Lazio 1 Atletico Madrid 3
Partita difficile, non impossibile? Errato. Impossibile per gli uomini di Reja è stato superare il turno di Europa league contro l'Atletico Madrid. Molte, troppe le differenze tra le due squadre, tra le due società. Gli spagnoli sono più squadra, mi correggo, hanno più squadra.
Parte a ritmi alti l’Atletico e Falcao
avrebbe sul piede la palla buona per il vantaggio dopo soli cinquanta
secondi ma spara alto da buona posizione. Gli avversari mantengono il
possesso della palla, senza difficoltà e superano la difesa come fosse olio bollente nel burro. Nonostante la superiorità evidente in campo, sono i biancocelesti a trovare la temporanea rete dell'1-0: Al 19’, Candreva, parte da sinistra,
si accentra e dai trentacinque metri prova la gran botta, conclusione
tutt’altro che irresistibile sulla quale però il giovane portiere
spagnolo Courtais inteviene goffamente, la palla arriva a centro area
dove Klose non deve fare altro che depositarla in porta. L’Atletico è squadra, e lo dismostra non indietreggiando di una virgola, non si
scompone e continua a creare occasioni. Al 25’, trova il pareggio. Juanfran arriva sul fondo a destra, mette un
pallone a campanile sul secondo palo dove Falcao stacca e appoggia di
testa nel cuore dell’area piccola, Adrian sbuca alle spalle di Diakité e
batte Marchetti, 1-1. Il copione è già scritto. L’Atletico fa
la partita, la Lazio aspetta e prova a ripartire. Al 37’ crolla definitivamente sotto i colpi degli avversari. D'altronde Klose e i suoi non potevano nulla contro la classe del trio d’attacco. E' Marchetti questa volta a sbagliare l'uscita. Diego in area vince un paio di contrasti e mette al
centro, portiere a vuoto e sul secondo palo Falcao supera
Konko e mette dentro. 1-2. Tutti i limiti che tentavo di descrivere nei post precedenti si delineano in campo contro gli spagonli. Mercato inesistente. Mercato che ha indebolito la Lazio. Le cessioni di Sculli e Cissè seppur non decisivi nella Lazio di Reja, non sono state ben sostituite. Il solo acquisto di Candreva non è evidentemente bastato. A questo punto meglio chiudere il discorso Europa per non rischiare la debacle in campionato. Il Palermo questo weekend sarà già pericolosissimo con la fatica accumulata contro l'Atletico. Nel secondo tempo, gli uomini di Simeone non hanno dubbi, vogliono affondare il colpo per mettere la parola fine al passaggio di turno. Ci provano i biancocelesti a preoccupare l'estremo difensore spagnolo ma senza esito. Al 54’ rischiano, anzi, di subire la terza rete: salvataggio sulla linea
di porta di Zauri su conclusione debole di Koke a Marchetti battuto.
Terza rete che arriva nove minuti dopo quando Diego orchestra
magistralmente un contropiede per vie centrali, serve in profondità
sulla destra lo sveltissimo Adrian che mette un bel pallone in area
rasoterra che il solito Falcao, appostato sul secondo palo, deve solo
depositare in rete, è 1-3. The end. Tutti a casa. L'Europa non è cosa per una squadra piena d'infortuni e priva di sostituzioni. Senza una panchina valida. Il cuore non basta più. I biancocelesti hanno dimostrato più volte di averlo. Di mettere in campo anima, cuore e passione per superare i momenti critici. Ma non sempre il cuore può salvare il risultato.
























2 commenti:
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Forse è meglio così, anzi forse era meglio non passare neppure il gironcino, impossibile sostenere il doppio impegno con un organico così ridotto...ora sotto col campionato, con l'Udinese in calando e un'Inter in caduta libera l'obiettivo dev'essere la Champions...ciao!
Sono pienamente d'accordo :**
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