocata nel campo neutro di Bari, ndr), ma non lo sapremo mai. I problemi furono però nei primi mesi in cui abbiamo perso tanti punti con Eriksson. Forse la squadra era anche un po' appagata per lo scudetto dell'anno prima”. Da un bomber del passato, un pensiero anche su un potenziale cannoniere biancoceleste, Ciro Immobile: “Non voglio fare paragoni fra me e altri giocatori, ognuno ha avuto la propria storia. Dopo che sono andato via io dalla Lazio è però arrivato Klose, che ha dato tanto ai biancocelesti. Ora c’è Immobile che è forte. Paragoni non ne voglio fare, perché capite bene che sono nato in un paese in cui se eri mancino si pensava subito a Maradona". Infine, sui programmi futuri: "Sto valutando delle situazioni all'estero, ma più in là sarebbe bello sedere sulla panchina della Lazio, è uno degli obiettivi personali che ho. Fare l'allenatore in Serie A è il massimo".