02 giu 2015

S.S. Lazio 1900: bilancio, statistiche, gol, assist & voti commentati di fine stagione.

Si è conclusa con il terzo posto in classifica e la conquista dei preliminari di Champion's league la stagione 2014-2015 della S.S. Lazio 1900. Andiamo a vedere nel dettaglio le prestazioni di squadra e giocatori.


Bilancio 
 Punti - 69: 37 casa, 32 trasferta 
Vittorie - 21: 12 casa, 9 traferta
Pareggi - 6: 1 casa, 5 trasferta
Sconfitte 11: 6 casa, 5 traferta 
Falli a favore - 651: 320 casa, 331 trasferta
Falli contro - 463: 221 casa, 243 trasferta 
Angoli a favore - 206: 118 casa, 88 trasferta
Angoli contro - 123: 58 casa, 65 trasferta
Media possesso palla - 53%

Gol & Tiri 
 Gol fatti - 71: 40 casa, 31 trasferta
Gol subiti - 38: 18 casa, 20 trasferta 
Rigori fatti - 3: 1 casa, 2 trasferta
Rigori subiti - 4: 2 casa, 2 trasferta 
Tiri fatti - 385: 216 casa, 169 trasferta 
Tiri subiti - 262: 114 casa, 148 trasferta 
Pali e traverse fatte - 6: 4 casa, 2 trasferta
Pali e traverse subiti - 2: 2 casa, 2 trasferta 


Statistiche Giocatori
Voti


Stefano Pioli - 8.5 - Il suo merito principale è di aver creato una grande famiglia. Una squadra solida, vivace e competitiva su ogni fronte. Capace di esprimere un calcio di qualità alla pari di Juventus, Napoli e Roma. Il terzo posto in classifica lo conferma. Avrebbe potuto alzare la sua prima Coppa in maglia biancoceleste, è pronto a confermarsi e migliorarsi nella prossima stagione. La squadra lo ama, il popolo pure. Leader.


Etrit Berisha - 6.5 - Il vice Marchetti si è sempre fatto trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa, confermando il suo enorme potenziale. Ha margini di miglioramento, sarebbe titolare nel 70% delle squadre di Serie A. Una certezza. 

Federico Marchetti - 7.5 - In Italia poche squadre possono vantare un portiere così affidabile. Probabilmente questa è stata una delle sue migliori stagioni. La partita perfetta al Franchi di Firenze. Senza i suoi miracoli la Lazio non avrebbe portato a casa la vittoria. Lo ha bloccato solo qualche problema fisico di troppo. Leader storico della squadra, punto di riferimento della retroguardia biancoceleste. Una sicurezza. 

Dusan Basta - 7.5 - E’ arrivato in estate dopo un’annata, a Udine, tormentata dagli infortuni. Si è preso il posto sulla fascia destra e non l’ha più lasciato. Corsa, sovrapposizioni, cross. L’aria di Roma l’ha fatto tornare ad altissimi livelli. Pedina imprescindibile. Rinato. 




Edson Braafheid - 6.5 - Preso a parametro zero, si è rivelato un acquisto affidabile. Complice l’assenza di Radu, ha giocato di più nella prima parte dell’anno. Riserva di lusso, solido e con un discreto piede sinistro. Piacevole sorpresa. 

Luis Cavanda - 6 - Chiuso da Basta, è quasi sempre subentrato dalla panchina. Pioli lo ha usato come jolly, piazzandolo, indistintamente, sulla fascia destra e sinistra di difesa. E’ ancora giovane, se riesce a rimanere concentrato per tutta la partita, l’anno prossimo, visti i molti impegni, potrebbe trovare più spazio. Incostante. 

Michael Ciani - 5.5 - Dato per sicuro partente quest’estate, alla fine è rimasto a Roma. Ha giocato poco. Non ha mai convinto in pieno. Probabilmente lascerà la Lazio. 

Stefan De Vrij - 8.5 - Il miglior colpo di mercato dell’estate biancoceleste insieme a Parolo. Ha confermato quanto di buono fatto vedere in Brasile. E’ destinato a diventare uno dei migliori centrali d’Europa. Non gli manca niente. Ha forza, tecnica, classe, velocità. Ci ha messo qualche settimana a prendere confidenza con la Serie A, poi è diventato un giocatore imprenscindibile. La sensazione è che se non si fosse infortunato nel finale di stagione, la Lazio avrebbe raggiunto il secondo posto prima del match contro la Roma. Un muro. 

Santiago Gentiletti - 7 - Ha giocato pochissimo, complice il grave infortunio di Marassi. E’ tornato dopo 8 mesi e ha deciso la delicata sfida contro la Sampdoria. Tanto basta per meritare un voto alto, anche perché, una volta rientrato, Pioli non l’ha più spostato dal centro della difesa. Dispiace non averlo avuto per tutto il campionato, con De Vrij forma una coppia perfetta. Rimpianto. 

Abdoulay Konko - s.v. - Non si è mai visto. Due presenze in campionato. Bloccato dai soliti problemi muscolari, ha vissuto la stagione da spettatore. Questo potrebbe essere stato il suo ultimo anno alla Lazio. Desaparecido. 

Mauricio - 6.5 - Tare l’ha preso in prestito dallo Sporting per sopperire al buco difensivo lasciato da Gentiletti prima e Cana poi. Il roccioso difensore brasiliano si è fatto trovare pronto. Non era facile adattarsi al campionato italiano, ma lui, guidato da De Vrij, c’è riuscito. Non è un fenomeno, spesso ha fatto intravedere limiti tecnici, ma non gli era stato richiesto di fare la differenza. Solo dare una mano alla squadra. E’ quello che ha fatto. Soldato. 

Diego Novaretti - 6- - Stesso discorso di Konko. Ha giocato 5 partite, Pioli non si è mai fidato di lui. Ha richieste dal sudamerica. Partirà. 

Lorik Cana - 6 - Diventato titolare dopo l’infortunio di Gentiletti, si è fatto male e non si è più visto. Generoso ma con molti limiti, a Roma non ha mai convinto in pieno. 

Stefan Radu - 7.5 - Eccolo un altro dei leader della squadra. Pioli si è fidato talmente tanto di lui che spesso lo ha proposto anche come centrale di difesa. E’ uno dei difensori più sottovalutati d’Europa. Pedina strategica nelle ultime partite, quando la Lazio ha provato la difesa a tre. La sua esperienza sarà fondamentale l’anno prossimo in Europa. Un leone. 


Lucas Biglia - 8.5 - Sarà stato il grande mondiale disputato con l’Argentina o la fiducia incondizionata dell’allenatore che gli ha consegnato le chiavi del centrocampo biancoceleste, fatto sta che un Lucas Biglia così forte non si era mai visto in Italia. Regista e incontrista. Centrocampista moderno. Se la Lazio ha giocato il miglior calcio d’Italia, molto del merito va al centrocampista argentino, a come ha guidato il centrocampo, chiamato il pressing alto, aiutato la difesa. I migliori club d’Europa hanno bussato alla porta di Lotito. Resterà a Roma, uno così non si trova facilmente. Leader silenzioso. 

 Antonio Candreva - 9 - 34 presenze, 10 gol, 15 assist (il migliore in Italia) ha confermato di essere un fenomeno. Diciamolo chiaramente. Ad un certo punto della stagione, quando il suo infortunio coincise con l’esplosione di Felipe Anderson, qualcuno osò anche metterlo in discussione. Non Pioli che lo ha sempre schierato titolare. Uno di quei giocatori capace di vincere le partite da solo. Cosa dire di più? Chapeau. 

Danilo Cataldi - 7 - Sono anni che la primavera della Lazio domina e da’ spettacolo in Italia, per questo ci si aspettava che qualcuno di quei ragazzi potesse arrivare e giocare in pianta stabile in prima squadra. Danilo Cataldi lo ha fatto. E’ dovuto passare per Crotone, ma alla fine è tornato alla casa madre e si è preso il centrocampo della squadra per cui fa il tifo, strappando applausi e complimenti agli addetti ai lavori. Centrocampista moderno, fiato, corsa e tecnica. Destinato a prendersi anche la nazionale e la fascia da capitano della Lazio. Pioli lo ha esaltato, con Parolo e Biglia, uno dei centrocampi più forti d’Italia. Predestinato. 

Ederson - s.v. - Ha passato più tempo in Padeia che sul campo da gioco. Anche quest’anno si sono perse le sue tracce. Fantasma. 

Felipe Anderson - 9 - Alzi la mano chi credeva, che Felipe, questo ragazzo di 22 anni prelevato dal Santos, fosse, dopo le poche apparizioni dell’anno passato, così forte. Anzi, fortissimo. A un certo punto, dicembre, precisamente, si è preso la Lazio sulle spalle e l’ha trascinata fino al vertice della classifica. Dribbling, accelerazioni, tiri da fuori. 10 gol segnati, 7 assist. Incontenibile. Ancora negli occhi di tutti i tifosi i due gol con i quali ha affondato il Torino, oppure quelli segnati all’Inter e nel derby d’andata. Klose, Mauri, Candreva, tutti hanno beneficiato dell’esplosione di Felipe Anderson. Ha chiuso in calo, visibilmente stanco, il suo errore contro il Napoli sarebbe potuto costare una stagione. Così non è stato. Soprannominato FA7, l’anno prossimo dovrà essere quello della consacrazione. Fenomeno vero. 

Christian Ledesma - 6 - L'ultima stagione in maglia biancoceleste. Uomo vero. Lucas Biglia gli ha chiuso ogni spazio ma quando è stato chiamato in campo, ci ha messo grinta e generosità. Uomo spogliatoio. 

Senad Lulic - 6+ - Partito come mezzala nel centrocampo a tre di Pioli, si è infortunato e ha saltato la maggior parte della stagione, per poi tornare ed essere schierato, alternativamente, sulla fascia sinistra di difesa o come tornante del 3-5-2. Rispetto agli anni passati è sembrato in calo. Solita corsa e sudore, quello che è mancato è stata la qualità. Stanco. 

Stefano Mauri - 8 - Forse ha scoperto l’elisir dell’eterna giovinezza. Ha disputato una grande stagione, condita da 9 gol. Il capitano biancoceleste, schierato da Pioli come trequartista nel 4-2-3-1 di metà campionato, si è dimostrato decisivo. Unica pecca: il finale di campionato, dove si è visto a sprazzi. Giustificato, stiamo pur sempre parlando di un ragazzo di 35 anni. Capitano. 

Ogenyi Onazi - 6 - Il voto è riferito solo al gol decisivo nella partita più importante dell’anno. Per il resto tanta panchina. Decisivo. 

Marco Parolo - 9- - Che acquisto! Quando giocava a Cesena veniva chiamato il “Gerrard italiano” per la sua capacità di segnare. Ha tenuto fede al suo soprannome anche quest’anno. 10 gol segnati. Un centrocampista così è il sogno di ogni allenatore. E infatti Pioli non ha mai fatto a meno di lui. Si è conquistato anche la Nazionale di Conte. Una certezza, una meravigliosa conferma. Cecchino. 



Pereirinha - s.v. - Un altro che ha visto il campo con il binocolo. Dovrebbe andare via in estate. Flop.  

Filip Djordjevic - 7 - Fino all’infortunio, aveva relegato Klose in panchina ed era diventato il miglior realizzatore della squadra. Un altro ottimo acquisto del mercato estivo, a testimonianza dell’ottimo lavoro fatto dalla società durante il pre-campionato. Djordjevic ha dimostrato di essere un bomber classico, grande forza fisica e senso del gol. Non segnerà 20 reti a stagione, ma è un attaccante di grande affidamento. Efficace. 

Baldé Diao Keita - 6+ - A inizio anno tutti si aspettavano che questa sarebbe stata la stagione di Keita. I tre gol rifilati al Bassano in Coppa Italia, facevano presagire altri scenari. Invece Keita, da titolare, piano piano è scivolato in panchina, diventando, dopo il k.o di Djordjevic, la riserva di Klose. L’uomo da mandare in campo in situazioni d’emergenza. Pioli l’ha usato così, non gli ha chiesto di più. Difficile capire le cause di questa mancata esplosione perché i numeri, Keita, lì ha tutto. E’ ancora giovanissimo, il tempo è dalla sua parte, la speranza è che l’anno prossimo, dopo Felipe Anderson, tocchi a lui. In attesa. 

Miroslav Klose - 8 - Cosa si può chiedere , a 37 anni, all’attaccante più prolifico nella storia dei mondiali, se non continuare a fare quello che ha sempre fatto: il gol. Stagione incredibile quella di Klose, partito dietro Djordjevic, dopo l’infortunio del serbo si è preso l’attacco della Lazio e non l’ha più mollato. I 13 gol segnati sono da record. Ha beneficiato della mentalità offensiva data alla squadra da Pioli. L’ha messa dentro, l’avesse fatto anche nel derby, in quella prima azione, con quel colpo di testa a pochi centimetri da De Sanctis, allora si che si sarebbe potuto parlare di perfezione. Non si sa se rimarrà oppure andrà a fare l’allenatore altrove. Per il popolo biancoceleste è stato un onore vedere giocare questo intramontabile campione. Leggenda.

31 mag 2015

Come un giro sulle montagne russe. Lazio in Champions. Napoli 2 Lazio 4.


Napoli 2 Lazio 4
Essere lucidi alla fine della partita del San Paolo è quasi impossibile. Ci proviamo. Siamo senza voce, il nostro cuore solo ora sta riprendendo a battere regolarmente e gli occhi sono bagnati di lacrime. La Lazio ce l'ha fatta. Ha battuto il Napoli e si è qualificata in Champions League. Neanche Stephen King avrebbe potuto immaginare una partita con così tanti colpi di scena. A tratti esaltante, a tratti drammatica. 
Farne un riassunto, elencare minuto per minuto quello che è successo, sarebbe da folli. Impossibile tenere a bada le emozioni. Tutto e niente in 90 minuti. Dalla gloria alla possibile beffa se Higuain, il giocatore simbolo di un intero popolo, non avesse calciato alle stelle il rigore del 3 a 2. In mezzo ci sono state le reti di Parolo - un bolide che ha piegato le mani ad Andujar - e Candreva - freddo a battere l'estremo difensore partenopeo dopo l'assist di Lulic; l'1 a 2 del Napoli, l'espulsione di Parolo, l'errore di Felipe Anderson che ha portato i padroni di casa a completare la rimonta con doppietta dell'attaccante argentino. 
Fino al rigore sbagliato dal "Pepita", al rosso sventolato in faccia a Ghoulam, l'ingresso in campo di Onazi, uomo decisivo, di fatto, del match. Ma andiamo con ordine:
Lazio, con la difesa a tre, padrona del campo, una sola occasione concessa al Napoli quella di Callejon che solo davanti a Marchetti sfiora il palo. I biancocelesti sono bravi a ripartire e colpire con Parolo prima e Candreva poi. 2 a 0 all'intervallo. Niente da dire. 
Sbagliato assaporare la vittoria, ricordando il derby di andata e la partita con l'Inter.
Il secondo tempo, per i primi 9 minuti, ha seguito la stessa logica del primo:
Lazio con il baricentro alto, Napoli in affanno, incapace di far male alla retroguardia biancoceleste. 
Questo fino al minuto numero 10. Fino alla prima rete di Higuain per una svista in difesa. Poi in campo è successo di tutto. La logica ha ceduto il passo alla follia, quello che era un film soporifero si è trasformato in un thriller ad alta tensione. Per 35 minuti non si è divertito nessuno. Higuain poi De Vrij salva sulla linea il tiro  a porta vuota di Mertens po ancora Higuain, poi ancora Higuain ma questa volta per sparare alto un rigore concesso per fallo di Lulic. Fine. 
Dopo ha goduto la Lazio. Onazi e Klose. 4 a 2. Che sofferenza. Che gioia. Che annata.
La Lazio torna nell'Europa dei grandi e lo fa, alla fine, coerente con se stessa e con il campionato disputato. Grande calcio nel primo tempo e calo nel secondo. Punti preziosi, per questa attitudine, persi contro Inter e Roma, tanto per citare due esempi. 
Pioli ha costruito una squadra quasi perfetta. Ha avuto il merito di puntare, proteggere e far crescere Felipe Anderson, devastante da gennaio in poi. Ha avuto audacia, ha sempre imposto alla sua squadra di giocare con aggressività, qualunque avversario avesse avuto davanti e il lavoro alla fine, anche se alcune partite (come è normale che sia) sono state perse per questo motivo, ha pagato. 
Per mesi, i media, hanno detto che la Lazio era la squadra che giocava il miglior calcio d'Italia. 
Eppure a Napoli, se la Dea bendata ci avesse messo lo zampino, tutto questo sarebbe potuto non bastare e trasformare i complimenti in pacche sulle spalle, lasciando un retrogusto amaro in bocca. 
Dopo la Coppa Italia, dopo il derby, un'altra sconfitta immeritata sarebbe stata durissima da digerire.
Così non è stato, anche perché la Lazio aveva un conto aperto con fortuna, il doppio palo di Djordjevic in finale contro la Juve, per esempio. 
La partita di stasera è stata come un giro sulle montagne russe, la lunga salita e poi l'urlo in discesa o un lancio con il bungee jumping, fate voi.
La Lazio chiude con 13 gol del panzer, 11 di Candreva assist-man d'Italia, 10 di Parolo miglior centrocampista del campionato e Felipe Anderson il fenomeno biancoceleste. 
9 di Mauri e 8 di Djordjevic. 71 gol fatti: secondo attacco del campionato, 38 subiti: terza difesa. 69 punti complessivi in classifica.
La Lazio chiude al meglio una stagione che avrebbe potuto regalarle un coppa e un secondo posto senza alcun dubbio sul merito. Pioli sorride, la squadra è felice così. E noi con loro.

29 mag 2015

San Paolo di Napoli, ultima chiamata. Napoli vs Lazio probabili formazioni e statistiche.


Tutto in 90 minuti, la Lazio di Pioli dopo le sfortunate uscite delle ultime settimane, ha l'ultima chance di entrare in Champions league. Per farlo deve superare la bolgia e l'entusiasmo di Napoli e del suo San Paolo gremito. La squadra di Pioli avrà il vantaggio di giocare su due risultati utili, ma potrebbe essere proprio questa la chiave del Napoli per vincere la gara. Si perché i padroni di casa devono vincere questa sfida costi quel che costi senza fare calcoli.
Si sentivano già in vacanza gli uomini di Benitez, dopo una stagione deludente che ha visto lo spagnolo salutare la squadra e la città proprio ieri in conferenza stampa, e che lo porterà molto probabilmente a Madrid. 
La Lazio, dal canto suo, ha peccato di presunzione, quando al 40° riesci a pareggiare una partita così delicata, devi accontentarti e assicurarti il terzo posto. 
Invece il derby si è perso nel peggiore dei modi e con lui una stagione magnifica. Presunzione e mentalità due armi a doppio taglio.
Adesso i biancocelesti devono scrollarsi dai fantasmi di Totti e compagni, della Coppa Italia persa e dei punti gettati al vento con squadre provinciali. Bisogna ricaricare il morale e pensare a fare punti a Napoli. Non c'è altro modo di salvare una stagione in bilico tra sogno e incubo.

Statistiche

58 i precedenti al San Paolo tra i laziali e partenopei in archivio, con un bilancio in netto favore dei padroni di casa: 28 vittorie, 21 pareggi e 9 sconfitte. L’ultimo precedente risale alla giornata numero 33 della stagione 2013/2014 con un 4-2 per gli azzurri.
38 i punti guadagnati dai padroni di casa entro le mura amiche su un totale di 63 punti; la Lazio, invece, in esterna ha conquistato 29 dei 66 punti totali. 143 i gol siglati nell’ambito della Serie A in Napoli-Lazio con 90 reti dei padroni di casa e 53 dei laziali, mentre il momento più propizio per andare in gol sembra essere il quarto d’ora di gioco tra il 16′ e il 30′ con 31 reti siglate. Le statistiche medie a incontro parlano di sostanziale equilibrio nel possesso palla (50 vs 50), nei passaggi riusciti (70,5 vs 66,7) e nella pericolosità  (59,5 vs 56,0). Venendo ai singoli e ai probabili marcatori particolarmente pericolosi nel Napoli Higuain e Callejon, mentre tra gli ospiti l’attenzione è rivolta principalmente a Felipe Anderson.

Pre-tattica

Qui Napoli - Modulo: 4-2-3-1 
A Castelvolturno allenamento mattutino: lavoro a parte per Zapata e de Guzman. Domenica contro la Lazio mister Benitez schiererà Koulibaly al centro della difesa al posto dello squalificato Britos, sanzionato con tre turni di stop per la testata rifilata a Morata. In dubbio Albiol, oggi solo in parte col gruppo per un risentimento al ginocchio. In attacco Higuain, seppur allo Juventus Stadium l'argentino non è apparso al top della forma.

Qui Lazio - Modulo: 3-4-3
A Formello allenamento davanti ai propri tifosi, più di 2000 i tifosi presenti. Brutte notizie per Pioli: Durante la seduta Biglia interrompe l'allenamento ed esce con il ghiaccio sul ginocchio. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime ore. Poi squadra in ritiro per concentrarsi al meglio per la trasferta di Napoli. Non recupera Radu. Scalpita Djordjevic. In dubbio Lulic.

Probabili formazioni 

Napoli (4-2-3-1): Andujar; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; David Lopez, Inler; Callejon, Hamsik, Insigne; Higuain
A disp.: Rafael, Colombo, Henrique, Strinic, Jorginho, Gargano, Mertens, Gabbiadini, Zapata. All.: Benitez
Squalificati: Britos (3)
Indisponibili: Michu, Zuniga, De Guzman, Mesto

 

Lazio (3-4-3): Marchetti; de Vrij, Gentiletti, Mauricio; Basta, Parolo, Cataldi Lulic, ; Candreva, Felipe Anderson; Djordjevic.
A disp.: Berisha, Strakosha, Cana, Braafheid, Novaretti, Ciani, Cavanda, Biglia, Mauri, Onazi, Ledesma, Keita, Klose, Perea. All.: Pioli
Squalificati: -

Indisponibili: Konko, Pereirinha, Ederson, Radu

25 mag 2015

L'Europa passa da Napoli. Lazio - Roma 1-2.


Lazio 1 Roma 2

Battaglia doveva essere e battaglia è stata. Niente biscotti che il thè delle 17 è passato da troppo. Lazio a fare la partita, Roma in contropiede: i rimpianti partono dal minuto 5, è Klose a divorarsi la palla che poteva valere una stagione, unica vera emozione del primo tempo. La ripresa regala lo spettacolo: Iturbe apre le marcature mandando la Roma in orbita, Djordjevic la raggiunge facendo esplodere la Nord. Poi, però, è Yanga Mbiwa a condannare la squadra di Pioli agli straordinari. Chi si aspettava un finale di campionato è accontentato, la Lazio dovrà strappare almeno un punto nell'inferno del San Paolo. 
FORMAZIONI - Biglia ce la fa, il posto in mezzo al campo è suo. In difesa confermata la coppia de Vrij-Gentiletti, ai loro fianchi Basta e Lulic. Al fianco del mediano argentino l'insostituibile Parolo, poi i tre tenori Mauri, Felipe Anderson e Candreva dietro Klose. La Roma risponde lasciando fuori Ibarbo e affidandosi a Totti in avanti. 
PRIMO TEMPO - Lazio a fare la partita, l'inizio sorride agli uomini di Pioli. "Non ci accontentiamo del pareggio" aveva tuonato il tecnico alla vigilia: messaggio recepito, biancocelesti subito avanti. Solo 3 giri di lancette e Candreva testa i riflessi di De Sanctis, bravo a repisngere, poi il rimpianto maggiore del match. Difesa della Roma in affanno, ancora Candreva a crossare, Klose in tuffo impatta la sfera. Sembra fatta, un sogno andare avanti quando sono passati appena 5 minuti. Ma il Fato ha in serbo un altro destino, la zuccata dle bomber tedesco si stampa sui cartelloni pubblicitari. Sono i biancocelesti a fare la partita, la squadra di Garcia sembra incapace di reagire. Il match si scalda: Totti si prende l'ammonizione, Lulic lo imita abbattendo Iturbe. E' il giallo il colore dominante, anche Gentiletti e Biglia finiscono sul taccuino dell'arbitro. La porta di De Sanctis non corre grossi rischi, il tiro-cross di Felipe Anderson è troppo telefonato per impensierire l'estremo difensore laziale. In chiusura spavento per Biglia che, in un contrasto con Nainggolan, ha la peggio: il ginocchio infortunato è il destro, lo stesso che lo ha costretto a saltare le partite contro Sampdoria e Juventus, ma l'argentino riesce a rialzarsi. Il duplice fischio di Rizzoli manda tutti negli spogliatoi.
SECONDO TEMPO - L'inizio della ripresa è la fotocopia del primo tempo. Altri 3 minuti e l'occasione giusta capita sui piedi di Basta, il suo destro esce alla sinistra del portiere giallorosso. Fuori Lulic, dentro Cavanda a limitare le scorribande di Iturbe. Garcia risponde togliendo Totti e inserendo Ibarbo. E' la Lazio a fare la partita, il possesso palla è sempre biancoceleste, ma il fortino eretto dalla Roma sembra reggere. Appena la squadra di Pioli si rilassa un attimo, però, sono i giallorossi a mettere paura: nel giro di un minuto prima Florenzi, poi Ibarbo fanno correre i brividi lungo la schiena dei tifosi laziali. Il pericolo corso toglie certezze alla Lazio che sbanda paurosamente fino a cadere. Nainggolan guida la ripartenza, Ibarbo mette in mezzo e Iturbe è bravo ad approfittarne: vantaggio giallorosso. Subito dentro Djordjevic, fuori Mauri, le speranze laziali sono riposte sulle spalle del serbo. Che non tradisce facendo esplodere la Nord: Klose apparecchia la tavola, Djordjevic neanche si preoccupa di masticare il bocconcino, manda giù con la voracità tipica dei grandi bomber. 1-1, Lazio di nuovo in Champions. Non c'è tempo di esultare, sulla punizione successiva la Roma è di nuovo avanti: Yanga Mbiwa trova il colpo di testa che vale una stagione, i giallorossi sorpassano ancora una volta la Lazio. Fotografia del campionato, al sorpasso corrisponde sempre un controsorpasso uguale e contrario. La Roma gioca con le lancette, i giallorossi amministrano il vantaggio fino al fischio finale di Rizzoli: vince la squadra di Garcia che si prende il secondo posto, le speranze Champions della Lazio passeranno da Napoli.

fonte lalaziosiamonoi

23 mag 2015

Un derby da Champion's league. Lazio vs Roma probabili formazioni e statistiche.


Penultima giornata di campionato, ultima chiamata per l'Europa che conta. E la Lazio trova come sua avversaria la Roma, in un derby infinito mai domo. Non una sfida come tutte le altre, pari solo al 26 maggio 2013, una sfida durissima per i nervi dei giocatori e dei tifosi sugli spalti. In palio c'è il secondo posto in classifica, la possibilità di entrare direttamente in Champion's league, di guadagnare circa 50mln tra vari premi. 
La Capitale dedica al derby di Roma 15 giorni di preparazione tra sfottò, coreografie, statistiche e vecchi ricordi. C'è chi parla di Lulic e del minuto 71, chi ricorda "er selfie del capitano" chi ancora torna indietro di decenni: il dito puntato di Chinaglia, la tenacia di Voeller, l'aeroplanino di Montella, gli anni d'oro dell'era Cragnotti. C'è chi prepara la maglietta che indosserà il giorno del match come se fosse un rito indispensabile, chi vende in gelateria il gusto biancoceleste o giallorosso, chi i gadget di Totti e Klose e chi colora la città dei colori del cielo e del sole. Il derby di Roma è tutto questo e molto altro ancora. Il derby è il confronto tra Garcia e Pioli, rivelazioni degli ultimi due anni. E' la sfida tra Nainggolan e Parolo, la velocità di Anderson e Iturbe, la difesa di De Vrij e Manòlas.
Il derby della Capitale è l'emozione di due popoli a confronto, la sete di vittoria, la fame di gloria. La Lazio vuole dimenticare la sfortunata coppa Italia, la Roma è seconda in classifica con due punti in più dei rivali e non ha intenzione di cedere il passo.  
Al momento entrambe le squadre andrebbero in Champions League, ma il secondo posto è quello che vale di più, perché consente di qualificarsi senza passare dai preliminari.

Statistiche

Derby numero 142 in Serie A: 36 vittorie per la Lazio, 48 per i giallorossi e 57 pareggi. Roma imbattuta nelle ultime quattro sfide: una vittoria e tre pareggi – in precedenza erano arrivate tre vittorie consecutive per la Lazio. Soltanto uno 0-0 negli ultimi 15 confronti, con i giallorossi sempre in rete nelle altre 14 sfide. L’ultimo derby giocato con la Lazio squadra ospitante è finito in parità (febbraio 2014), non succedeva dall’aprile 2004.
La Lazio ha mancato l’appuntamento con il gol in solo una delle ultime 14 partite di Serie A, ma ha segnato esattamente una rete nelle ultime tre. Quella di Santiago Gentiletti, sabato scorso contro la Sampdoria, è stata la prima rete di un difensore della Lazio in questo campionato, su 66 segnate in totale dai biancocelesti. Nessuna squadra ha subito meno gol della Roma nei secondi tempi (11). I gol su azione della Roma arrivano in media dopo una sequenza di 5.4 passaggi – il valore più alto tra le squadre di questa Serie A.
Francesco Totti è il giocatore che ha segnato più gol nella storia dei derby della Capitale in campionato: per lui 11 reti in 35 sfide. Con la rete di domenica scorsa, Radja Nainggolan ha stabilito il proprio record di marcature in un singolo campionato (cinque). Antonio Candreva ha effettuato 177 cross su azione, almeno 42 più di ogni altro giocatore in questo campionato.

Qui Lazio - Modulo: 4-2-3-1  - Biglia ce la fa, è questa la notizia di giornata. L'argentino ha svolto l'allenamento con il resto del gruppo e sembra aver recuperato dal problema al collaterale esterno del ginocchio destro. Pioli sorride, recupera il suo regista titolare nella partita più importante della stagione. Vincere senza fare calcoli. Nessun pericolo di biscotto. E' stato categorico il tecnico laziale che potrà contare anche sui centrali titolari: de Vrij e Gentiletti tornano insieme dopo la finale di Coppa Italia dove non hanno concesso niente a Tevez e Llorente. Sarà Lulic a sostituire l'infortunato Radu sulla sinistra, dall'altra parte spazio al solito Basta. Lo stakanovista Parolo darà una mano al rientrante Biglia. Sulla trequarti si rivede anche capitan Mauri insieme a Candreva e Felipe Anderson. A loro il compito di imbeccare Miroslav Klose.  

Qui Roma - Modulo: 4-3-3  - "La Lazio parte favorita, noi dovremo dimostrare di essere più forti". Nonostante il sarcasmo, mister Garcia sa benissimo che la sua panchina è in bilico. La stagione dei giallorossi è stata una delusione totale e il derby rappresenta l'ultima spiaggia per la permanenza del francese nella Capitale. Il dubbio di formazione in casa Roma riguarda il ruolo di Alessandro Florenzi. Un punto interrogativo al quale il tecnico risponderà solo domani mattina. Il talento cresciuto nella Primavera di De Rossi dovrebbe giocare esterno basso, in difesa insieme a lui la coppia Astori-Manolas, con Torosidis a sinistra. Il centrocampo è quello titolare: De Rossi a protezione della retroguardia, al suo fianco Nainggolan e Pjanic. Tridente con il giusto mix di velocità e tecnica: Iturbe e Ibarbo scatteranno sulle fasce con Totti riferimento centrale.

Probabili formazioni

Lazio (4-2-3-1) - Marchetti; Basta, de Vrij, Gentiletti, Lulic; Biglia, Parolo; Candreva, Mauri, Felipe Anderson; Klose. All. Pioli. 
A disp.: Berisha, Strakosha, Braafheid, Ciani, Mauricio, Onazi, Cavanda, Ledesma, Pereirinha, Cataldi, Keita, Djordjevic.
Indisponibili: Cana, Ederson, Radu, Perea Squalificati: nessuno Diffidati: de Vrij, Radu, Keita B., Ledesma, Cataldi

Roma (4-3-3) - De Sanctis;  Florenzi, Manolas, Astori, Torosidis; Nainggolan, De Rossi, Pjanic; Iturbe, Totti, Ibarbo. All. Garcia  
A disp. Skorupski, Lobont, Yanga-Mbiwa, Spolli, Cole, Holebas, Maicon, Balzaretti, Paredes, Pellegrini, Keita, Ucan, Verde, Ljajic, Sanabria, Doumbia.
Indisponibili: Strootman, Castan, Gervinho Squalificati: nessuno Diffidati: Maicon, Keita S, De Rossi, Torosidis

ARBITRO: Rizzoli (sez. Bologna) ASSISTENTI: Di Liberatore e Nicoletti IV UOMO: Faverani ADDIZIONALI: Mazzoleni e Irrati

20 mag 2015

Divisa ufficiale S.S. Lazio 2015/2016.

La nuova maglia Home manterrà il classico colore celeste con una caratterizzazione sulla parte superiore frontale, dove troveremo un particolare gioco di sfumature di colore bianco realizzato in stampa sublimatica. La nuova maglia avrà una vestibilità slim e si presenterà con particolari inserti in micromesh bianchi sui lati.
Colletto a girocollo in maglieria con un originale dettaglio in mesh al centro; backneck con ricamo della scritta S.S. Lazio; scudetto del club cucito sul petto all’altezza del cuore. Sarà nuova anche l’etichetta sul colletto con la scritta "Noi l’Amiamo e Per Lei Combattiamo", vero e proprio grido di battaglia della tifoseria biancoceleste.









18 mag 2015

Sotto il cielo di Roma! Finale coppa Italia 2015: Lazio vs Juventus probabili formazioni.


Allo stadio Olimpico di Roma va in scena la finale di coppa Italia edizione numero 68. Lazio e Juventus si sfidano per alzare rispettivamente la settima coppa in carriera e la stelletta per i bianconeri. La Juventus sogna il triplete, la Lazio una vittoria gloriosa prima della finalissima del derby di Roma, dove in palio oltre l'onore ci saranno 50 milioni per l'accesso diretto alla Champion's league.
La Juventus spera di alzare la coppa che solo 12 anni fa la vide vittoriosa l'ultima volta, la Lazio, invece, ha ancora addosso il sapore di quella coppa vinta il 26 maggio 2013 proprio contro i cugini.  
Le due squadre ci arrivano entrambe in un buon momento di forma, ma la Lazio ha decisamente una settimana infuocata, da lunedì a lunedì, tutto passa da questi 7 giorni.
Una stagione che potrebbe diventare indimenticabile o più pericolosamente lasciarci l'amaro in bocca. Lazio vs Juventus per una serata sotto il cielo di Roma. 

Pre-tattica

Qui Lazio - Modulo: (4-3-3)
Biglia out, ma Pioli recupera De Vrij. La Lazio arriva a questa Finale Coppa Italia 2015 dopo la bella vittoria di Genova con la Sampdoria, con il gol decisivo di Gentiletti. Stefano Pioli dovrà ancora fare a meno di Biglia, mentre tornerà a disposizione De Vrij, vero baluardo difensivo dei biancocelesti, che hanno terribilmente sofferto la sua assenza nell'ultimo periodo. Al suo fianco, dovrebbe essere scelto Mauricio, mentre sulle fasce si posizioneranno Basta da una parte, e Radu dall'altra. L'argentino Ledesma, dovrebbe impossessarsi dell'unico posto disponibile vicino a Lulic e Parolo a centrocampo, con Cataldi in panchina. In attacco Pioli sembra pronto a sfoderare le sue armi migliori: Felipe Anderson, Candreva e Klose.

Qui Juventus -  Modulo: (4-3-1-2)
Dopo la vittoria di San Siro, la Juventus di Massimiliano Allegri vuole assolutamente mettere in cascina il secondo trofeo della stagione dopo lo Scudetto: la Coppa Italia. I bianconeri, che con un successo arriverebbero a 10 successi, superando la Roma ferma a nove, dovranno però fare a meno di due pedine fondamentali, entrambe per squalifica: Claudio Marchisio e Alvaro Morata. Per sostituire il primo, il favorito sembra l'ex genoano Sturaro, anche se il ballottaggio con Roberto Pereyra verrà sciolto solo nelle ultime ore. Davanti, Morata potrebbe essere sostituito dal suo connazionale Llorente (sul quale le voci di mercato non sembrano placarsi), che al momento sembra in vantaggio nel ballottaggio con Alessandro Matri. Per quanto riguarda il resto, Storari sarà in porta (come sempre in Coppa Italia), e praticamente tutti i titolatissimi saranno in campo, compreso "l'Apache" Tevez.


Probabili formazioni
 
Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, De Vrij, Mauricio, Radu; Parolo, Ledesma, Lulic; Candreva, Klose, Felipe Anderson.
A disposizione: Berisha, Ciani, Gentiletti, Braafheid, Cavanda, Konko, Onazi, Mauri, Cataldi, Keita, Djordjevic F., Perea. Allenatore: Stefano Pioli.
Squalificati: -
Indisponibili: Cana, Ederson, Biglia

Juventus (4-3-1-2): Storari; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Pogba, Pirlo, Sturaro; Vidal; Llorente, Tevez.
A disposizione: Buffon, De Ceglie, Barzagli, Romulo, Ogbonna, Padoin, Pepe, Coman, Matri, Pereyra. Allenatore: Massimiliano Allegri. 
Squalificati: Marchisio, Morata
Indisponibili:  Asamoah, Caceres

16 mag 2015

Il cammino di Santiago... Gentiletti. Sampdoria 0 Lazio 1.


Sampdoria 0 Lazio 1

Nel secondo anticipo della 36esima e terzultima giornata di campionato la Lazio espugna il Marassi e si porta temporaneamente al secondo posto in classifica. La ruota gira e così quello stadio che aveva visto cadere e soffrire Santiago Gentiletti nel mese di settembre, lo ritrova e lo vede trionfare.
E' tornato dopo un lungo infortunio su quell'erba che lo aveva visto abbandonare il campo quasi in lacrime. Santiago Gentiletti, l'uomo in più del reparto difensivo e questa sera anche offensivo. 
La sensazione è che se avessimo avuto lui e De Vrij dall'inizio della stagione le cose sarebbero andate diversamente, forse con qualche gol subito in meno e qualche punto in più. Poco importa, stasera Santiago è tornato ed ha lasciato il segno.
Una partita dai ritmi frenetici, la prima frazione è un continuo correre da una porta all'altra con i due portieri impegnatissimi e lucidi più che mai. Viviano e Berisha si sfidano a colpi di parate decisive salvando i pali dai tiri di Eto'o, Soriano e Muriel da una parte e Candreva, Felipe Anderson e Klose dall'altra. Match corretto, pochi ammoniti e tanta qualità. La sfida è aperta a qualsiasi risultato e nella bolgia del Marassi le squadre danno vita ad una partita  di alto livello. Eto'o e Parolo si divorano due occasioni nitide. Poi Romagnoli neutralizza un guizzo di Anderson, le squadre si allungano e alla mezz'ora i blucerchiati si divorano il gol dell'1-0 con Obiang che tutto solo davanti la porta sguarnita spara alto. 
Si va negli spogliatoi sul parziale di 0-0. Al 3° minuto della ripresa tocca ad Eto'o sbagliare un clamoroso gol: lanciato in contropiede da Soriano è incapace di centrare la porta. 
Il gol così lo trova la squadra di Pioli, che su calcio d'angolo vede la palla essere sfiorata dalla testa di Ciani e il ginocchio decisivo di Gentiletti. Nulla può il camerunense che si immola per intercettarla. 0-1. La Sampdoria cerca subito di trovare il pareggio ma la stanchezza delle energie spese nel primo tempo si fanno sentire ed entrambe le squadre pressano meno e rifiatano di più. Bene per la Lazio che ne approfitta per addormentare il match. Alla mezz'ora la Lazio potrebbe raddoppiare e poi triplicare grazie a due contropiedi micidiali ma spreca entrambe le occasioni. Finisce 1-0 per i biancocelesti che tornano a casa con un secondo posto riconquistato in attesa di Roma-Udinese e il morale finalmente ritrovato.

15 mag 2015

Volata finale: Sampdoria vs Lazio probabili formazioni e statistiche.


La volata finale dei biancocelesti è infuocata, dopo le polemiche del match che ha visto la Lazio soccombere sotto i colpi e le capriole dell'ex Hernanes, la squadra di Pioli parte per Genova dove affronterà l'ottima Sampdoria di Mihajlovic. Entrambe le formazioni si giocano una buona fetta del campionato, due obiettivi diversi ma altrettanto nobili, in ballo c'è l'Europa.
I padroni di casa sono in lotta con Fiorentina, Genoa ed Inter per la qualificazione alla prossima edizione dell'Europa League mentre i capitolini stanno cercando di raggiungere un piazzamento valido per poter accedere alla zona Champions sfidando Napoli e Roma. Entrambe le squadre proveranno dunque a vincere dal momento che un pareggio servirebbe poco sia ai blucerchiati che ai biancocelesti. 


Statistiche

Nelle ultime tre sfide di campionato ha vinto la Sampdoria (2010-2011, 2-0, Cassano su calcio di rigore e Guberti), s'è imposta la Lazio (2012-2013, 1-0, Hernanes), c'è scappato il pareggio con gol (2013-2014, 1-1, Soriano e Cana).
Insomma, il recente bilancio dei Sampdoria-Lazio di Serie A è sostanzialmente in equilibrio. E sotto molti aspetti ricalca i numeri prodotti dalle 48 sfide andate in scena nel massimo torneo italiano: 17 affermazioni dei blucerchiati, altrettanti segni "x", 14 vittorie dei biancocelesti.
E le cose non cambiano poi molto se aggiungiamo i Sampdoria-Lazio di cadetteria. Perché su 2 match troviamo 2 pareggi, entrambi col risultato di 1-1.
La squadra di Mihajlovic (ex giocatore laziale) ha ritrovato sul campo dell'Udinese quella vittoria che mancava dalla 28esima giornata. La banda di Pioli, al contrario, dopo 8 successi senza soluzione di continuità sembra essersi smarrita per strada e negli ultimi 5 turni ha raccolto la miseria di 5 punti.
Confronti a Genova 50 incontri disputati
17 vittorie Sampdoria
19 pareggi
14 vittorie Lazio
63 gol fatti Sampdoria
55 gol fatti Lazio

prima sfida: Sampdoria-Lazio 1-1, 27° giornata 1946/1947 ultima sfida a Genova: Sampdoria-Lazio 1-1, 13° giornata 2013/2014

Pre-tattica

Qui Sampdoria - Modulo: 4-3-1-2 
La Sampdoria dovrebbe scendere in campo con il 4-3-1-2 e con Viviano a protezione dei pali della propria porta. In difesa è indisponibilie Mesbah il cui posto sulla fascia sinistra dovrebbe essere preso da Regini con De Silvestri a destra e la coppia formata da Romagnoli e Munoz, quest'ultimo in vantaggio su Silvestre, al centro. In mezzo al campo spazio ad Acquah, Palombo e Duncan con Obiang in panchina mentre nel reparto avanzato Eder ha chiuso anzitempo la stagione e Correa è in forte dubbio per cui davanti al trequartista Soriano dovrebbero agire Muriel ed Eto'o favoriti su Bergessio ed Okaka per una maglia da titolare.


Qui Lazio - Modulo: 4-3-3
La Lazio dovrebbe affrontare i blucerchiati con il 4-3-3 e con Berisha nel ruolo di estremo difensore titolare al posto dello squalificato Marchetti. La retroguardia perde Mauricio, fermato per un turno dal Giudice Sportivo, ed ha in dubbio Cana e dovrebbe quindi essere formata dagli esterni Basta e Radu e dai centrali Novaretti e Ciani. Panchina per De Vrij. 
A centrocampo mancherà Biglia e Pioli dovrebbe quindi mandare in campo Ledesma lanciando dal primo minuto Parolo e Lulic. Il trio davanti dovrebbe essere composto da Candreva, Felipe Anderson e Klose, in vantaggio nel ballottaggio con Djordjevic, nel ruolo di riferimento avanzato.


Probabili formazioni


Sampdoria (4-3-1-2): Viviano; De Silvestri, Romagnoli, Munoz, Regini; Acquah, Palombo, Duncan; Soriano; Muriel, Eto'o. 
A disposizione: Frison, Romero, Cacciatore, Silvestre, Coda, Wszolek, Obiang, Rizzo, Marchionni, Djordjevic L., Bergessio, Okaka. Allenatore: Mihajlovic.
Squalificati: -
Indisponibili: Mesbah, Eder. 


Lazio (4-2-3-1): Berisha; Basta, Novaretti, Ciani, Radu; Parolo, Ledesma, Lulic; Candreva, Felipe Anderson; Klose. 
A disposizione: Strakosha, De Vrij, Gentiletti, Braafheid, Cavanda, Keita, Perea, Djordjevic F. Allenatore: Pioli.
Squalificati: Marchetti, Mauricio.
Indisponibili: Cana, Ederson, Biglia.